“Ti piacerebbe realizzare Fotografie come quella qui sopra? Beh… Allora hai bisogno di un Filtro ND!”

Il Filtro ND è indispensabile per ottenere moltissimi effetti che si usano nella Fotografia Paesaggistica.
Tra quanti forse il più noto è “l’effetto setoso dell’acqua” che vedi nella fotografia qui sopra.

Se ami la fotografia paesaggistica il Filtro ND dovrebbe sempre essere presente nella tua borsa fotografica (insieme al filtro polarizzatore).

Se vuoi maggiori informazioni sui Filtri Fotografici ti consiglio di leggere questo articolo.

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Cos’è il filtro ND? A cosa serve?

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Un filtro a densità neutra (denominato appunto ND) serve per ridurre l’intensità della luce che raggiunge l’obiettivo, modificando le condizioni relative al diaframma e ai tempi di scatto, alterando, di conseguenza, l’esposizione.

Tale alterazione è voluta e risulta utile per offrire al fotografo (sì, anche a te che è la prima volta che hai in mano questo filtro) una maggior versatilità di scena, scegliendo parametri di esposizione differenti rispetto al classico consentito.

Infatti il filtro ND è prodotto in un vetro che presenta differenti oscuramenti a seconda del livello di filtraggio della luce. Tecnicamente tutte le componenti luminose dovranno essere filtrate uniformemente dal vetro per evitare la presenza di colori dominanti nella fotografia.

L’ND è un filtro grigio che detiene una costante opacità indipendentemente da tutti i colori dello spettro luminoso, senza alterare le caratteristiche della fotografia in termini di colori. Riducendo parte della luce, rende possibile scattare con esposizioni più lunghe.

I filtri neutri ND, attenuando la quantità di luce che giunge al sensore della macchina fotografica, si comportano come un normalissimo paio di occhiali da sole.

Così facendo è possibile dare alle fotografie degli effetti scenografici piacevoli e unici, trasformando molte foto statiche in immagini dinamiche.

La disponibilità dei filtri ND è sia nel formato quadrato (per chi possiede un sistema porta filtro), sia nel più pratico tondo che si applica a vite direttamente sull’obiettivo (o eventualmente con un adattatore ad anello).

I filtri ND che preferisco sono gli Hoya: sono di ottima qualità, hanno un costo contenuto e producono immagini d’altissima qualità fotografica. Qui li trovi su Amazon.

 

Come si usa un Filtro ND? Ecco i Parametri di Esposizione

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A seconda della capacità di assorbimento della luce, i filtri ND presenti sul mercato possono essere disponibili con gradazioni differenti, e quindi con una colorazione più o meno scura.

A ciascun filtro è correlato un numero che indica un valore di densità. Ad esempio: un filtro ND 2 significa che ha densità 2 e filtra la metà della luce (che corrisponde all’assorbimento di uno stop).

Questo concetto va ad inficiare i parametri di scatto, i quali vanno corretti manualmente. Se con un certo valore di apertura diaframma il tempo corretto sarebbe di mezzo secondo, con un filtro ND2 applicato il tempo raddoppierà e sarà quindi di un secondo.

Con un ND4 la luce che passerà sarà pari a 1/4 (un quarto) di quella reale e quindi si perderanno ben 2 stop: così il tempo, da mezzo secondo, passerà a 2 secondi. (sarà quindi 4 volte tanto).

Il medesimo calcolo può essere svolto per gradazioni superiori, come ad esempio un filtro ND32 che assorbirà 5 stop.

Uno dei più utilizzati è quello a 10 stop in quanto permette un allungamento notevole dei tempi di esposizione e di conseguenza una miglior versatilità.

Di contro, la difficoltà sta nell’analisi della scena nel mirino, la quale appare molto buia e difficile da interpretare. Infatti non è semplice utilizzare questo genere di filtri, anche se con un po’ di pratica e di sperimentazione le cose potranno soltanto migliorare.

I parametri di esposizione influenzano non poco la resa fotografica, a maggior ragione se si impiegano filtri ND ad alta densità.

Per questo è importante capire l’ambiente e la scena: ad esempio se si desidera conferire un effetto mosso agli alberi, a seconda del vento presente si potrà optare per una gradazione tale del filtro che consenta poi di regolarsi di conseguenza con i tempi di scatto.

Un tipico errore è quello che pensare che allungando il tempo di scatto matematicamente si crea un maggior effetto mosso. Se questa affermazione è tecnicamente comprensibile e logica, la pratica dice che non è proprio così, in quanto molto dipende proprio dal filtro che hai installato.

Un filtro ND a bassa densità permetterà l’ingresso di maggior luce e a parità di tempo la fotografia verrà molto più chiara e spesso totalmente bianca, risultando bruciata.

