“Se ami fotografare animali significa che ami la natura e il movimento. E se ami la natura… Essù… Non andare a fare fotografie allo Zoo… non si può sentire…”

In campo fotografico vuol dire che devi avere la passione per la fotografia naturalistica e per quella d’azione, in quanto ali animali sanno essere la sintesi di entrambe le categorie.

Per questo l’operazione non è assolutamente semplice e prima di mettersi all’opera è necessario conoscere bene il territorio, il soggetto e disporre di buona attrezzatura.

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La fotografia faunistica e le sue caratteristiche

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Con questo termine si indica la fotografia degli animali in genere, anche se è facilmente intuibile come fotografare animali domestici sia ben diverso dal fotografare animali selvatici.

Per tale motivo è bene distinguere le due categorie che rappresentano vere e proprie specialità artistiche indipendenti: non è scontato che chi sappia realizzare ottimi scatti a cani e gatti sia altrettanto abile con leoni, puma, aquile o stambecchi… Anzi…

L’attrezzatura richiesta è diversa, ma anche le tecniche fotografiche richiedono accorgimenti particolari a seconda del tipo di fotografia.

E’ necessario poi effettuare una seconda distinzione: alcuni animali si muovono lentamente o trascorrono gran parte della giornata in maniera piuttosto sedentaria (si pensi ad esempio agli ippopotami oppure al pacioso e tenero gatto di casa), altri invece fanno del movimento la loro occupazione primaria (pensa all’andamento dei pesci oppure alle gazzelle o più semplicemente al cane).

Si passa quindi dallo scattare foto ad animali in movimento, ad altre che ritraggono quadrupedi lenti o addirittura fermi. Cambiano parametri di scatto e attrezzature.

In generale è possibile affermare alcuni principi che restano validi indipendentemente dal tipo di fotografia che si desidera fare, sia essa riferita agli animali domestici che a quelli selvatici.

Il problema maggiore del fotografare animali è l’imprevedibilità. Se con un cane potrebbe risultare un compito relativamente semplice chiamarlo e farlo mettere in posa (anche se non è che questo sempre ti ascolterà con attenzione), con un piccione sarà differente, così come anche con un cavallo o con un leone.

Così bisogna cogliere l’attimo e avere non soltanto la mano veloce, ma anche un mezzo fotografico tale che possa garantire buona velocità di esecuzione.

Ma se credi che tutto ciò sia sufficiente ti stai ancora una volta sbagliando: quello che serve è la conoscenza dell’animale in questione e del suo territorio di movimento. Devi saperne quasi anticipare i movimenti per capire come si muoverà, in modo che potrai gestire la fotocamera in maniera precisa e non come un rabdomante nel deserto.

Così facendo saprai dove puntare la fotocamera e come mettere a fuoco.

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L’attrezzatura idonea per fotografare animali

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Se vuoi fare la foto alla tua tartaruga oppure al tuo gattino tanto per avere un ricordo o per mettertela come sfondo del computer, non ti servirà nulla di estremamente professionale, ma se capisci che la fotografia faunistica è l’area dove puoi esprimerti al meglio, allora cavalca l’entusiasmo e il talento e affidati all’attrezzatura idonea.

Fotografare animali (sopratutto selvatici) richiede buoni investimenti di denaro e di tempo perché sono necessari strumenti di un certo livello per poter avere poi fotografie di rilievo e di qualità notevole.

La fotocamera dovrà essere tropicalizzata (anti-schizzi e antipolvere), veloce e precisa nella messa a fuoco e dovrà possedere un’ottima raffica, mentre gli obiettivi dovranno essere luminosi e dotati di zoom (più versatili rispetto a un tele con focale fissa).

