Se desideri imparare a fare della Buona Fotografia di Ritratto… Sei nel posto giusto!

La ripresa scenica di un soggetto non è poi così facile come potrebbe sembrare e le possibilità di commettere errori sono dietro l’angolo. E’ dunque necessaria una conoscenza quanto meno basilare delle tecniche principali, al fine di familiarizzare con i primi rudimenti dell’arte ritrattistica, mettendoli poi in pratica al momento giusto.

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Soggetto in Posa o al Naturale?

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Fotografia di Brandon Woelfel

Fotografare un ritratto implica la presenza di un soggetto protagonista.

Ho scritto un articolo in qui si spiego come cercare modelle o modelli online in modo rapido, veloce e super efficace.

Quasi sicuramente se fotograferai una “persona normale”, cioè un non-modello, sarà un bel casino fargli assumere delle pose armoniose e fotograficamente piacevoli.

Proprio per questo, sopratutto agli inizi, ti consiglio di cercare persone che sappiano posare (e pagarle se necessario!). In questo modo ti sarà più semplice imparare ad usare la macchina fotografica, piuttosto che cercare (spesso invano) di far posare decentemente il tuo soggetto.

Un’alternativa è quella di chiedere al nostro soggetto di muoversi fingendo che noi non siamo presenti, in questo modo le fotografie sembreranno naturali e “rubate”.

Per quanto riguarda la Composizione Fotografica se sei agli inizi ti consiglio di iniziare a comporre la scena utilizzando la Regola dei Terzi: evita quindi di porre il soggetto perfettamente al centro della composizione scenica, ma preferire un lato, lasciando il resto dello spazio al colore, alla luce e allo sfondo stesso, il quale potrà apparire volutamente sfocato oppure nitido, a seconda dei casi.

Diversamente, è possibile infrangere la regola qualora ci si voglia soffermare su un particolare, come il viso, oppure una pettinatura o un make-up.

I medesimi principi valgono anche in caso di fotografia con la persona non in posa: in questo caso la regola dei terzi potrà addirittura esaltare la dinamicità dell’immagine, “raccontandone” la storia all’interno di una contestualizzazione scenica visibile nei restanti 2/3 liberi.

Lo sguardo del soggetto dovrà andare alternativamente nella direzione libera della scena oppure verso la fotocamera. Mai verso l’esterno dell’immagine. Se decidi di fare un primo piano del volto di una persona potrai allora riempire l’intera inquadratura, lasciando pochissimo spazio ai bordi: in questo caso, ma solo in questo caso, lo sguardo potrà seguire la direzione esterna.

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Le tecniche di base per Fotografare un Ritratto

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Fotografia di Joey L.

Fotografare un ritratto significa mettere insieme alcuni principi e vedere come questi possono rendere nell’immagine ottenuta al termine del lavoro. Ciascuna variabile indicata richiama alcuni concetti tecnici basilari, necessari per ottenere una fotografia di buon livello. Ti basterà applicarli tutti e il gioco è fatto: semplice no?

Scelta del Soggetto

Come accennato in precedenza è bene scegliere se scattare una fotografia “posata” oppure naturale. La tecnica di approccio è totalmente diversa.

Ti consiglio di iniziare con Ritratti posati con modelle/modelli. Molto spesso quando si fotografano persone che non sono abituate  stare davanti ad una macchina fotografica ci troveremo ad dover gestire contemporaneamente 3 compiti:

  • dovremo curare ovviamente la composizione della fotografia
  • dovremo prestare attenzione all’esposizione della nostra fotografia
  • … E nel 99% dei casi… Dovremo aiutare a posare il nostro soggetto.

Avendo a che fare con modelli o con modelle potremo invece focalizzare la nostra attenzione solo sulla fotografia, lasciando a loro tutto il resto. Le foto si fanno in 2!

Scelta della Location Fotografica

L’ambiente in cui andremo a far posizionare il nostro soggetto è determinante per la buona riuscita di una fotografia di Ritratto.

Per dare un’idea verosimile, immagina una persona in camicia bianca fotografata con uno sfondo molto chiaro: la foto perde di espressività e passa nell’anonimato.

