La profondità di campo indica la zona della fotografia in cui i soggetti appaiono nitidi a fuoco.

Per rendere meglio l’idea guarda l’immagine qui sotto. La farfalla centrale si trova nell’area della fotografia a fuoco.

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“Depth of Field” in inglese significa “Profondità di Campo” – Foto di Wikipedia

La Profondità di Campo dipende da questi 3 Parametri (più avanti approfondiremo ognuno di questi parametri):

  • Apertura del Diaframma
  • Lunghezza Focale dell’obiettivo con cui stiamo fotografando
  • Messa a fuoco

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Apertura del Diaframma e Profondità di Campo

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Tra diaframma e profondità di campo c’è un legame molto stretto, una correlazione diretta e semplice.

Il diaframma si compone di diverse lamelle concentriche che sono sovrapposte tra loro all’interno dell’obiettivo e formano un foro centrale che consente il passaggio della luce: aprendosi o chiudendosi il diaframma consente il passaggio di più o meno luce, la quale va poi a colpire direttamente il sensore della macchina fotografica.

Facendo un semplice paragone, è possibile assimilare il diaframma di una fotocamera alla pupilla dell’occhio umano: essa si chiude in presenza di tanta luminosità e si dilata quando invece l’ambiente è più buio. Allo stesso modo funziona il diaframma.

Se vuoi maggiori informazioni a riguardo ti invito a leggere l’articolo “Il Triangolo dell’Esposizione“.

E’ proprio questo che determina la profondità di campo e la sua estensione, ossia quanto il soggetto risulti nitido davanti e dietro al piano di messa a fuoco. Sarà infatti il diaframma che, a parità di lunghezza focale e di messa a fuoco, andrà a stabilire la profondità di campo della fotografia.

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Più apriamo il Diaframma, più riduciamo la Profondità di campo, più lo sfondo risulterà sfuocato. E’ un modo per “cancellare” lo sfondo, il quale apparirà come una macchina informe di colore dando risalto al soggetto in primo piano.

Aumentando il valore del parametro f della macchina fotografica (da f/2.8 a f/16 ad esempio), si chiude il diaframma, mentre più tale valore si riduce, più il diaframma si apre. Attenzione a non dimenticare un’importante osservazione: più si chiude il diaframma e meno luce passa, quindi è opportuno agire sul tempo di esposizione per poter compensare la perdita di luminosità. Al contrario, aprendo il diaframma la luce che colpirà il sensore sarà decisamente maggiore e dunque il tempo di scatto dovrà essere più rapido.

Stampati in testa questo piccolo schema:

  • Diaframma Aperto  Piccolo Valore di f  Piccola Profondità di Campo Piccola Zona di fuoco
  • Diaframma Chiuso  Grande valore di f  Grande Profondità di Campo Grande Zona di fuoco

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Messa a Fuoco e Profondità di Campo

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Anche la messa a fuoco ha uno stretto legame con la profondità di campo: più il soggetto a fuoco si trova lontano, più la profondità di campo aumenta, a parità di lunghezza focale e di diaframma.

Nel momento in cui si raggiunge la distanza iperfocale si ha a disposizione la massima profondità di campo possibile, per poi ridursi nuovamente una volta superata tale soglia.

Con il soggetto vicino, la profondità di campo tenderà ad essere ridotta. Quindi si crea una relazione diretta tra la profondità di campo e la distanza di messa a fuoco del soggetto inquadrato.

La messa a fuoco risulta importante nella fotografia ritrattistica, ragion per cui si preferiscono sfondi sfocati per poter far risaltare il viso oppure il dettaglio. Lo stesso vale per le macro: mettere a fuoco un insetto posato sopra un fiore (guarda la prima foto di questo articolo) sfocando lo sfondo significa ridurre al minimo la profondità di campo, fermando la vista a pochissimi centimetri dall’obiettivo.

Diversamente se devi fotografare un paesaggio dovrai cambiare il punto di messa a fuoco, ottenendo una fotografia interamente nitida e dettagliata.