Infatti sono indispensabili i teleobiettivi dato che spesso si è nelle condizioni di fotografare animali da lontano per non essere visti dall’animale. Il minimo consigliabile è possedere almeno un obiettivo da 400 mm per una reflex full frame, oppure da 300 mm per una APS-C con fattore moltiplicazione di 1,6 (o altri valori a seconda del marchio), anche se l’ideale sarebbe poter installare un tele 500 mm f/4 (ma il costo non è certo per tutti).

Lo zoom è fortemente consigliato anche perché garantisce al fotografo la possibilità di muoversi alla ricerca dell’animale, mentre se decidi di stare in appostamento allora una focale fissa potrebbe essere qualitativamente migliore anche perché è facile immaginare la distanza alla quale si avvisterà il soggetto.

Volendo attrezzarsi per bene, il consiglio è quello di avere una seconda fotocamera con un obiettivo fino a 200 mm per poter scattare fotografie al momento, impreviste, magari di un animale più vicino.

Per iniziare va benissimo un ottimo ed economico zoom 70-300, ti linko qui sotto due ottiche per Nikon e Canon davvero buone e accessibili:

E’ sempre utile disporre di un treppiede robusto, anche perché deve sostenere il peso della macchina fotografica e degli obiettivi montati (e i tele pesano).

Se vuoi fare un buon investimento, acquista uno zaino fotografico con gli scompartimenti imbottiti per la protezione del materiale fotografico e che abbia anche qualche tasca per i tuoi oggetti personali e per un giubbino.

La dotazione si completa con una copertura mimetica per l’attrezzatura, utile anche per proteggerla da polvere e umidità. Se ci si avventura nei boschi, una torcia è sempre consigliabile, oltre ad un kit di batterie di scorta per la tua attrezzatura.

Prima di acquistare però, sarebbe bene capire qual’è il tuo obiettivo in base agli animali che vorresti immortalare: un conto è praticare il birdwatching e scattare le foto, un altro è riprendere i movimenti degli animali presenti in una fattoria e ancora diverso è fare un safari.

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Consigli per la Fotografia Faunistica

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Anche in questo caso è possibile dispensare dei consigli che restano validi un po’ in generale per chi ama fotografare animali e riuscire poi ad ottenere una foto d’effetto.

Lo stesso animale infatti, potrà destare stupore se fotografato in un certo modo, indifferenza se ripreso in altro.

E’ facile capire come un semplice gatto ripreso dall’altro dia un’impressione più insignificante dello stesso stesso gatto ripreso ad altezza occhi o dal basso.

Per fotografare un animale devi pensare di porti al suo livello perché uno scatto effettuato ad altezza del muso risulterà quasi certamente migliore (al 99% dei casi) e avrai maggior possibilità di mettere a fuoco i suoi occhi.

La foto avrà più corpo, sarà più dinamica e soprattutto potrai divertirti a sfocare lo sfondo che troverai (leggi anche l’articolo sulla Profondità di Campo), proprio quest’ultimo elemento farà la differenza: riprendendo dall’alto, l’immagine tenderà ad appiattirsi e a svuotarsi di significato.

Prova qualche scatto con il tuo cane o con il tuo gatto ponendoti al suo livello e valuta (se indossi lo smoking cambiati, dato che ti dovrai anche sdraiare nell’erba).

Altro consiglio riguarda il momento dello scatto. La luce più interessante è quella che si ha durante la mattinata oppure verso il tramonto, se si decide di fotografare animali in uno spazio aperto.

Qui è piacevole sfruttare anche le ombre che si disegnano sul terreno, mentre nelle ore più centrali, con il sole più alto, il rischio è che in ombra venga proprio l’animale fotografato. Per sopperire a questo, se la situazione lo permette (o meglio se l’animale lo consente) è possibile utilizzare un flash (lievemente ammorbidito nella potenza luminosa) che possa illuminare maggiormente il protagonista (ma bisogna essere rapidi perché probabilmente il lampo tenderà a fare poi fuggire l’animale).

