“Hai sempre sentito parlare di Esposimetro ma non hai mai capito come funziona?” Tranquillo, non sei il solo. 🙂

Sebbene questo sia uno strumento molto importante, direi fondamentale, per chi desidera avvicinarsi alla fotografia in modo professionale, è anche uno dei meno conosciuti e, sotto certi punti di vista, anche uno dei più difficili da scoprire.

Per fortuna ci sono qua io a spiegarti molto semplicemente e in maniera chiara il suo scopo ma, soprattutto, il suo funzionamento. Se mi seguirai e non salterai qui e là nel testo alla ricerca di quelle che, secondo te, sono le informazioni più interessanti (tanto lo so che cercherai di farlo!!!) vedrai che al termine di questa lettura l’esposimetro non avrà più segreti per te!

corso di fotografia

Cos’è e a che serve l’Esposimetro?

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Partiamo dalle basi: l’Esposimetro esiste!

L’Esposimetro è lo strumento che misura l’intensità della luce e che ti aiuta a scattare una fotografia correttamente “illuminata”.

Nella lezione sul Triangolo dell’Esposizione ti ho già spiegato che ogni macchina fotografica ha 3 impostazioni che ti permettono di “regolare” la luce che genererà la fotografia.

Le 3 impostazioni di regolazione sono:

  • Apertura del Diaframma
  • Tempo di Scatto
  • Sensibilità ISO

Ma… Come scegliere i valori di queste 3 impostazioni? Per farlo abbiamo bisogno dell’Esposimetro!

L’esposimetro non è altro che un indicatore che ci segnala se le impostazioni che abbiamo scelto per l’apertura del diaframma, del tempo di scatto e degli ISO ci potranno garantire una fotografia correttamente illuminata.

Una fotografia ben illuminata si dice “Esposta correttamente”, mentre una fotografia “buia” si dice “sottoesposta” e una fotografia troppo illuminata si dice “sovraesposta”.

L’Esposimetro ci aiuterà a scattare sempre Fotografie Esposte correttamente!

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Le 2 Tipologie di Esposimetro

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Ci sono 2 Tipologie di Esposimetro:

  • L’Esposimetro Interno ad ogni macchina fotografica (che misura la Luce Riflessa)
  • L’Esposimetro Esterno (che misura la Luce Incidente)

 

Per capire meglio la differenza tra le due luci guarda il disegno qui sopra:

  • Il Sole colpisce il soggetto illuminandolo, ma attenzione: i suoi raggi colpiscono direttamente il Soggetto. Questa tipologia di luce si chiama “Luce Incidente”.
  • Il Soggetto “rimbalza” la Luce Incidente emanata dal Sole all’interno dell’obiettivo della macchina fotografica. Questa tipologia di Luce si chiama “Luce Riflessa”.

Capiamo nei prossimi paragrafi la differenza dei 2 Esposimetri e le relative misurazioni.

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L’Esposimetro Interno e i suoi Punti Deboli

L’esposimetro interno al corpo di ogni macchina fotografica prendi il nome di Esposimetro TTL: Through the lens, ossia attraverso la lente.

La sua misurazione viene rappresentata su una scala graduata che va solitamente da -2 a +2 (in alcune macchine fotografiche va da -3 a +3) che puoi visualizzare sul display LCD della tua macchina fotografica o nell’oculare della stessa.

Il suo funzionamento è molto semplice:

  • se l’esposimetro indica valori negativi la fotografia che stai per scattare risulterà “Sottoesposta”;
  • se l’esposimetro indica valori positivi la fotografia sarà “Sovraesposta”;
  • se l’esposimetro indica 0 avrai una fotografia “Esposta Correttamente”.

Fantastico vero?

Lo è sul serio! Senza L’Esposimetro scattare una fotografia correttamente esposta sarebbe veramente molto difficile!

Purtroppo però l’Esposimetro TTL ha un Punto Debole.

Probabilmente già sai che colori e materiali diversi riflettono la luce in modo diverso. Ad esempio un telo bianco rifletterà più luce di un cartoncino nero; come anche uno specchio rifletterà molta più luce di un telo di seta color carne. Giusto?