Cercare sempre un buon contrasto cromatico con lo sfondo aiuta a dare rilevanza al protagonista dell’immagine (non è sempre così, come ogni regola anche questa e deve essere trasgredita, ma fidati che è un ottimo punto di partenza!).

Utilizzando focali con un’apertura di diaframma molto generosa è possibile sfocare lo sfondo ponendo in risalto il volto in primo piano.

Diversamente, quando si sta fotografando un ritratto di animale è meglio lasciare un po’ più aperto il campo per contestualizzare il soggetto.

Indipendentemente da tutto, lo sfondo deve essere quanto più possibile “pulito” evitando oggetti che possano interferire modificando la composizione o l’immagine originale (non è carino fotografare una signora con un cornuto cervo sullo sfondo o con qualche intruso imbarazzante nell’inquadratura).

ATTENZIONE ATTENZIONE: ti do un consiglio da un milione di dollari su come scegliere la location per il tuo prossimo servizio fotografico. Il Fotografo Mike Wong ha realizzato un bellissima mappa con tutte le location fotografiche più suggestive del mondo da raggiungere. Fanne buon uso: https://photospots.mwong.ch/

“Scelta” della Luce

E’ determinante e per questo verrà dedicato un paragrafo apposito poco più avanti in questo articolo!

Attenzione che il sensore della fotocamera dà una lettura della luminosità, ma non sa ciò che realmente tu desideri trasmettere con l’immagine.

Gioca con la luce, divertiti a sperimentare differenti posizioni di scatto e differenti luminosità. Sfrutta ciò che naturalmente hai a disposizione per ottimizzare la luce: una parete chiara riflette di più rispetto ad una scura e una volta sistemato il soggetto, potrai regolare di conseguenza i parametri della fotocamera.

Obiettivi Fotografici

Preferisci teleobiettivo o medio tele, evitando l’utilizzo del grandangolo.

Con quest’ultimo infatti sarai costretto ad avvicinarti troppo, deformando i lineamenti e mettendo pressione inutile alla tua musa ispiratrice (aggettivo valido qualora fotografassi persone o animali di sesso femminile… Se poi sceglierai di fotografare un “muso fotografico”… Ben per te!!!).

Consigliabile quindi scattare con focali superiori a 50, anche perché così riuscirai ad ottenere lo sfondo sfocato, effetto tipico della fotografia ritrattistica dei volti. Inoltre, se intendi fotografare un ritratto di animale è meglio non avvicinarsi troppo e quindi sfruttare un tele.

Qui sotto ti consiglio qualche lente ottima per ritratti fotografici per Nikon e Canon.

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Parametri di Scatto

La fotografia ritrattistica richiede diaframmi aperti (almeno f/2,8 o f/4 al massimo).

Questa non è una regola, ma per iniziare è un buon consiglio. Un diaframma aperto aiuta a “staccare” il soggetto della foto dallo sfondo.

Metti bene a fuoco gli occhi del soggetto e cerca, se possibile, di tenere gli ISO bassi per un’alta qualità di immagine.

Numero di scatti

Potrà sembrare banale, ma una sessione di ritrattistica richiede diversi scatti, anche se il soggetto è in posa per te.

Questo perché è difficile stare immobili e nel giro di un secondo l’espressione del viso e degli occhi può cambiare. Scatta come non ci fosse un domani e poi scegli le fotografie migliori!

PS: lo so che i puristi della fotografia, quelli che vengono dalla pellicola, rabbrividiranno alla lettura di queste parole… Ma… A noi ce piace er digitale!

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La Luce, la vera Regina della Fotografia Ritrattistica

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Come per tutti i generi Fotografici, anche nel caso della fotografia ritrattistica la luce rappresenta l’elemento chiave per sfornare veri capolavori!

Solo tu che stai dietro la fotocamera sai avere la percezione di cosa hai davanti, prima con uno sguardo a occhio nudo, poi osservando l’immagine nel mirino della fotocamera… E sopratutto guardando il display della fotocamera dopo lo scatto!

Non devi assolutamente pensare di poter alterare la luce di un tuo scatto con un software di elaborazione fotografica: potrai alzare l’esposizione, aumentare il contrasto e queste cose qui… Ma non potrai mai eliminare le ombre, cambiare la direzione della luce, ecc…

Per questo è importante cercare di scattare con la luce ottimale.

