Basterebbe pensare alla definizione etimologica della parola fotografia per capire l’importanza del flash fotografico e del suo utilizzo.

Prima di continuare la lettura di questo articolo ci tengo a precisare una cosa: il Flash Fotografico non si utilizza solo in situazioni di scarsa luminosità, ma in tantissime altre circostanze decisamente più rilevanti.

Il Flash Fotografico ti permetterà di realizzare illuminazioni di grandissimo impatto che non sarebbe possibile realizzare solo con l’utilizzo della luce ambiente.

Quasi tutte le fotografie che vedi stampate sui manifesti pubblicitari sono realizzate con il solo ausilio di luce flash. Zero luce ambiente!

Nel corso del tempo il lampo di luce ha modificato la propria essenza e il proprio essere, contribuendo, anche grazie allo sviluppo e all’evoluzione della moderna tecnologia, ad offrire al fotografo diverse possibilità. Non esiste più oggi un solo flash che emette una luce standardizzata, ma le soluzioni sono molteplici e possono essere in grado di valorizzare uno scatto in misura differente.

Fondamentalmente il flash fotografico funziona mediante un’emissione di un lampo di luce che è sincronizzato con l’otturatore della fotocamera.

E’ possibile variare molti parametri inerenti il flash, dall’intensità della luce, alla modalità e ai tempi di emissione del fascio luminoso, consentendo di plasmare la luminosità desiderata a seconda del soggetto da inquadrare. Così facendo è possibile accentuare alcuni aspetti, celarne altri, esaltare le ombre o smorzare qualche effetto indesiderato, trasformando anche totalmente la scena.

Chi ha sete di conoscenza e vuole imparare, apprendere e sviluppare la propria tecnica fotografica, ha l’obbligo morale di imparare ad utilizzare il flash cercando nuovi spunti di riflessione e di creatività, o almeno provare a capirne l’esatto funzionamento.

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Come funziona il Flash Fotografico a slitta?

flash fotografico

Dal punto di vista del principio di funzionamento un flash moderno non si discosta molta da uno di molti anni orsono. Nel momento in cui tu premi il pulsante di scatto della fotocamera un segnale elettrico viene inviato al flash per mezzo di un attacco definito ”a slitta” e un lampo luminoso viene emesso in sincronia con il movimento dell’otturatore, illuminando lo scenario davanti all’obiettivo della macchina fotografica.

Se un tempo si utilizzava il magnesio per emettere la luce, oggi è sufficiente una speciale lampadina a filamento, contenuta nella parte detta testa, che emette una luce allo xeno, di elevata potenza luminosa e per un brevissimo intervallo.

Dovendo agire in maniera sincronizzata con l’otturatore, si verifica in realtà un movimento meccanico di quest’ultimo che rappresenta di fatto un limite per il flash, il quale non è impiegabile solitamente con tempi di scatto inferiori a 1/250. Questo limite (chiamato in gergo tecnico “sync speed”) dipende dalle cosiddette tendine tipiche dell’otturatore e alla sua struttura.

Il flash, oltre che a slitta, può essere anche a torcia. I Flash a torcia si usano solitamente in studio fotografico o in esterna se alimentati da batteria.

I flash a torcia o monotorcia sono decisamente più costosi dei classici flash a slitta. Nel mio corso di fotografia ti insegnerò ad utilizzare i flash a slitta come se fossero dei flash a monotorcia. Scarica le lezioni gratuite cliccando sul banner qui sotto 🙂 

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Perché utilizzare il Flash?

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L’utilizzo più ovvio e banale del flash fotografico è quello di aiutarti a scattare fotografie in condizioni non ottimali di luminosità o addirittura in situazioni di scarsa luce.

Se non conosci il flash, come la maggior parte delle persone che scatta fotografie per hobby, rischierai di utilizzarlo nella maniera sbagliata e otterrai una fotografia di pessima qualità, tendenzialmente piatta e con gli elementi in primo piano fortemente illuminati (e quindi sovraesposti) e lo sfondo molto buio (sottoesposto).

Se impari a conoscere lo strumento e quello che può offrire, avrai modo di impiegare la luce aggiuntiva anche in altre situazioni e non solo quando avrai poca luminosità o sarai in ambiente interno.