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Lunghezza focale e Profondità di campo

teleobiettivo

La profondità di campo è fortemente influenzata dalla lunghezza focale, mediante una relazione inversamente proporzionale: più la lunghezza focale sarà elevata, minore sarà la profondità di campo.

Ciò significa che utilizzando un teleobiettivo avrai una profondità di campo ridotta (sfocherai meglio lo sfondo), mentre se dovessi montare un grandangolo avrai una profondità di campo elevata.

Infatti nella fotografia panoramica o paesaggistica interessa che sia praticamente tutto nitido e a fuoco, diversamente in un ritratto o in una macro, la sfocatura dello sfondo è gradita e spesso obbligatoria.

Nonostante quanto appena esposto non bisogna commettere l’errore di legare la profondità di campo all’obiettivo, ma essa si lega propriamente alla lunghezza focale. Il motivo è presto spiegato con un semplice esempio: disponendo di una fotocamera APS-C con obiettivo da 100 mm si ha per questo tipo di macchina un teleobiettivo medio (dato che il fattore di moltiplicazione svolge a dovere il suo compito), ma lo stesso obiettivo da 100 mm per una full frame non è classificabile come medio tele. Nonostante ciò la profondità di campo sarà la stessa.

Quindi quello che conta è la misura e non la classificazione tele, medio tele o grandangolo.

Le fotocamere compatte (ma anche alcune bridge) hanno un sensore molto piccolo e quindi la focale varia pochissimo, restituendo profondità di campo elevate. Risulta dunque molto difficile giocare con le sfocature dello sfondo con una macchina compatta, in quanto tutto appare tendenzialmente nitido.

La lunghezza focale è, tecnicamente, la distanza che intercorre tra il centro ottico di un obiettivo e il punto focale situato sul sensore.

Sulla carta ciascun obiettivo può essere impiegato per fotografare qualsiasi soggetto, ma esistono delle caratteristiche proprie che possono far preferire l’uno piuttosto che un altro. Di conseguenza anche la profondità di campo varia al variare della lunghezza focale.

Per rendere più immediato il discorso a coloro i quali si stanno avvicinando al magico mondo della fotografia, è possibile riassumere nel seguente modo:

  • Con una focale lunga (teleobiettivo o zoom elevato) ottieni una profondità di campo ridotta che ti garantisce uno sfondo sfocato. Tale scelta si rivela utile quando si intende staccare il soggetto dallo sfondo, come ad esempio nel caso di un ritratto oppure di una macro.
  • Con una focale corta ottieni una profondità di campo lunga che ti garantisce nitidezza sia al soggetto in primo piano che allo sfondo, come ad esempio è richiesto dalla fotografia paesaggistica.

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Il Circolo della Confusione (solo per i nerd della fotografia)

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Non farti spaventare dal titolo di questo paragrafo perché l’obiettivo è proprio darti la tranquillità per poter padroneggiare la profondità di campo anche dopo che hai scattato la tua fotografia.

Ti sei mai chiesto cosa succede al sensore della macchina fotografica quando metti a fuoco un punto della scena che stai inquadrando?

La tua messa a fuoco si traduce in un piccolissimo cerchio sul sensore che l’occhio umano nemmeno riuscirebbe a vedere in maniera precisa. Quella minuscola circonferenza può avere anche un diametro impercettibile che, agli occhi di una persona, apparirà come un semplice puntino. Questo effetto è chiamato cerchio di confusione.

Ma che c’entra quindi con la profondità di campo? Per avere la risposta dovrai pazientare ancora qualche riga.

Un cerchio pari a 0,25 mm (un quarto di millimetro) stampato su carta e osservato ad una distanza mille volte superiore, pari cioè a 25 cm, viene percepito dall’uomo come un punto. Quindi in questo caso 0,25 mm è la misura del cerchio di confusione. Con lo sviluppo degli obiettivi a focale lunga e quindi con una stampa ingrandita delle fotografie, si può alzare questa quota e portarla anche fino a 0,33 mm.