Ma quale sarà la luce ideale? La risposta è più semplice del previsto: la luce idonea per fotografare un ritratto è quella che maggiormente ti consente di esaltare ciò che tu vuoi porre in risalto con l’immagine.

Se desideri risaltare la zona più prossima a te del viso di un soggetto, dovrai assicurarti che il lato più vicino all’obiettivo non abbia zone d’ombra. Lo stesso dicasi qualora l’intento sia mettere in evidenza un sorriso, situazione in cui non dovranno esserci ombre proiettate sulla bocca.

Dovrai porre quindi la massima attenzione alla luce e provare a ricreare alcune situazioni ideali, come le seguenti, entrando un po’ più nel tecnico.

Luce Piena

E’ quella più classica e diffusa.

Illumina pienamente il soggetto nella parte rivolta alla fotocamera, ma è anche quella che potrebbe creare qualche zona d’ombra di disturbo qualora la posa non sia perfetta.

Una leggera variante della luce piena la si ottiene qualora la sorgente viene posta frontalmente ma leggermente in alto, creando un piccolo gioco di ombre sotto il naso che potrebbero comunque non infastidire se la scelta è quella di concentrare l’attenzione su altri particolari.

Luce di Taglio

Avendo la sorgente luminosa non alle tue spalle, ma di lato, è possibile proiettare la luce in una parte del soggetto diversa da quella rivolta verso l’obiettivo.

Illumina ad esempio una porzione di viso che è “nascosta” alla fotocamera, in maniera decisa ed è solitamente utilizzata per definire maggiormente un lato nascosto di un soggetto.

Non è consigliabile scattare ritratti con una luce di taglio a soggetti caratterizzati da tratti particolarmente spigolosi, in quanto questi sarebbero accentuati.

Luce dall’Alto

Viene definita anche Rembrandt e consiste in una fonte luminosa posta lievemente in posizione rialzata sopra al soggetto, illuminandolo dal lato opposto della fotocamera.

Viene impiegata quando si vuole conferire una certa malinconia, trasmettendo un senso di emozione.

La utilizzo spesso quando devo fotografare uomini con una muscolatura ben sviluppata.

Luce a Fessura

Immagina una luce che passa come una lama da una porta semi aperta.

Lo stesso puoi pensare nel caso di un ritratto.

Utilizzerai questa illuminazione se vorrai evidenziare un profilo o un contrasto. Questa particolare luce andrà ad indurire i tratti del soggetto ed evidenziare eventuali difetti, proprio perché il resto della fotografia rimarrà in ombra e quindi l’attenzione sarà puntata interamente alla zona illuminata.

Luce Soffusa

Esistono due modalità per ottenere una luce del genere, la quale, tra l’altro, risulta essere spesso utilizzata per fotografare un ritratto.

Il primo metodo è anche quello più diffuso e consiste di ottenere l’illuminazione del soggetto mediante luce riflessa. Avendo un faretto, non lo si punta direttamente sul viso di una persona, ma si indirizza il fascio di luce sul soffitto o su una parete in modo da far pervenire un’illuminazione molto più morbida.

La seconda possibilità riguarda invece l’impiego di materiali o elementi in grado di smorzare la durezza della luce, come ad esempio un ombrello o un pannello riflettente. In generale una luce soft è preferibile in quanto l’immagine apparirà più morbida e più “setosa”, meno dura e sarà capace di trasmettere un senso di maggior classe artistica, conferendo un aspetto più professionale allo scatto.

L’esperienza insegna che la corretta luminosità è possibile ottenerla non obbligatoriamente con flash da studio e attrezzature costose, ma spesso è la luce solare, quella più naturale possibile, che già è sufficiente ad illuminare correttamente la scena. Basta spostare il soggetto, fargli cambiare posizione, a volte basta anche invitare la persona a sollevare leggermente il viso e il gioco è fatto.

Io sono un grande sostenitore della luce artificiale. Se vuoi approfondire le tecniche di luce artificiale più performanti ti invito a seguire i le mie video lezioni gratuite cliccando qui.