A livello pratico il lampo di luce può generarti una luce molto prossima a quella ottenuta dal sole, con l’unica differenza che mentre quest’ultima è meglio distribuita all’interno dell’ambiente, il flash te la fornisce più canalizzata. A livello di intensità la differenza è però minima.

Questa direzionalità della luce che ottieni con l’impiego del flash può rappresentare un vantaggio a seconda del tuo scopo: puoi schiarire le zone d’ombra mettendo in risalto alcuni dettagli, oppure puoi utilizzarla per ottenere fotografie particolari, ”giocando” con la luce, anche quando hai a disposizione una buona illuminazione naturale.

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Il Flash Fotografico e le sue Caratteristiche

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Il flash si caratterizza per alcune particolarità che meritano di essere illustrate.

  • La portata: la luce emessa dal flash fotograficonon interessa grandi spazi e difficilmente può illuminare in modo omogeneo l’intera scena, ma agirà solo su una parte di essa. Ciò che rientra nel raggio di azione della luce potrà essere correttamente esposto, mentre ciò che rimarrà al di fuori apparirà buio. Se ad esempio il flash ha portata 6 metri, vuol dire che i soggetti che si troveranno entro questa distanza dalla fonte di luce saranno illuminati, mentre quelli che si troveranno oltre non verranno investiti dal raggio luminoso. Nelle moderne macchine fotografiche e nei flash più professionali, è possibile modificare la portata, variandone il parametro a seconda dei casi.
  • La potenza: il concetto è direttamente proporzionale alla portata. Quanto più un flash è potente e tanto più ha portata e ”arriva lontano”, come si dice in gergo parlato. La potenza viene in questo caso misurata con un numero chiamato Numero Guida (NG): con più tale valore è alto, maggiore sarà l’intensità luminosa e quindi la portata. Facendo un esempio che ha lo scopo unicamente di fornire un’indicazione di massima, un flash incorporato in una fotocamera compatta può arrivare a 8 NG, quello di una bridge o di una reflex potrebbe raggiungere i 12 NG, mentre un flash esterno che va applicato sulla slitta può raggiungere anche 62 NG.
  • La direzionalità: abbiamo affermato prima che il flash fotografico è anche direzionabile. Questo parametro viene definito anche ”snodo” in quanto misura i gradi degli angoli possibili per indirizzare la luce nella direzione desiderata. Questa caratteristica non va confusa con quella che alcuni definiscono come ”angolo di illuminazione” intendendo in realtà la focale minima utilizzabile. Infatti i flash non funzionano allo stesso modo con tutte le focali e, a volte, avere una focale ad esempio inferiore a 28 mm potrebbe dar adito a qualche problema di irraggiamento, soprattutto se vi è un paraluce installato.

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Diverse modalità per utilizzare il Flash Fotografico

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Sono davvero diversi i modi in cui è possibile utilizzare il flash fotografico e la scelta la dovrai compiere a seconda della scena e di ciò che vorrai ritrarre. Presentiamo i principali, mentre altri possono cambiare a seconda della fotocamera.

  • Modalità Manuale: ti consiglio di utilizzare il flash in manuale solo se si trova off-camera. Questo modo di impostare il flash consente di ottenere a prescindere una luce più forte e sarai tu a decidere quando e come farla partire. Potrai ad esempio schiarire le ombre, ma non pensare di utilizzare la modalità manuale solo di notte. Pensa ad una situazione in cui hai il sole perpendicolare al soggetto e stai scattando una fotografia ritrattistica: sicuramente sai bene che l’orario del mezzogiorno non è l’ideale per questo genere di foto, ma se te ne sei dimenticato l’impiego del flash potrà aiutarti a eliminare le zone scure sul viso di chi è in posa per te.
  • Modalità TTL: se stai scattando con il flash on-camera usa sempre la modalità TTL. Impostando il flash secondo questa modalità non ti dovrai preoccupare di prendere la decisione se impiegare o meno una luce aggiuntiva. Sarà la tua fotocamera che deciderà per te e farà scattare il flash incorporato quando rileverà una bassa luminosità oppure una situazione di controluce. I flash automatici sono definiti anche TTL.
  • Modalità occhi rossi: con questa impostazione otterrai una riduzione del fastidioso effetto occhi rossi, tipico delle fotografie in notturna di soggetti illuminati. Il flash emetterà un pre-lampo prima dello scatto in modo di ”agire” sull’occhio del soggetto in anticipo sulla fotografia.