A meno che tu non intenda fotografare solo il pesciolino rosso del tuo nipotino o il tuo cane, non devi mai dimenticare di essere un ospite: sei ospite degli animali perché sei nel loro ambiente.

Questo ti deve far riflettere sul modo con il quale ti approcci. Rispetto e discrezione devono essere caratteristiche fondamentali del tuo modo di fotografare, anche perché avvicinarsi troppo potrebbe essere pericoloso.

Niente selfie con il rinoceronte e nemmeno chiedere all’elefante se ti risciacqua il fuoristrada con la sua proboscide: accontentati di stare ad una distanza tale che ti consenta di operare in sicurezza. Sfrutta le potenzialità del tuo teleobiettivo e ti sembrerà di essere a tu per tu con l’orso o con il tricheco.

Lascia che sia l’animale che possa eventualmente avvicinarsi e cogli l’attimo per lo scatto.

Se ti piace la post produzione devi già ragionare in quest’ottica fin dalle prime battute, prima ancora di scattare: sia che fotografi un gregge di pecore o una mandria di bufali, cerca sempre di posizionarti in modo che compaiano degli spazi vuoti tra gli animali. Così facendo sarai più favorito quando dovrai modificare la fotografia al computer ed eviterai di tagliare il quadrupede in due.

In caso di ripresa singola o con pochi soggetti, la messa a fuoco dovrebbe essere tarata sempre sugli occhi dell’animale: solo così si avrà espressività e se questa mancherà la fotografia apparirà anonima o addirittura mossa.

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La composizione scenica nella fotografia faunistica

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Anche per gli animali vi sono delle regole di composizione da rispettare per poter generare uno scatto piacevole e apprezzato.

Se non conosci le Regole di Composizione Fotografica ti consiglio di leggere questo articolo.

Congelare l’attimo in maniera rapida anticipando il movimento imprevedibile del soggetto, non deve significare per forza realizzare una foto statica. La composizione della scena, se ben articolata, può essere dinamica e viva.

La regola dei terzi potrebbe addirittura essere saltuariamente accantonata se si lavora correttamente con lo zoom, anche se un primissimo piano con un volatile che riempie perfettamente l’intera inquadratura potrebbe far passare il messaggio di un animale in trappola.

Meglio quindi lasciare un po’ di spazio per trasmettere il senso di libertà che è tipico degli animali. In alcuni casi va bene centrare il soggetto a patto che ci sia uno sfondo che lascia intravvedere proprio questa spazialità.

Come accennato l’applicazione della regola dei terzi nella fotografia faunistica potrebbe mettersi in discussione in alcune situazioni. Immaginiamo di aver immortalato un cane (non in posizione di riposo) sulla parte destra della foto, rispettando tecnicamente la regola: questa foto trasmette un messaggio sfuggevole, come se il cane stesse per uscire dall’immagine andando verso il vuoto.

Diversamente sarebbe se il cane fosse stato posto a sinistra, rispettando la regola dei terzi ma avendo tutto lo spazio sulla destra per “muoversi”.

Questo è un esempio di come la composizione fotografica assume importanza ancora maggiore nella fotografia faunistica e risulta capace di trasmettere un messaggio differente a seconda della scena ripresa.

Detto ciò la regola dei terzi rappresenta sempre un buon punto di partenza e siccome spesso, durante la fotografia faunistica non si ha molto tempo per l’inquadratura, partire già da una buona base rispettando tale principio si rivelerà una scelta vincente, ma attenzione alle posizioni.

Oltre a cercare di cogliere l’espressione degli animali ponendosi con la fotocamera al loro livello, o addirittura ancora più in basso, è bene provare a congelare il momento di azioni e di movimenti cercando di prevederli, anche se appare impossibile, puntando verso la direzione attesa, dando un campo abbastanza largo in modo da far rientrare nella scena anche l’ambiente in cui gli animali si muovono.