Quindi il parametro tempo di scatto, va sempre commisurato al tipo di filtro che andrai a posizionare sul tuo obiettivo.

Per semplificare il tutto esistono della apposite tabelline che permettono di ottenere informazioni sui tempi di scatto in base al filtro installato: sono presenti all’interno di molte confezioni di filtri, così come è possibile scaricare delle applicazioni gratuite (sia per Android che per Apple, così come anche per altri sistemi operativi), che sono interattive e riescono a guidarti su come muoverti all’interno del mutamento delle variabili nel mondo dei filtri ND.

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I Benefici di un Filtro a Densità Neutra

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Un Filtro a Densità Neutra può essere impiegato per ottenere alcuni benefici pratici che valorizzano l’immagine finale:

  • Tempi di scatto: aumentare i tempi di scatto può essere la soluzione ideale per dare alle tue fotografie un’immagine dinamica e creativa al tempo stesso, giocando coi profili delle persone, con l’acqua, con le nuvole oppure con le auto in movimento. L’acqua assume un effetto seta, le persone possono sparire dalla vista di una piazza o comparire in movimento, lo stesso dicasi per le scie dei fari delle auto, a sottolineare il fascino delle striature automobilistiche.
  • Diaframma: con l’applicazione di un filtro è possibile aprire il diaframma e ottenere una riduzione della profondità di campo, senza variare esposizione e tempi di scatto. Questa situazione può diventare utile in diverse situazioni, soprattutto durante il giorno quando c’è molta luce.
  • Mirino fotocamera: quando un soggetto è eccessivamente illuminato risulta difficile cogliere i dettagli. Con un filtro ND non solo sarà più semplice bloccare il dettaglio ma anche osservarlo dal mirino della macchina fotografica.
  • Resa fotografica: la resa della fotografia appare migliore e più equilibrata. Anche i colori assumono un lieve tono più marcato frutto non di un’alterazione cromatica, ma di un miglior bilanciamento di contrasto dovuto proprio al filtro che è in grado di schiarire la parte più scura e scurire la parte più chiara.

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Un Filtro ND speciale: il GND

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Il filtro GND è detto anche filtro ND graduato e si caratterizza per avere una colorazione che da grigio scuro diviene trasparente progressivamente dall’alto verso il basso. Qualcuno ha una netta linea di demarcazione ma il più delle volte il passaggio è graduale e fluido, per poter garantire una maggior naturalezza dello scatto.

Quando si tratta di riprendere scene in cui vi è la presenza dell’orizzonte, quindi con un netto stacco tra cielo e terra, dovrai preferire uno stacco più netto della linea, mentre se la discrepanza di luminosità non è eccessiva è meglio utilizzare la seconda soluzione.

Un filtro GND serve per assorbire la luce unicamente in una metà dell’immagine, solitamente la parte superiore (o quella inferiore se lo si ruota), oscurando solo una parte della fotografia.

Questo genere di prodotto viene impiegato prevalentemente nella fotografia paesaggistica per ridurre la gamma dinamica andando a oscurare le zone più luminose, ottenendo come risultato un’immagine più bilanciata nei colori e nei contrasti.

 

Come si utilizzano i Filtri ND

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Usare Filtri a Densità Neutra (Filtri ND) non è affar semplice in quanto, soprattutto se particolarmente scuri e con gradazione intensa, possono creare problemi all’esposimetro il quale legge e interpreta, valori di luce non reali.

In alcune situazioni filtra una luce talmente fioca che la macchina fotografica fatica ad attivare i meccanismi di calcolo e gli algoritmi necessari per l’autofocus e per la determinazione dei parametri di esposizione. In questi casi sarà necessario procedere con una regolazione manuale oppure automatica, ma ingannando la fotocamera, procedendo nel seguente modo:

  1. Mettere a fuoco prima di installare il filtro (automaticamente oppure manualmente)
  2. Attivare il blocco MF della messa a fuoco
  3. Memorizzare i valori normali di scatto (meglio se in modalità automatica, priorità dei tempi o di diaframma)
  4. Porre la fotocamera in modalità manuale
  5. Montare il filtro
  6. Partendo dai valori memorizzati calcolare (da tabelle) i nuovi valori di scatto (incremento tempo e apertura diaframma)

Chi non avesse la possibilità di mettere la macchina in modalità manuale (ad esempio alcune fotocamere bridge) può lasciare l’impostazione automatica, la quale funzionerà se il filtro montato non avrà densità eccessiva.