Questo ti fa capire che mentre un’esposizione presa sulla luce incidente è oggettiva e super precisa, una misurazione presa sulla luce riflessa dipende molto dalle qualità riflettenti del soggetto ripreso.

Proprio per questo motivo negli studi fotografici, quando c’è bisogno di un’esposizione super precisa, si ricorre all’esposimetro esterno.

L’Esposimetro Esterno

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Abbiamo appurato che l’esposimetro esterno misura la luce incidente, quindi nella pratica prendono in considerazione solo quella generata dalla fonte luminosa e non quella riflessa dal soggetto.

La fonte luminosa può essere il sole, così come la lampada ma anche il flash. È considerata la misurazione universale, quella più affidabile, visto che considera direttamente la fonte.

Se hai deciso di utilizzare un esposimetro esterno, ricorda sempre che la misurazione dovrebbe essere effettuata dal soggetto verso l’obiettivo di inquadratura, anche se questa è una regola sui generis, che risponde a tantissime eccezioni, che non è il caso di elencare in questa sede perché non voglio confonderti le idee più di quanto già non le abbia.

L’esposimetro esterno, quindi, è preso come metro generale e affidabile ma anche in questo caso ci sono dei limiti (e non sono pochi). Infatti, se per esempio vuoi scattare un meraviglioso controluce che ti affascina, sappi che la rilevazione dell’esposimetro esterno sarà sempre e comunque sballata, soprattutto se si fa riferimento sempre e comunque alla regola di puntare verso l’obiettivo.

Così come tutte le regole, anche questa va interpretata con intelligenza e il buon senso consiglia (mi sento un po’ come il Grillo Parlante di Pinocchio) di effettuare la misurazione in varie direzioni.

ATTENZIONE: consiglio l’utilizzo dell’Esposimetro Esterno solamente a professionisti che vogliono scattare in studio fotografico (Io non utilizzo l’Esposimetro neanche in studio. Nel mio corso ti spiego come farne a meno e scattare fantastiche fotografie 🙂 ).

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Devo acquistare per forza l’Esposimetro Esterno? Il Trucco del Cartoncino Grigio Topo

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A questo punto della lettura avrai sicuramente capito il meccanismo di base dell’esposimetro TTL e di quello esterno. Se non l’hai capito, fai un bel rewind e ricomincia 🙂

Se, invece, hai capito perfettamente ma sei già andato nel panico per l’utilizzo dell’esposimetro esterno, sappi che se non sei un fotografo professionista e se non lavori in studio o comunque hai particolari necessità, puoi anche farne a meno. Sai perché?

Hai presente quel simpatico cartoncino grigio topo che molti fotografi tirano fuori ogni tanto? Ecco, se non ce l’hai presente e, quindi, non fa parte della tua attrezzatura fotografica, è il caso che tu corra immediatamente ad acquistarlo, altrimenti non ti faccio più leggere le mie fantastiche guide 😀

Dai, scherzo! Comunque sono serio quando dico che dovresti averlo, perché quello è il cosiddetto grigio al 18% ed effettuare la misurazione dell’esposizione con un esposimetro interno TTL su quel campione corrisponde alla misurare con luce incidente.

È una misurazione manuale e va effettuata quanto più vicino possibile al soggetto da fotografare in modo tale che la tara della macchina e dell’esposimetro siano affidabili. Ti ci vorrà un po’ di pratica ma vedrai che ne trarrai degli straordinari vantaggi.

Certo, se il tuo obiettivo è quello di avere un’esposizione perfetta senza troppo sbattimento, allora sì, ti consiglio di iniziare ad acquistare un esposimetro esterno per fare delle prove e capire davvero come possono variare le misurazioni, in alternativa rilassati e goditi l’esposimetro TTL, magari sfruttando le misurazioni col cartoncino.

È per questo motivo che, da qui in poi, mi concentrerò sulla spiegazione del funzionamento in dettaglio dell’esposimetro interno.

Le impostazioni per la Regolazione dell’Esposimetro Interno

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Avrai sicuramente già smanettato nelle impostazioni della tua macchina fotografica, soprattutto se tra le mani hai una reflex o una mirrorless, e avrai incrociato sicuramente il menù per le impostazioni dell’esposizione, magari senza capirci granché.