Quando un punto non viene perfettamente messo a fuoco forma nella realtà una piccola circonferenza, la quale se non è superiore a 0,33 mm genera l’impressione di un puntino. Con più il diaframma è chiuso, con più il circolo di confusione si riduce e con più è semplice mettere a fuoco, mentre con più il diaframma si apre, tanto più la circonferenza del cerchiolino aumenterà, allargando il circolo di confusione, provocando sfocature nell’immagine.

A seconda del tipo di sensore il valore del diametro varierà: una reflex avrà il cerchio di confusione con un diametro pari a 0,03 mm, il che significa che la gestione e la visualizzazione delle profondità di campo sarà ulteriormente migliore rispetto a quella di una compatta.

Non ho detto che la profondità di campo è direttamente influenzata dal diaframma e dalla messa a fuoco? Ecco come il cerchio di confusione agisce e interessa entrambi questi parametri, potendo creare addirittura una sfocatura, tipica di una profondità di campo ristretta con diaframma aperto.

La vista del genere umano percepirà come un punto qualunque cerchio di diametro inferiore al circolo di confusione, amplificando l’effetto sfocato. Questo è un modo per far cogliere la profondità di campo anche in una fotografia stampata su carta in piccolo formato e osservata da una certa distanza.

Aumentando le dimensioni della stampa, ingrandendo quindi la fotografia stampata, si otterrà una diminuzione dell’effetto delle profondità di campo, anche perché l’intera foto perderà di dettaglio, compreso il soggetto a fuoco.

Se quindi si intende stampare in grande formato, oltre alla risoluzione elevata dell’immagine, sarà importante selezionare un diaframma tendenzialmente aperto per non perdere profondità di campo.

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Il calcolo della Profondità di Campo

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La profondità di campo è un parametro che è possibile studiare e calcolare agendo in prima istanza sulle distanze tra il fotografo e il soggetto, soprattutto se si vogliono ottenere sfondi mediamente sfocati e le ottiche a disposizione non lo consentono.

Mediante l’unione dei parametri menzionati in precedenza si può agire cercando di combinare situazioni e valori in modo tale che si riesca ad ottenere l’effetto desiderato.

Volendo creare un effetto di media sfocatura dello sfondo (quindi con una profondità di campo non estremamente stretta), basterà aprire leggermente il diaframma aumentando contemporaneamente la lunghezza focale, avvicinandosi di qualche passo al soggetto inquadrato.

Per un effetto invece più leggero della sfocatura, dandole una parvenza quasi sfumata, sarà necessario aprire ancor più il diaframma abbassando il valore f della fotocamera e fare qualche passo indietro aumentando la distanza dal soggetto. Scattando da più vicino o da più lontano sarà possibile compensare parzialmente il gioco della distanza focale, creando comunque un effetto piacevole alla fotografia, grazie ad uno sfondo parzialmente sfocato.

Solitamente la valutazione si esegue al momento, giocando con lo zoom, con i parametri e mettendo la fotocamera totalmente in gestione manuale oppure in modalità apertura diaframma, ma volendo essere precisi c’è una formula matematica che consente di stabilirla in maniera precisa.

Ma tranquillo, dato che la matematica può risultare meno comprensibile di una lingua di un popolo antico, in tuo aiuto viene la tecnologia.

Basterà che cerchi sullo store del sistema operativo del tuo smartphone un’applicazione per il calcolo della profondità di campo e il problema è risolto. Anche in internet trovi delle tabelle e dei fogli di calcolo con delle indicazioni.

Il consiglio però è questo: non farti troppe pippe mentali! Vai semplice: sperimenta.

Non stancarti di sperimentare, indipendentemente dalla fotocamera che possiedi, sia essa da 99 euro o da 3 mila euro, il concetto non muta.