E’ utile tenere presente che la modalità manuale arriva fino ad un massimo di 30 secondi come tempo di scatto. Partendo da una modalità di scatto rapida (esempio 1/250), anche se monti un filtro da 10 stop, la fotocamera riesce a stabilire il nuovo tempo di esposizione affinchè questo rimanga sotto ai 30 secondi.

Se si rendesse necessario un tempo di esposizione più lungo (come anche le tabelle indicano) è necessario selezionare la modalità Bulb che consente tempi di posa più lunghi.

Un filtro ND puoi utilizzarlo quando hai in mente di riprendere una scena che richiede la presenza dell’acqua: in questo caso dovresti anche eliminare i riflessi con un filtro polarizzatore che ti consente di dare più enfasi alle rocce e all’acqua stessa, ma dall’altro lato il filtro ND conferisce quell’aspetto setoso che risulta poetico e quasi fiabesco.

E’ dunque possibile l’uso combinato dei due filtri, ma se questo sono a vite la gestione della situazione non è immediata e spesso può risultare molto complessa, soprattutto se il filtro ND si caratterizza per essere ad alta densità (troppo scuro) e la sua applicazione è a vite: è impossibile regolare la polarizzazione.

Disponendo di un filtro a lastrina il problema non si pone in quanto è possibile, grazie al telaio di inserimento (chiamato anche holder), l’inserimento separato dei filtri senza che l’uno sia avvitato all’altro. Così facendo il sistema risulta essere completo e perfettamente gestibile, regolandolo secondo il grado di polarizzazione desiderato. Un consiglio è quello di togliere lo stabilizzatore.

corso di fotografiaEsempi Pratici

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In generale è possibile affermare che un filtro ND risulta essere necessario in molte situazioni in cui si desiderino scattare fotografie che richiedono tempi lunghi di esposizione e quando si ha forte differenza di luminosità tra zone della scena.

Immaginando di voler fotografare una cascata oppure un normalissimo torrente è anche possibile sovrapporre i filtri per ottenere una densità superiore. Ad esempio volendo sovrapporre un ND4 e un ND8 si assorbono ben 5 stop.

Se nella condizione senza filtro il tempo di scatto per quella determinata scena era di 1/25, montando i filtri passiamo a 8 secondi, pur lasciando una sensibilità ISO molto bassa e un’ampia apertura di diaframma. Con 8 secondi di esposizione si riesce a cogliere un buon effetto seta dell’acqua, mentre con 1/25 ciò sarebbe stato impossibile.

La stessa cosa è pensabile anche per fotografare un campo di fiori (o di erba) a cui si vuole conferire un effetto sfumato, focalizzando magari il focus su una costruzione in lontananza: in questo caso la presenza del vento può aiutare l’effetto.

Se c’è vento forte non avrebbe senso allungare a dismisura il tempo di scatto montando un filtro ND particolarmente scuro, ma sarebbe sufficiente avvitare un filtro da 2-3 stop e impostare un tempo di scatto compreso tra 1 e 2 secondi: sarà proprio il vento che accentuerà l’effetto. Diversamente, in caso di lieve brezza, il tempo andrà allungato e la densità del filtro richiesta avrà un valore maggiore, evitando così di bruciare la fotografia.

Il classico esempio di scatto fotografico in cui si possono osservare gli effetti del filtro ND è la ripresa di una cascata o di un fiume e di un cielo in cui vi sono delle nuvole. Il consiglio è quello di provare a scattare un’immagine senza filtro installato, per poi avvitare questo magnifico accessorio e modificare i parametri di conseguenza, allungando il tempo di posa. La differenza è notevole e si potrà notare come il secondo scatto assumerà maggior dinamismo nonostante sia più artistico.

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Problematiche Filtri ND

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Frapponendo un vetro tra la sorgente di luce e il sensore è inevitabile che qualcosa si possa perdere e infatti l’uso del filtro ND può richiedere una mediazione che in realtà è un compromesso.

Se il filtro è graduato la linea di demarcazione dovrà quasi sempre apparire al centri, disobbedendo alla Regola dei Terzi.

E’ pur vero che alcuni porta filtri danno la possibilità per quelli a lastra di poter regolare manualmente l’inserimento spostando leggermente tale linea, ma non tutti possono disporre di tale accessorio. Il problema si può ovviare in questo caso con la post produzione, capace di assemblare fotografie scattate con parametri diversi di esposizione e ottimizzare l’immagine risultante.

Altro problema derivante dall’applicazione di filtri ND è quello di generare immagini troppo scure oppure eccessivamente chiare. Ciò accade quando si sbaglia il settaggio dei parametri espositivi di tempo in relazione alla tipologia di filtro installato. Qui la post produzione non può fare assolutamente nulla e scatto fotografico va eliminato perché è irrecuperabile in caso di foto totalmente bianca o totalmente scura.