Bene, è il momento di superare questa empasse e di capire una volta e per tutte come settare la tua macchina per fare foto di buon livello. Andiamo con ordine e, se puoi, prendi in mano la tua bambina e mentre leggi quello che ti dico cerca riscontro in macchina, così hai anche la percezione pratica.

Generalmente le macchina fotografiche digitali propongono 3 differenti tipologie di misurazione dell’esposizione:

  • Matrix (o Valutativa)
  • Spot
  • Semi-Spot

Ovviamente, avrai capito che in base alle impostazioni cambierà notevolmente la lettura dell’esposizione e adesso ti spiego anche in che modo cambia. Seguimi.

Matrix (o Valutativa)

La misurazione Matrix, che può essere indicata anche con l’inglese Evaluative Metering, è considerato come il sistema di misurazione standard.

Scegliendo questa impostazione, l’esposimetro della tua macchina prende in considerazione tutta l’area a sua disposizione per effettuare la valutazione esposimetrica. Nella pratica, il sensore calcola una media ponderata di tutte le zone a diversa luminosità, da quella più chiara alla più scura e restituisce un risultato più che accettabile.

Proprio perché si basa su una media, questo è il sistema più adatto per la maggior parte degli scatti. Si adatta perfettamente al 90% dei casi fotografici.

Ma l’altro 10%? Ecco, in quella piccola minoranza di fattispecie sappi che utilizzare la misurazione valutativa potrebbe essere un vero disastro per le tue foto, quindi vediamo quali sono le alternative e quando utilizzarle.

La Misurazione Spot (o Parziale)

La misurazione Spot, detta anche parziale (Partial Metering) segue lo stesso principio della misurazione valutativa ma non considera l’intera area a disposizione del sensore, per questo motivo è particolarmente consigliata nel caso in cui tu voglia scattare una fotografia in controluce.

Infatti, se utilizzassi la misurazione valutativa, accecheresti il sensore, che per limitare i danni calcolerebbe l’esposizione solo sulla parte bassa dell’immagine. Il risultato è un soggetto completamente scuro.

Sfruttando la misurazione spot, invece, la misurazione avviene nell’esatto centro dell’inquadratura, occupando aree di dimensioni diverse. La misurazione Spot prende in considerazione circa il 3,5% dell’intera inquadratura.

Il risultato dovrebbe portare ad avere delle zone molto sovraesposte e altre molto sottoesposte, in base alla misurazione effettuata, d’altro canto il soggetto principale della fotografia risulterebbe perfettamente esposto e anche a fuoco, quindi tecnicamente la fotografia sarebbe corretta.

La Misurazione Semi-Spot

La misurazione Semi-Spot, invece, devi considerarla come un compromesso tra le precedenti due.

Infatti, in questo caso l’esposimetro TTL prende sì in considerazione l’intera area per effettuare le sue misurazioni e medie, ma dà maggiore rilevanza alla parte centrale dell’inquadratura.

Questa soluzione, applicata per esempio alle foto in controluce, ti darà un risultato più chiaro rispetto alla misurazione valutativa e sicuramente lo sfondo sarà meno sovraesposto rispetto a quella parziale o spot.

A questo punto ti starai chiedendo quando devi usare uno e quando devi usare l’altro. Bene, questa è una valutazione che devi fare tu: ogni caso è diverso, ogni fotografia è una storia a sé. Io posso solo indicarti quali sono le funzionalità di ciascuna ma poi devi essere tu a fare le tue scelte.

Un maestro guida, non impone (Mi sento molto Maestro Yoda di Guerre Stellari).

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L’utilizzo pratico dell’Esposimetro e la Compensazione

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Adesso facciamo un po’ di chiarezza su come usare negli effetti l’esposimetro e su quali sono le possibilità a tua disposizione per sfruttarlo al meglio.

Hai presente quel delizioso tastino +/- presente nella tua fotocamera? Guarda bene, ci dev’essere per forza, c’è in tutte le fotocamere reflex e mirrorless e in gran parte di quelle compatte.

Se non lo trovi significa che non lo hai mai usato e questo non è un bene per le tue immagini. Quel tasto, infatti, è molto importante perché è quello che ti permette di agire sugli errori dell’esposimetro, facendo la famosa compensazione di cui ti ho accennato qualche paragrafo fa.