E ancora 2 caratteristiche importanti riguardo il tempo di sincronizzazione del flash fotografico:

  • Alta sincronizzazione: un’altra caratteristica dei flash che viene impiegata soprattutto nella fotografia sportiva contribuisce a eludere il limite del tempo di scatto di cui abbiamo accennato in precedenza. Con tale tecnica si riescono ad ottenere comunque buone immagini, grazie alla presenza di un sistema piuttosto articolato chiamato High Speed Sync, in grado di agire in sincronia con una sola tendina dell’otturatore e aumentare così la resa anche con tempi di esposizione molto rapidi. Se il flash dispone di “High Speed Sync” potrai scattare a tempi decisamente più rapidi di 1/250 di secondo.
  • Sincronizzazione lenta: viene definita Slow Sync e sarebbe una tecnica di scatto che ti consente di operare in maniera furba ingannando il sensore della fotocamera. La spiegazione avviene meglio con un esempio. Vuoi fotografare un paesaggio mettendo però in risalto un oggetto o una persona in primo piano e non sai come fare per ottenere l’esposizione più corretta possibile? Impostando il flash su Slow Sync potrai ottenere un colpo di luce soltanto dopo che il sensore avrà letto la luce ambiente, utile per ”sistemare” l’esposizione dello sfondo, mentre il flash porrà in risalto il soggetto in primo piano senza sovraesporlo. Tecnicamente è come fosse un flash sulla seconda tendina dell’otturatore con un tempo di esposizione abbastanza lungo se è buio (ad esempio di 30 secondi), ma anche con condizioni luminose più agevoli che richiedono tempi inferiori (ad esempio 1/60 o 1/100).

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Flash Fotografico On-camera e Flash Off-camera

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Come potrai intuire un flash on-camera è quello che viene montato sul corpo della macchina fotografica fotocamera, mentre off-camera è quello esterno.

La differenza è abissale, non tanto nel funzionamento ma più che altro nelle possibilità che ti offrono. Lavorando col primo sarai molto limitato, col secondo potrai invece esprimete tutta la tua creatività, poichè otterrai una miriade di possibilità.

Flash On-Camera

Prende il nome di “flash on-camera” il flash che montiamo sulla slitta del corpo macchina.

Ti consiglio di usare sempre in modalità TTL il flash on-camera e mai in manuale! Questa tipologia di sistema on-camera svolge il suo dovere unicamente nel momento in cui ti trovi veramente in difficoltà, contribuendo a schiarire lo scenario ripreso, ma non potrai certo attenderti miracoli.

Un’altra funzione del flash fotografico on-camera può essere quella di agire come impulso slave. Senza addentrarci in tecnicismi particolari, ti basta sapere che avendo la possibilità di avere un flash esterno posto ad una certa distanza dalla tua posizione di scatto, potrai utilizzare la luce proveniente dalla tua fotocamera digitale per inviare un segnale luminoso che, una volta recepito, permette all’altro flash di scattare.

Se usi il flash on-camera ti consiglio di illuminare il soggetto “di rimbalzo”. Mi spiego meglio: una componente del flash esterno è la parabola, ossia un sistema di specchi contenuto all’interno della testa che permette di andare a variare il campo di copertura della luce. Come dunque poter disporre di un’immagine finale più intrigante, più bella e soprattutto più naturale? Basta muovere la testa del flash indirizzandola verso il soffitto o verso una parete, facendo rimbalzare il lampo di luce prima che questo colpisca il soggetto.

Potrai migliorare la tecnica se preferirai un lavoro in modalità manuale e farai in modo di pianificare lo scatto come se non avessi a disposizione il flash, in quanto disporrai di una luce più naturale grazie alla comunicazione che si instaurerà tra la macchina fotografica e il dispositivo. La fotografia guadagnerà in tridimensionalità, grazie a ombre più morbide e omogenee.

Ottima questa tecnica nella realizzazione di fotografie di ritratto soprattutto in interno. Attenzione però al colore della parete su cui di spara il flash in quanto la luce sarà più propensa a colorarsi della medesima tonalità.