Per quanto riguarda la composizione scenica di una fotografia che ritrae un animale domestico potrebbe rivelarsi vincente la scelta di includere anche un elemento umano in qualche foto proprio per dare un’idea migliore della sintonia che si viene a creare, cogliendo l’espressività dell’animale stesso.

Un altro concetto interessante e applicabile alla fotografia faunistica è la regola del dispari che consente di posizionare gli animali in maniera più gradevole all’interno dell’immagine, dando loro maggior peso visivo.

Il principio su cui si fonda questa regoletta dice che una composizione con un numero dispari di animali è più efficace rispetto ad una che ritrae un numero pari, in quanto nel primo caso si viene a creare un effetto fulcro intorno al soggetto centrale, con gli altri che appaiono meglio bilanciati ai lati.

Ovviamente questo non esclude che una fotografia con quattro anatre o due cammelli sia da scartare.

La composizione scenica può anche riprendere i contorni degli animali, magari in controluce oppure in bianco e nero. Anche i contrasti sono molto apprezzati e giocando con la profondità di campo è possibile ottenere ottimi risultati.

A livello generale, un buon trucco è quello di cambiare posizione: mai stare sempre al medesimo posto per fotografare lo stesso animale, pena fotografie monotone e tutte simili. Devi creare stupore a chi osserva la fotografia.

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I parametri di scatto nella fotografia faunistica

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Bisogna premettere che è impossibile stabilire a priori le condizioni ideali di settaggio macchina quando si decide di fotografare animali. Sono troppe le variabili fuori dal tuo controllo che possono influenzare le impostazioni: luce, animale, territorio.

In generale è possibile partire con delle impostazioni che possono poi essere travolte sul campo oppure regolate di fino dal fotografo in base alla sua idea e a ciò che vuole ottenere.

Nella fotografia faunistica il diaframma è una variabile che riveste assoluta importanza in quanto determina la profondità di campo che, a sua volta, è fondamentale per stabilire lo sfondo e il tempo di scatto.

A livello generale si può affermare che avere un diaframma quanto più aperto possibile (quindi con valori bassi) sia la soluzione migliore. Infatti diaframma aperto significa più passaggio di luce e quindi tempi di scatto più bassi. Alzare i valori di diaframma, all’opposto, vuol dire allungare i tempi di scatto e aumentare la probabilità dell’effetto mosso.

Per animali grandi ripresi alla stessa altezza della fotocamera, un parametro f/2.8 garantisce messa a fuoco e profondità di campo sufficiente, riprendendo l’animale e sfocando l’intero sfondo, mentre per animali più piccoli si può anche chiudere leggermente il diaframma passando a f/4 o f/5.6. Aumentare a valori f/11 o f/16 significherebbe avere molta profondità di campo, la quale potrebbe risultare buona in caso di animali ripresi nel loro habitat, ma il rischio di “sbagliare” lo scatto è molto più concreto.

Il tempo di scatto appare invece più imposto e meno variabile: bisogna cogliere la scena in quel preciso istante e quindi si rende necessario scattare in maniera veloce. Anche fotografando un animale domestico in azione è consigliabile un tempo non superiore a 1/500 (ma il alcuni casi potrai arrivare anche a 1/1000), ma devi trovare il giusto bilanciamento tra sensibilità ISO e apertura diaframma.

Se l’animale sta riposando allora 1/50 potrebbe essere sufficiente mentre se si muove lentamente uno scatto effettuato a 1/250 (ma anche 1/125) dovrebbe essere idoneo per avere buona qualità fotografica.

La possibilità di aumentare la sensibilità ISO è un fattore da non sottovalutare per riuscire ad ottenere rapidità nello scatto. Se dovesse essere necessario è possibile anche scattare ad altissimi ISO.

