ATTENZIONE: Se sei un Fotografo Paesaggista o Street non puoi non conoscere la Distanza Iperfocale! Leggi subito questo articolo fino in fondo!

Ti ritrovi in una distesa verde magnifica, con tanti fiori in primo piano, una serie di alberi al centro e una casa diroccata sulla linea d’orizzonte.

Decidi quindi di fotografare il tutto ma accade una cosa particolare:

  • Opzione A: i fiori sono in primo piano e tutto il resto sfocato;
  • Opzione B: gli alberi sono a fuoco ma fiori e casa no;
  • Opzione C: la casa è bella nitida ma tutto davanti ha sé è completamente privo di dettagli.

In una scena simile avere delle zone non a fuoco non è proprio il massimo… L’attenzione concentrata su un solo particolare finisce con il far perdere molte informazioni della foto e svalorizza tutta la bellezza.

Basta pensare ai paesaggi o alle foto con tantissime persone poste a distanze diverse, dove tutti gli elementi devono essere sempre a fuoco, pena tanta confusione e spaventosi errori impossibili da riprendere in post-produzione. Come fare quindi? Facile, con l’iperfocale. Quest’ultima non è una vera e propria tecnica ma una semplice distanza.
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Che cos’è l’Iperfocale e Come Calcolarla

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Prima di descrivere l’iperfocale è doveroso fare una distinzione tra lunghezza e distanza.

Nel primo caso abbiamo abbiamo la distanza più breve in cui poter fotografare un ambiente in cui tutti gli elementi sono a fuoco.

Nel secondo caso invece è il tratto oltre il quale tutti gli oggetti sono a fuoco.

In poche parole, prima di scattare, è consigliabile calcolarsi prima la lunghezza dell’iperfocale e poi posizionarsi a quella distanza così da essere completamente sicuri della messa a fuoco.

Come calcolarla?

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Quello che ti serve è un valore H (distanza iperfocale) che viene calcolato frazionando la lunghezza iperfocale al quadrato (valore f) con l’apertura dell’obiettivo e il limite del circolo di confusione, il tutto sommato a nuovamente il valore f.

Non hai capito niente vero? Non ti preoccupare, quasi nessun fotografo la ricorda e non ti chiedo certo di fare ogni volta questo calcolo quando sei in procinto di scattare.

Esistono dei calcolatori automatici molto comodi che ti renderanno la vita facile.

Quello che ti chiederanno è la tua fotocamera, la lunghezza focale del tuo obiettivo, il diaframma e la distanza del soggetto.

Mettiamo caso tu abbia una Canon 7D, hai una lunghezza focale di 20, un diaframma selezionato a 16 e una distanza da soggetto di 10 metri, il risultato sarà 1,34 metri. Sarà questa la distanza in cui devi posizionarti per ottenere “tutto a fuoco”.

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Come sfruttare l’iperfocale nella fotografia

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I fattori che vanno a modificare l’iperfocale sono fondamentalmente due: la lunghezza focale e l’apertura.

La distanza iperfocale molto alta è spesso inutile e serve solo in caso di un soggetto in primo piano e di uno sfondo molto lontano, per ridurre questa distanza basta allontanarsi dal soggetto in modo da avvicinarlo all’infinito e renderlo parte integrante con lo sfondo.

Da ciò si evince che le foto migliori e maggiormente nitide sono quelle che usano focali corte.

Ovviamente devi abbandonare il concetto di messa a fuoco automatica e l’approccio che vede un soggetto più lo sfondo retrostante.

Con l’iperfocale non ci sarà più questa differenza e il soggetto diventa un tutt’uno con lo sfondo.

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Piccoli Trucchi per sfruttare al meglio l’Iperfocale

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L’obiettivo della fotografia iperfocale è di avere il massimo della nitidezza perciò è consigliabile non scendere al di sotto di f.11, alcuni azzardano anche un f.8, fermo restando che l’optimum è a f.16.

Se ne hai la possibilità, monta un obiettivo grandangolare per non allontanare troppo l’iperfocale.

Usa sempre la messa a fuoco manuale, in quanto quella automatica è molto sensibile e potrebbe concentrarsi su un particolare sfuggente. Ottimo anche l’utilizzo di un treppiede per stabilizzare la ripresa ed evitare spostamenti indesiderati.

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Ti trovi nel bel mezzo della natura con il cellulare scarico, nessuna tabella di riferimento e non sai come calcolare l’iperfocale?

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Non è sicuramente la situazione ideale ma si può ovviare anche a questo problema.

Esistono obiettivi che hanno sul loro corpo la distanza di messa a fuoco rapportata all’apertura.

Questo suggerimento è utilissimo perché ti permette di settare la fotocamera in base a questi dati. Purtroppo sono pochi gli obiettivi con questa indicazione (per i vecchi obiettivi analogici era prassi mentre odiernamente è possibile trovarla solo in qualche brand in particolare), nel dubbio meglio puntare ad un diaframma a 16, focale corta e riprendere tutto dal basso.

L’opzione Live View facilita molto l’impostazione dell’iperfocale. Come? Cliccate sempre l’anteprima display (solitamente è un bottoncino vicino allo schermo) così da controllare che la zona di ripresa sia sufficientemente nitida.

Ovviamente la luce sarà scarsa a causa del diaframma chiuso. Ora metti a fuoco la parte più lontana della scena, premi il pulsante di anteprima della profondità di campo e modificare nuovamente la messa a fuoco fino a quando l’oggetto più vicino sarà nitido.

Ingrandendo la scena sul display in modalità Live View permetterà di controllare la nitidezza degli oggetti a tutti i livelli.