Scatta un po’ di fotografie allo stesso soggetto dalla stessa distanza, variando di volta in volta i parametri di focale e di diaframma e vedrai come cambieranno le tue immagini.

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La Profondità di Campo nei Ritratti

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Un tipo di fotografia dove la profondità di campo risulta essere una componente di resa determinante è quella ritrattistica (oltre che quella macro).

Un ritratto acquisisce maggiore valorizzazione se l’occhio dell’osservatore è attratto dal soggetto inquadrato (sia esso persona, animale oppure un semplice oggetto artistico), senza essere distratto dallo sfondo.

Agire sulla profondità di campo mentre ci si appresta a scattare una foto ritratto è fondamentale, in quanto è il metodo più valido e tecnicamente migliore per far risaltare il primo piano staccandolo dallo sfondo, che appare sfocato.

Un ulteriore vantaggio, per gli amanti del fotoritocco, è che una buona profondità di campo consentirà un lavoro più semplice al computer successivamente, rendendo l’effetto ancor più realistico.

Un’apertura ridotta del diaframma non sarà in grado di mettere a fuoco un dettaglio o un soggetto soltanto, ma tenderà a estendere il focus ad un’area più vasta. Per questo motivo nella fotografia ritrattistica è consigliabile utilizzare un’apertura ampia con valori del parametro f piuttosto bassi, anche per dare maggior luminosità alla fotografia.

Per favorire l’effetto, si dovrebbe posizionare il protagonista dello scatto lontano da fonti di possibili distrazioni in modo da rendere lo sfondo più omogeneo anche nella sua sfocatura.

La profondità di campo nei ritratti, se utilizzata al meglio, consente di concentrare l’attenzione anche su un dettaglio preciso di un viso, come un occhio oppure un gioiello, oppure su un elemento artistico come potrebbe essere un particolare di una scultura o di un capitello.

Una sfocatura massima dello sfondo la si potrà ottenere con un valore f/1.8 oppure f/2.8, pensando ad una messa a fuoco precisa sul soggetto o sul particolare.

Diversamente per la ripresa di un gruppo di persone (come anche per un gregge di pecore o una mandria di animali in genere), è cosa importante posizionarsi in una posizione tale che, più o meno, tutti i soggetti si trovino a pari distanza dall’obiettivo.

In questo caso un’apertura così ampia potrebbe esser controproducente in quando rischierebbe di sfocare anche parte del gruppo. Meglio dunque passare ad un valore di f/4 o di f/5.6, sacrificando leggermente la sfocatura dello sfondo, la quale si potrà poi riprendere con il software di post produzione.

La post-produzione potrebbe anche allontanare leggermente il soggetto qualora non fosse stato possibile fisicamente sul luogo dello scatto, ma è sempre meglio non abusare di tali programmi. Bisogna infatti partire dal presupposto che con più si offre al software una foto qualitativamente ben eseguita, meno lui (e di conseguenza anche tu) dovrai lavorarci.

Per rendere al meglio un Ritratto ti consiglio di leggere il mio articolo sulla Composizione Fotografica e quello sulla Regola dei Terzi, ottima da utilizzare per i Ritratti.

PERLA FOTOGRAFICA: se vuoi scattare un ritratto con una piccola profondità di campo, ma c’è così tanta luce ambiente che non riesci ad aprire il diaframma come vorresti, puoi utilizzare un Filtro ND per “diminuire” la luce ambiente.

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Obiettivi consigliati per “Giocare” con la Profondità di Campo

Vuoi ottenere il classico effetto “sfuocato di sfondo”, ma il tuo obiettivo non te lo permette?

Ecco un paio di consigli per Nikon e Canon per giocare alla grande con la Profondità di Campo!

Esercizi per capire la Profondità di Campo

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L’esercizio è la cosa migliore per poter comprendere cosa sia la profondità di campo e cercare poi di gestirla al meglio per ottenere una fotografia di valore artistico ed estetico.