Spesso è meglio eliminare lo stabilizzatore in quanto questo agisce sui tuoi movimenti ma non su quelli degli altri. In questo caso, con il movimento dell’animale, potrebbe rilevare informazioni errate, rallentare la fotocamera e offrire un risultato peggiore del dovuto. Quindi meglio disabilitare questa opzione (soprattutto per tempi superiori a 1/500) e scattare a mano libera oppure sul treppiede, a seconda del momento e del soggetto.

Ecco i 2 treppiede con il miglior rapporto qualità/prezzo acquistabili. Io li ho entrambi e… Li amo!

 

Fotografare Animali Domestici

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Fotografare Animali Domestici è certamente la più semplice tra la faunistica.

I soggetti sono più mansueti, più prevedibili e spesso con loro è possibile stabilire un minimo di interazione.

In questo caso non servono grandi teleobiettivi, ma è possibile scattare con focali piuttosto corte perché è possibile avvicinarsi maggiormente. Che sia un gatto, un cane o un canarino, serve comunque sempre una macchina veloce, ma certamente senza tutte quelle accortezze tipiche di un altro tipo di fotografia.

Ciò non significa però che l’operazione sia facile perché bisogna comunque porsi nella migliori condizioni.

La luce naturale riesce a regalare risultati migliori soprattutto valorizzando i colori. Un’illuminazione frontale sa dar lustro ai colori degli uccelli e in genere agli animali a pelo corto, mostrando quell’effetto lucido e brillante. Diversamente per gli animali a pelo lungo, come ad esempio i gatti, è meglio trovare una luce meno diretta e più morbida che sia posta alla medesima altezza per fare in modo di valorizzare la morbidezza del pelo.

Fotografare animali domestici sta diventando una vera e propria moda, al punto che ci sono corsi e workshop fotografici che insegnano a riprendere i nostri amici a quattro zampe in azione (ad esempio i cagnolini che recuperano in maniera acrobatica dei frisbee lanciatigli dai loro padroni) oppure addirittura in posa ritrattistica.

I parametri di scatto variano a seconda dell’animale e del momento in cui questo è ripreso e non è semplice trovare la giusta impostazione.

Per farti un’idea leggi l’articolo su come impostare la macchina fotografica in modalità manuale.

Se si ha a che fare con un animale che si muove lento e furtivo, si può pensare di impostare la fotocamera con tempi di esposizione lievemente allungati giocando poi con il diaframma e la profondità di campo, gestendo anche meglio la luce della scena.

Diversamente per un animale che si caratterizza per un movimento rapido o a scatti, sono consigliabili tempi rapidi con l’impostazione della raffica in modo da aver più possibilità di ricavare una buona immagine. Hai meno tempo per capire la luce della scena e la profondità di campo da dare alla foto, ma potrai fare in tempo a cogliere l’attimo.

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Fotografare animali selvatici

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Fotografare Animali selvatici è differente rispetto alla precedente perché è più complicato stabilire una sintonia con il soggetto.

Se un cane è più predisposto verso il genere umano, uno scoiattolo o una volpe lo sono molto meno e dunque risulta più complicato cercare un’interazione tale che possa predisporre l’animale allo scatto.

Gli animali selvatici tendono a fuggire al primo rumore o alla vista di qualcosa e dunque sono necessari silenzio e mimetizzazione.

Gli animali selvatici sono spesso in movimento, a volte anche repentino e bisogna catturare il momento giusto con tempi di scatto veloci e quindi la luce diviene fattore determinante.

Più luce c’è e più riuscirai a ridurre il tempo di esposizione. Abbassando il tempo si otterrà un’immagine nitida, non mossa e priva dell’effetto scia tipica del movimento.

Se la fotocamera è dotata di impostazione per le foto d’azione, selezionarla (su alcune è prevista la modalità Sport). Provare un paio di scatti in automatico e vedere poi i parametri autoselezionati, per poi provare variazioni partendo da quei valori.

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Come affrontare un Safari Fotografico

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Fotografare Animali durante un safari fotografico è un’esperienza che attira molti fotografi.