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Quando usare l’Iperfocale nella Fotografia

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NB: Per realizzare lo fato qui sopra è stato utilizzato anche un Filtro ND.

L’iperfocale può essere applicata ogni qualvolta si presentano situazioni in cui è preferibile puntare all’infinito e non perdere dettagli ma in generale la ritroviamo costante in diverse correnti fotografiche:

  • Paesaggistica:
    Quante volte ti sei ritrovato davanti a uno scenario da favola come una distesa marina ma non sei riuscito a fotografare le onde che infrangono sulla riva, le boe e le navi a poca distanza? Oppure nei pressi di un sito naturalistico dove rocce e cavità naturali creano un meraviglioso gioco di profondità ma difficili da fotografare tutte in maniera dettagliata?L’iperfocale è la scelta per antonomasia della fotografia paesaggistica, usata nella maggior parte degli scatti per rendere al massimo il panorama e lasciare che l’occhio si perda in esso.
  • Architettonica:
    La fotografia urbana è quella fotografia che si concentra sulle architetture all’interno del contesto cittadino. Ciò significa che l’interesse è incentrato su un determinato edificio e l’ambiente circostante.La complessità è riuscire a fotografare qualsiasi livello presente sullo sfondo senza perdere la nitidezza del primo piano (ad esempio sassi in primo piano e chiesa sullo sfondo).
  • Street Photography:
    La Street Photography è una fotografia veloce, intuitiva e che richiede un numero di step minimo per ottenere il massimo. Perdere tempo con la messa a fuoco potrebbe lasciarti a bocca asciutta dato che nella Street non ci sono soggetti in posa, ecco perché l’iperfocale può aiutarti ad avere nitidezza, dimenticando la messa a fuoco.In questo caso dovrai calcolare la distanza in base ad un punto A e un punto B della scena (esempio un cestino in primo piano e un palazzo sullo sfondo), in questo modo potrai concentrarti solo ed esclusivamente sulla composizione.
  • Foto di Gruppo:
    Le foto ai concerti sono belle grazie all’energia particolare, il pubblico in escandescenze, i musicisti spontanei e le luci che donano una magia unica. A volte però ci sono fotografi professionisti che decidono di eludere l’ovvietà e scattano delle foto diverse e scenografiche. Stiamo parlando delle foto al pubblico, magari da un punto di ripresa alto. Ti sei mai chiesto come è possibile che tutti i visi siano perfettamente a fuoco?La risposta già la conosci e potrebbe esserti molto utile anche in altri casi: ad esempio un committente che ti chiede una foto di gruppo al suo matrimonio con tutti gli invitati (non puoi assolutamente rischiare che la prima fila sia a fuoco e l’ultima sia sfocata), foto ad una corsa sportiva, foto di animali in gregge.
    Insomma l’iperfocale la puoi sfruttare in talmente tanti casi che ti stupirai di non averlo fatto prima!
  • Pubblicitaria:
    Anche la pubblicità ha molto da ringraziare all’iperfocale in quanto spesso i grafici e i fotografi l’hanno usata per rappresentare i prodotti in maniera non convenzionale.Quante volte hai visto un elemento (ad esempio un profumo ma potrebbe essere qualsiasi altro oggetto) immerso in uno sfondo colorato con l’aggiunta di vari modelli? In questo caso puoi essere sicuro che il diaframma non era a 1.8!

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I Fotografi Maestri di questa Tecnica

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Per raffinare il tuo occhio o semplicemente per avere un riscontro dai grandi maestri, sappi che sono diversi ad aver usato l’iperfocale in alcuni scatti che hanno scritto la storia della fotografia.

Pensa a Sebastiao Salgado (autore della fotografia qui sopra). Pensa ad Henri Cartier-Bresson, il genio del Carpe Diem utilizzava quasi sempre l’iperfocale nei suoi scatti.

E in effetti ciò è coerente in quanto, avendo questo salvagente fotografico, aveva tutto il tempo di concentrarsi sulla composizione, senza battagliare con la messa a fuoco. Guarda le loro foto e osserva gli oggetti o le persone in primo piano, secondo piano e sfondo… tutto è sempre nitido!

The Sixties

Ritornando alla Street Photography, impossibile non citare Garry Winogrand, uno dei grandi nomi del genere, che amava fotografare le persone normali immerse pienamente nel contesto urbano.

La sua foto più famosa è “The Sixties” (Guarda la foto qui sopra) ed è una dimostrazione talentuosa di come l’iperfocale riesca a trasmettere un concetto grazie al suo appianamento delle profondità.

In questa foto c’è il caos puro, ogni persona presente nella foto diventa un soggetto principale, l’attenzione dell’osservatore non si focalizza in un unico punto e riesce a diventare parte integrante di quella rivolta.

Ma, in tempi più moderni, anche fotografi come Thomas Hoepker (famosissima è la sua foto “New York, 9/11” con ragazzi in primo piano e il disastro delle Torri Gemelle dietro di loro) o lo stesso Steve McCurry che ha usato l’iperfocale per rappresentare le coloratissime culture orientali, specie nella fotografia urbanistica.

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In conclusione

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Questo articolo ha chiarito alcuni dubbi in merito all’iperfocale ma il passo decisivo è uno solo: il tuo.

Non temere l’approccio con questa distanza complessa da calcolare perché di complesso c’è solo l’inizio.

Con la pratica e il miglioramento costante riuscirai a renderla tua e ad approcciarti ad essa con intuitività e velocità.

Esci fuori, vai su un’altura, in un bosco, al mare o semplicemente in casa e gioca con i vari soggetti disposti a distanze diverse e allenati per migliorare.

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