Non ti viene richiesto di andare chissà dove, ma potrai esercitarti anche a casa con della frutta, un tavolo e la tua fotocamera.

Il tavolo sarà la base di appoggio per la frutta e per la fotocamera, ma rappresenterà anche il tuo campo di battaglia.

Dopo che posizioni 3 frutti sul tavolo non in maniera allineata, fai in modo che inquadrandoli con la fotocamera posta sul tavolo tu riesca a vederli tutti e tre.

Ora, anche senza scattare, potrai osservare dal display cosa accade se, con la focale al minimo (via quel bel ditino dallo zoom e lascialo al minimo possibile) proverai a mettere a fuoco il primo frutto, quello che incontri più vicino all’obiettivo. Come vedi gli altri due? Ora fai la stessa cosa con il secondo e poi con il terzo. Se hai problemi di messa a fuoco (dipende dalla fotocamera che hai o dal suo obiettivo montato), puoi agire con lo zoom aumentando la distanza focale.

Ora puoi provare un altro esercizio.

Non toccare la frutta che hai posizionato sul tavolo e metti la fotocamera in modalità “Priorità di apertura di diaframma”. Regola il valore ISO ad una sensibilità media e prova a mettere a fuoco un frutto a caso, passando poi alla messa a fuoco manuale.

Ora porta il diaframma al valore più basso che puoi e scatta. Ripeti l’operazione lasciando tutto fermo ma alzando solo il valore del diaframma ed esegui un secondo scatto. Così via fino a quando la tua fotocamera te lo permette in base a dove puoi impostare il valore f. A questo punto guarda le fotografie sul computer e osserva i cambiamenti.

Bene, dovresti, in teoria, aver capito cos’è la profondità di campo!

Riassunto

fotografia corso

Uno schema conclusivo potrebbe risultare utile per capire in sintesi cos’è e come si gestisce al profondità di campo, la quale dipende direttamente da tre parametri: diaframma, messa a fuoco, lunghezza focale.

  • Lunghezza Focale: a lunghezze focali elevate corrisponde una profondità di campo ristretta, mentre a lunghezze focali ridotte corrisponde una profondità di campo ampia.
  • Messa a fuoco: la distanza della messa a fuoco incide sulla profondità di campo e sull’effetto dello sfondo di una fotografia. Mettendo a fuoco un soggetto lontano si avrà una profondità di campo ampia, mentre facendo il focus su un soggetto vicino la profondità di campo sarà breve.
  • Diaframma: con un diaframma aperto (valori bassi del parametro f quindi più luminosità) corrisponderà tendenzialmente una ristretta profondità di campo, mentre con un diaframma chiuso (valori alti di f, quindi minore luce) si otterrà una profondità di campo elevata.
  • Effetti pratici: la profondità di campo genera effetti pratici sull’immagine finale che riguardano soprattutto lo sfondo. Inquadrando un soggetto vicino e mettendolo a fuoco si otterrà uno sfondo particolarmente sfocato che porrà il soggetto in primo piano decisamente staccato dal resto dell’immagine, mentre inquadrando un particolare lontano l’intera fotografia potrà apparire nitida nella sua interezza. Una messa fuoco manuale intermedia potrà far risultare sfocata sia la parte antecedente il piano di fuoco che quello ad esso posteriore.

E anche:

  • Diaframma Aperto  Piccolo Valore di f  Piccola Profondità di Campo Piccola Zona di fuoco
  • Diaframma Chiuso  Grande valore di f  Grande Profondità di Campo Grande Zona di fuoco

Se vuoi approfondire la conoscenza della Fotografia e del Fotoritocco accedi ai miei 4 video GRATUITI

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A presto, Rock ‘n’ Roll,
David Adriani

Commenti

    1 Response to "Profondità di Campo, fatti domare!"

    • […] l’applicazione di un filtro è possibile aprire il diaframma e ottenere una riduzione della profondità di campo, senza variare esposizione e tempi di scatto. Questa situazione può diventare utile in diverse […]

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