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Filtro ND e Post-Produzione

Disponendo di un filtro ND la post produzione è comunque necessaria, anche se potrebbe avere peso minore. Come spiego nel mio Corso di Fotografia, il Fotoritocco è parte integrante del flusso di lavoro di ogni bravo Fotografo.

Partendo però da un’immagine già di per sè con buona qualità, scattata in formato RAW e con un filtro ND, la correzione si presenta più semplice e più immediata.

Un consiglio pratico se non hai un Filtro ND è quello di di scattare (ovviamente senza filtro) un paio di fotografie: una esponendo il cielo nella maniera corretta disinteressandosi del terreno, l’altra invece concentrandosi sulla terra senza pensare al cielo. Un buon lavoro di editing porterà ad fondere le due immagini creando la simulazione della presenza del filtro ND.

E’ possibile poi confrontare l’elaborato con la fotografia realmente scattata con il filtro e valutare la possibilità di correggere e scegliere la migliore.

Quando si decide di sovrapporre due fotografie è necessario che queste vengano scattate con un treppiede dalla stessa identica posizione, mantenendo inalterato il valore di diaframma.

Un’altra correzione tipica è l’esposizione dato che spesso capita di avere una foto sottoesposta eccessivamente e un’altra sovraesposta, ma dove si deve agire con più precisione è sulla correzione del bilanciamento del bianco con le varie dominanti annesse. I filtri neutri, soprattutto se di qualità medio bassa o scadente, tendono a restituire una foto con una dominante di colore, la presenza di qualche macchia e di qualche effetto sgradito.

Di seguito ti suggerisco un paio di cavalletti ottimi. Io li ho entrambi: il primo lo uso “da viaggio”, il secondo come cavalletto fisso per ogni lavoro.

 

Quale Filtro ND Comprare? Caratteristiche per l’acquisto

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Un filtro ND può influenzare notevolmente il risultato di uno scatto fotografico e per questo motivo deve essere scelto con attenzione e logica.

Tra quelli presenti sul mercato di varie intensità, la confusione regna sovrana perché le case produttrici non fanno nulla per uniformare la nomenclatura in modo da poter stimolare un’attenta valutazione da parte dell’utente. Sono diversi i modi con cui vengono indicate le gradazioni possibili e di conseguenza diviene anche difficile poter disporre di un confronto immediato, ma in aiuto vengono alcune tabelle di conversione reperibili in rete.

Quando si parla di filtri bisogna pensare che questi sono accessori che vanno installati davanti alla lente dell’obiettivo e quindi l’influenza che il materiale di costruzione può generare sull’elaborazione fotografica del sensore risulta essere davvero sensibile. Scegliere un prodotto di qualità che sia dotato di buona costruzione meccanica (robustezza e solidità prima di tutto), oltre di che un vetro dalle spiccate proprietà, è senza dubbio un modo per non sbagliare acquisto e proteggersi il più possibile da eventuali errori o lacune di scatto.

A chi si avvicina alla fotografia con l’utilizzo di filtri, il consiglio è quello di non andare oltre il filtro ND da 10 stop (chiamato anche ND 1024), sia per limitare il costo che per una reale probabilità di utilizzo.

Ti consiglio di acquistare Filtri Hoya: sono di ottima qualità ed hanno un prezzo contenuto. Qui li trovi su Amazon.

 

Riassunto

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Acquistare un filtro ND permette di scattare fotografie in modo più versatile dando spazio alla creatività del fotografo, il quale può agire sui parametri di esposizione, allungando i tempi di scatto.

Questa operazione permette di ottenere una fotografia più creativa e maggiormente dinamica. Infatti, dilatando i tempi, si possono cogliere dei movimenti che danno alla foto una certa fluidità senza che però questa appaia mossa.

Semplicemente si può affermare che con un filtro ND potrai ottenere un effetto di mosso controllato e voluto. L‘acqua apparirà come uno strato setoso, le stelle tracceranno scie in cielo, le nuvole assumeranno forme allungate e fluide.

Dovrai però dimostrare anche la tua creatività perché questa il filtro non te la fornirà, o meglio, se lo farà sarà solo in parte. Quello che conta è ciò che ci metterai tu. Il filtro è uno strumento con cui potersi esprimere, ma va saputo utilizzare.

Non è semplice perché i parametri assumono valori differenti, essendo influenzati da un minor passaggio di luce.
Se intendi diventare un esperto della fotografia paesaggistica non puoi fare a meno di un filtro ND.

Il mio consiglio è quello di acquistare Filtri Hoya. Tra tutti i filtri che ho provato sono i migliori ad un prezzo abbordabile.

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Un abbraccio, a presto,
David Adriani

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