Una delle domande che mi facevo più spesso quando ho iniziato a fotografare era la seguente:

“David, per quale motivo le tue foto sono orribili?”

Eppure cari miei, scattavo con un’ammiraglia Nikon, avevo ottime ottiche come il 24-70 f2.8, il 50mm f1.8, ecc…

Dov’era il problema?

Beh, oggi, dopo quasi 10 anni posso finalmente rispondere con consapevolezza a questa domanda.

No, non c’entra niente l’attrezzatura.
Un bravo fotografo scatta buone foto con un iPhone, un fotografo di 💩 scatta foto di 💩 con una Hasselblad da settordicimila euro.

L’errore principale era il focus (no, non la messa a fuoco… Continua a leggere).

Sopratutto quando si inizia a fotografare, ma anche dopo anni di fotografia, si dedicano moltissime energie alla ricerca dell’attrezzatura perfetta, dell’attrezzatura più performante, del nuovo-coso-luccicante-e-costoso che risolverà tutti i nostri problemi e ci renderà fotografi migliori.

Questo è il vero problema: la nostra attenzione (il nostro focus) è su cose futili.

L’attrezzatura è un mezzo, non un fine ultimo di realizzazione fotografica!

Basta vedere quali sono i video di fotografia più visti su YouTube: le recensioni di prodotti. Fantastici corpi macchina nuovi di pacca, ottiche nitidissime e grandiose, flash capaci di illuminare la Cappella Sistina a 1/16 di potenza.

Facciamola finita! 

Cosa succederebbe scegliessimo di dedicare il 100% della nostra attenzione fotografica sull’imparare come fare ottima fotografia?

Nessuno di noi sognerebbe mai di salire sulla motocicletta di Valentino Rossi e correre il Moto GP. Voglio dire… Sparato a 300km orari su una moto insieme a decine di altri piloti non solo è stupido per una persona che non ha la consapevolezza di quello che sta facendo… E’ PERICOLOSO!

Beh, carissima mia o carissimo mio che mi stai leggendo.

Per quale minchia di motivo si ha la presunzione di credere che una mirrorless fullframe super potensissima, bellissima e scintillante possa renderci bravi fotografi anche se non sappiamo nulla di tecnica fotografica?

Il procedimento logico dovrebbe essere quello di:

  • Dedicare una minima parte del proprio budget e del proprio tempo per scegliere ed acquistare la prima macchina fotografica ed il primo obiettivo (come primo obiettivo andrà benissimo la lente kit che è un tutto-fare);
  • Dedicare la gran parte del proprio budget e del proprio tempo alla formazione fotografica, all’imparare la fotografia, a prendere consapevolezza di quello che si sta andando a fare;
  • Provare sul campo quello che si impara, analizzare i propri errori, tornare a studiare, correggerli e tornare a provare.

Tutto questo senza la foga o la presunzione di realizzare fotografie grandiose, senza pubblicare online tutti gli obbrobbri realizzati, perché ecco…

Ho una brutta notizia per te, come diceva Henri Cartier-Besson:

“Le tue prime 10.000 fotografie sono le peggiori.”

Ed è verissimo.
Lascia che ti semplifichi la vita: non importa cosa tu possa pensare delle tue prime fotografie, fidati di me: fanno schifo. Tienile per te.

Ricordo quando a 18 anni scattavo le mie prime fotografie a Chantal, la mia ragazza di allora; scattavo e guardavo le fotografie nel display LCD della mia reflex e… Ero fiero di me! Che belle che erano quelle fotografie!

Sai perché credevo di far belle fotografie? Perché non capivo nulla di fotografia.

Come non sono in grado di capire la differenza tra un vino da 10€ e un vino da 1000€, non ero in grado di capire la differenza tra una fotografia di merda e una grande fotografia.

Senza conoscenza non siamo consapevoli e se non siamo consapevoli non sappiamo giudicare.

Parleremo del giudizio fotografico in un altro post/video, perché anche qui c’è molto da dire.

Ah, attenzione. Lì fuori il 90% dei fotografi che scattano da 63847892 anni continua a fare foto di 💩 ritenendo di scattare capolavori... Ecco… Queste persone in tutto questo tempo non sono state in grado di crearsi una consapevolezza e una formazione fotografica.

Ma andiamo avanti. Qual è il secondo errore che fa si che le tue fotografie facciano cagare?

Scatti troppo!

Sarò strano io, ma quando sento i fotografi consigliare a chi vuole far fotografia di scattare tanto mi si accappona la pelle, drizzano i peli delle braccia e… Vabbè insomma hai capito.

Torniamo al nostro Valentino Rossi, al Moto GP e alla stupidità che c’è nel salire in sella ad un razzo su 2 ruote sparato a 300km/ora.

Ma davvero qualcuno pensa che per imparare a guidare la moto in pista si debba… Guidare una moto in pista?

Voglio dire… Sarà mica il caso di prendere lezioni di guida, capire la tecnica, provare in situazioni controllate e solo alla fine, andare in pista e provare?

Ma un povero cristo che non ha nozioni di fotografia, composizione, illuminazione, post-produzione, ma cosa vi aspettate che produca?

Qual è l’obiettivo? Scattare tanto, produrre tanto materiale di basso livello o scattare bene?

Tanto e di merda o poco ma buono? Siete H&M o Trussardi? Siete Zara o Armani? Siete 💩 o Nutella?

Ci siamo capiti no?

Siate umili, siate pazienti e sappiate che per diventare fotografi migliori bisogna diventare persone migliori.

Un fotografo che non sa, non ha nulla da raccontare, non ha punti di vista innovativi.

Me medesimo: David Adriani

Ma di questo parleremo nel prossimo video…

Rock ‘n’ Roll my dear! A presto,
David Adriani

3 commenti su “Fotografi NON si nasce, si diventa (Consapevolezza Fotografica Pt.1)”

  1. Avatar

    Ciao David, ottima analisi. Mettersi in discussione ogni giorno vedere e rivedere le tecniche fotografiche che uno utilizza quotidianamente. Oltre la passione della fotografia che coincide sempre da oltre 20 anni con il canto polifonico, con il mio maestro di canto , durante tanti anni di prove paragoniamo il canto polifonico con tante persone, che spesso non concentrandosi nelle proprie parti di sezione non ottengono un bel suono e come fare tante fotografie e vedere spesso che non sono correttamente messe a fuoco, inguardabili. Lo studio, la passione, la concentrazione e l’applicazione su quello che si fa è alla base per ottenere un risultato accettabile. W la fotografia W il canto. Saluti Ivo

    1. David Adriani

      Ciao Ivo! Esattamente, credo che questa cosa sia “universalmente accettata” in moltissimi ambiti, ma difficilmente lo è per le arti creative.
      Buone fotografie e buon canto allora! Grande 🙂

      A presto!

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