Abbiamo già detto in più riprese che l’esposimetro TTL è tarato sul grigio topo, quello che riflette il 18% della luce incidente e questo ci permette di avere una regolazione ottimale in gran parte dei casi, ma non in tutti.

Quando fotografi soggetti molto scuri o molto chiari, questa impostazioni mostra tutte le sue pecche e diventa inaffidabile. Sai perché? Perché il processore, avendo ricevuto dall’esposimetro le indicazioni di tara al grigio, fa di tutto per riportare un bianco o un nero a quel colore, col risultato che l’immagine risulta o sovra o sottoesposta.

Questo è un bel pasticcio. Come lo risolviamo? Col tastino di compensazione. Ovviamente, ci vuole un po’ di esperienza, soprattutto per prevedere quando il nostro sensore potrebbe essere ingannato dalla lettura. Cliccando sul tastino si attiva un menù in cui visualizzerai gli stop, indicati anche come EV.

Lo stop +1 dice alla fotocamere di regolarsi su un’esposizione alla luce doppia rispetto a quella che gli ha indicato la fotocamera. Lo stop -1, invece, indica un’esposizione mezza rispetto a quella segnalata dal sensore TTL, -1 con un valore di un quarto e così via…

Queste regolazioni le effettui tenendo premuto il tasto +/- che solitamente è posto in una parte facilmente accessibile, e ruotando la ghiera che, generalmente, utilizzeresti per l’impostazione manuale del diaframma.

È una questione di esperienza e di occhio, ovviamente più ti cimenti nella fotografia e maggiore sensibilità acquisisci per capire in che modo compensare e, soprattutto, quando è necessario farlo, ma vedrai che con un po’ di pratica non avrai più il fastidio delle foto sotto o sovraesposte!

Questo strumento ti serve in particolare quando operi con le modalità program della macchina fotografica. Sai quelle spettacolari funzioni in cui la reflex, la mirrorless, ma anche le compatte, si regolano automaticamente in base al tipo di immagine? I programmi più diffusi sono paesaggio, ritratto, sport, tramonto ecc. ma le case produttrici si sbizzarriscono in questo senso, creando programmi per qualsiasi cosa.

Se devo dire la verità, io sono scettico riguardo queste soluzioni, perché non mi convince l’idea che una macchina possa pensare al posto mio, ma ammetto che quando non ho tempo per impostare manualmente i valori e devo scattare di fretta, mi affido a questi sistemi. In questo caso è la macchina che sceglie i migliori parametri di esposizione/diaframma/tempo e a noi non resta che cliccare. Tuttavia, grazie alla compensazione, anche in questo caso riesco ad avere buone foto come dico io!

Quando, invece, scegli di scattare in manuale (… E questa deve essere la tua scelta nel 99% dei casi!!!) i valori dell’esposimetro ti servono come guida per impostare al meglio tutti gli altri parametri, e in questo caso la compensazione non è necessaria perché puoi operare manualmente su ogni fattore.

Spero che con questa piccola guida riuscirai a scattare le foto che hai sempre desiderato fare, ma ne sono sicuro. Così come sono certo che mi ringrazierai 🙂

E siccome sono molto buono e generoso, se ti iscrivi al sito ti regalo ben 4 video-guide sulla fotografia e sul fotoritocco di cui non potrai più fare a meno!

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Per oggi è tutto, Rock ‘n’ Roll,
David Adriani

Commenti

3 commenti su “Esposimetro: dagli retta e scatta fotografie straordinarie!”

  1. Pingback: Istogramma Fotografico: la Guida Definitiva per utilizzarlo al meglio!

  2. Ho un esposimetro SEKONIC Flashmate L-308S Operating Manual
    Quando lo accendo non so come prepararlo per leggere i valori per preparare la mia Nikon D800 con i miei tre esterni speedlight “1 Nikon SB800 – 2 MEIKE MK910”

    Mi puoi aiutare?

    1. Credo che tu debba far partire i flash con il pulsante sul trigger (o scattare direttamente una foto) facendo tenere al modello l’esposimetro in corrispondenza del viso e puntato verso la fotocamera

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