Flash Off-Camera

Utilizzare un “flash off-camera” vuole dire utilizzare un flash “staccato” dal corpo macchina (come si fa con i flash negli studi fotografici).

Nei miei corsi consiglio sempre di utilizzare i flash off-camera: così facendo sarai in grado di creare illuminazioni straordinarie con estrema facilità.

Per utilizzare i flash off-camera non hai bisogno di flash a monotorcia (i classici flash da studio), ma puoi utilizzare anche dei normalissimi flash a slitta.

Ecco alcune “tecniche” che possono aiutarti a fotografare con un flash off-camera:

  • Vuoi una luce più morbida? Puoi utilizzare un modificatore di luce! Un modificatore di luce è un accessorio che si può montare sul flash per modificare le caratteristiche della luce da lui emessa. I modificatori di luce più utilizzati sono gli ombrelli, i softbox, gli octabox, i beauty dish, gli snoot e gli stripbox.
  • Vuoi schiarire un’ombra troppo scura? questa tecnica è contemplata anche come fill-in e viene attuata quando si rende necessario riempire di luce una parte tendenzialmente in ombra. Un colpo di luce rapido ma al tempo stesso morbido, magari compensando gli effetti sottoesponendo leggermente la fotografia al fine di ottenere un rapporto più naturale tra la luce reale dell’ambiente in cui ci si trova e quella artificiale.
  • Vuoi dare maggior tridimensionalità ad un soggetto? Utilizzando un flash staccato dalla fotocamera potrai illuminare lateralmente un oggetto o un soggetto e ”giocare” con luci e ombre. In esterno può anche essere utile posizionare il lampo perpendicolarmente alla direzione di scatto per schiarire una zona in ombra, ad esempio in un ritratto fotografico.

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Flash ed Esposizione

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Devi ricordarti che la luce che verrà emessa dal flash fotografico non sarà letta dal sensore della tua fotocamera, ma questo lavorerà sulla base della luminosità naturale che caratterizzerà l’ambiente.
Per questo è necessario in qualche modo compensare l’effetto agendo sul parametro dell’esposizione, alzandola o abbassandola a seconda dei casi.

Esiste una piccola e semplice formula che permette di calcolare innanzitutto la focale più corretta, determinata dal rapporto tra il valore NG e la distanza (F = valore NG/distanza soggetto). Se il flash ha un NG32 e il soggetto si pone a 4 metri di distanza, ecco che la focale più corretta è 8.

Una volta effettuato questo calcolo hai anche la possibilità di operare sul parametro EV, diminuendo o aumentando di 1/3 alla volta.

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Gli errori più comuni con il Flash e come correggerli

errori

Il flash è croce e delizia dei fotografi, ma ancor più lo è di chi si sta appassionando al mondo della fotografia e alla pratica. Incappare in errori è cosa usuale, ma non deve affatto demoralizzare. Anzi, deve essere uno stimolo ulteriore al miglioramento e a testare le proprie capacità in situazioni differenti.
Ecco alcuni degli errori più comuni dovuti ad un errata scelta nell’impiego del flash.

  • Occhi rossi: i programmi di fotoritocco aiutano a migliorare e consentono la rimozione dello sgradevole effetto che fa sembrare tua zia un extraterrestre. Utilizza la modalità apposita pensata per evitare il problema, emettendo un piccolo lampo che precede la fotografia.
  • Riflessi: evita di scattare sparando la luce del flash su superfici in vetro, a specchio oppure direttamente sugli occhiali dei soggetti. Soprattutto nei primi casi vedrai un grande bagliore, ma del soggetto inquadrato non percepirai probabilmente nemmeno la forma. Preferisci una posizione più laterale, cercando un angolo di scatto differente oppure aiutandoti con un flash esterno. Difficilmente in post produzione riuscirai ad eliminare totalmente l’effetto illuminante.
  • Differenza di esposizione: soprattutto di notte, impiegare un flash troppo forte aumenta il contrasto tra il primo piano e lo sfondo, creando un retro immagine molto buio. Questo effetto può anche generarsi in condizione di luce scarsa. Al computer sarà possibile in parte riequilibrare le zone sovraesposte con quelle sottoesposte, ma sarebbe meglio prevedere il problema e cercare di risolverlo prima di scattare, agendo sull’esposizione, sugli iso, oppure con flash esterni.

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