Oltre ad essere costoso, è anche stancante non solo perché si è su “strade” e su mezzi non propri e non certo comodi, ma in quanto gli orari sono totalmente differenti dai nostri.

Se in futuro deciderai di partecipare ad un safari per fotografare gli animali della savana, diffida dei tour organizzati di 3 giorni, perché per capire i movimenti di leoni e tigri non ti basteranno 20 minuti (perché poi il pullmino partirà) e cerca di viaggiare il più leggero possibile.

Ecco un decalogo che potrebbe esserti di aiuto non soltanto per realizzare fotografie mozzafiato, ma anche per integrarti nel gruppo e godere del rispetto degli altri:

  1. Affidati a professionisti: pianificare un safari da solo significa gettare via tempo e denaro. Rivolgiti a chi lo fa di professione, che conosce i luoghi, i tragitti, gli spostamenti e soprattutto conosce meglio di te le abitudini degli animali. Inoltre sarai affiancato da un fotografo professionista dal quale potrai apprendere tutto ciò che ti servirà per realizzare scatti incredibilmente realistici.
  2. Obiettivi: portati obiettivi con focali lunghe. Non sai dove sarai appostato e avrai a che fare con animali selvatici e spesso pericolosi. Teleobiettivi ti aiuteranno lasciandoti in una posizione di sicurezza.
  3. Riserve: pensa cosa accadrebbe se nell’unico safari della tua vita al secondo giorno la tua fotocamera ti lasciasse a piedi. Dotati di una macchina di riserva, oltre che di batterie di scorta per i tuoi strumenti.
  4. Zaino: lo zaino da safari deve essere completo e ergonomico. Se in una borsa potrai in alcune occasioni lasciare il treppiede e qualche accessorio, nello zaino devi avere sempre gli obiettivi e le due fotocamere (compresa quella di scorta ovviamente). Ecco un articolo a riguardo.
  5. Collaborazione: probabilmente non conoscerai i tuoi compagni di viaggio e per questo devi essere collaborativo sia con loro che con la guida. Valuta la posizione in cui vieni portato, valuta le ombre presenti e le condizioni di luce. Cerca collaborazione negli altri soprattutto se sei alle prime armi, perché devi cercare di migliorare la tua tecnica e la tua esperienza.
  6. Puntualità: è fondamentale! Non puoi pretendere che altri ti aspettino, ma soprattutto non puoi chiedere alla giraffa di attendere 10 minuti prima di andare a mangiare. I safari partono molto presto al mattino dato che la luce poi diventa eccessiva e il caldo si avverte dopo poche ore.
  7. Non prendere iniziative: evita di assumere iniziative non solo per fotografare animali, ma anche verso il gruppo. Non muoverti di scatto e non fare rumori perché anche se tu in quel momento non stai fotografando, qualcun altro lo starà facendo.
  8. Sacrificio: un safari è sacrificio e richiede una buona pazienza. Attieniti alle indicazioni dei più esperti e munisciti di quel materiale che ti consente di sdraiarti sulla sabbia oppure sul bagnato e anche se al quinto giorno sarai stanco, tieni duro perché non ci sei solo tu.
  9. Attrezzi: portati degli attrezzi di fortuna che possano consentirti di effettuare delle riparazioni alla tua attrezzatura fotografica. Nastro adesivo, un paio di cacciaviti, un coltellino, una torcia, un set di chiavi a brugola e tieni tutto sempre con te.
  10. Pulizia: anche se sei in un ambiente sporco e polveroso, cerca di mantenerti pulito. Se sei pulito tu lo sarà anche la tua fotocamera. Non cambiare quindi obiettivi quando ci sono mezzi in movimento perché la polvere entrerà nella macchina fotografica o negli obiettivi. Dotati dei kit di pulizia.

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Per quest’articolo è tutto. Ti aspetto nel mio Corso Online, Rock ‘n’ Roll,
David Adriani

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