Lo stesso dicasi per lo sfondo: uno sfondo buio può aiutare molto nel caso in cui si desideri “staccare” il protagonista del ritratto. Quindi anche con lo sfondo, oltre che con la luce, è necessario “giocare” un po’ al fine di creare effetti di luci e ombre capaci di aggiungere qualità all’immagine.

Controluce

E’una luce molto bella da vedere. Alcune fotocamere dotate di scene preimpostate, prevedono proprio questa modalità e se sei principiante e non puoi proprio fare a meno di scattare il consiglio è quello di far scegliere tutto alla fotocamera.

In caso contrario armati di pannelli riflettenti ed eventuali flash.

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I Trucchi del Mestiere per Fotografare un Ritratto

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Fotografia di Nima Benati

Dopo aver familiarizzato con le tecniche di base indicate qui sopra (a proposito…l’invito è quello di non stancarti di provare e riprovare scegliendo un tuo complice di fiducia, dalla tartaruga al fratello o alla sorella), potrai aggiungere valore ai tuoi scatti seguendo alcuni semplici trucchi che ti consentiranno di ridurre il numero di errori possibili.

A me gli Occhi

Di un ritratto, sia esso riguardante una persona oppure un animale, la prima cosa da mettere a fuoco sono gli occhi.

Il punto di messa a fuoco deve essere posto sullo sguardo: puoi aver impostato anche tutto alla perfezione, ma se nell’immagine gli occhi risulteranno poco nitidi allora la tua immagine puoi anche eliminarla perché perderà di valore.

Almeno un occhio dovrà essere ben dettagliato, solitamente quello più vicino all’obiettivo.

Non essere un Killer

Non tagliare gli arti alle persone o agli animali. Devi scegliere se riprodurre il volto, il mezzo busto oppure la figura intera.

A parte il primo caso, negli altri due evita di tagliare falangi, mani, piedi e dita. Piuttosto taglia l’intero braccio decentrando al massimo il soggetto, ma una volta che decidi di includere gli arti, inquadrali interamente.

Che senso ha riprendere un braccio senza la mano, oppure una gamba tagliata poco sotto le ginocchia? Buttala quella foto perché non otterrà nemmeno un “mi piace” sui social. Diversamente, la mano, le dita, possono dare dinamicità all’immagine, conferire quel movimento in grado di rendere la foto dinamica nonostante sia un ritratto.

PS: questa è una delle regole che io infrango più spesso… Una volta “imparata” scordala presto… Ma all’inizio è davvero utile per gestire le composizioni fotografiche 🙂

Evita i Faccia a Faccia

Sì hai capito bene. Evita di indispettire con il soggetto, il quale deve essere a suo agio e rilassato per essere il più naturale possibile.

Non metterlo a disagio, non evidenziare i suoi difetti.

A proposito, per “mascherarli”, oltre Photoshop e simili, c’è un trucco che potrai applicare fin da subito: proponigli di ruotare leggermente la testa, evitando l’inquadratura perfettamente frontale (a meno che tu non voglia evidenziare il naso a patata oppure in alternativa un magnifico sorriso, ma deve valerne la pena).

Scatta da un’angolazione di 30° oppure di 45° in quanto è preferibile rispetto ad uno scatto pieno e frontale, il quale si rivela utile solo in alcune situazioni. Ciò non significa che dovrai abolirlo dal tuo palmares, ma scegli tu, in base a chi hai davanti, cosa vale la pena valorizzare.

Vedi e Prevedi

Nelle fotografie non posate è importante anticipare i tempi e le situazioni.

Tra te e il soggetto c’è dello spazio, ci sono oggetti, persone che possono frapporsi nella linea di inquadratura, e lo scenario può cambiare da un momento all’altro.

Sforzati di prevedere i movimenti, soprattutto quelli dell’individuo protagonista: se è un commesso al lavoro cerca di anticipare i tempi in modo che saprai quando sarà meglio scattare.

Non Tagliare i Dettagli

Ci sono particolari che possono essere più espressivi e donare ad un ritratto, apparentemente anonimo, un valore incredibile.

Pensa alle mani di un contadino, all’azione di un fabbro o di un calzolaio, ai piedi di un calciatore.

Fotografare un ritratto può significare anche farlo in azione. Che senso ha concentrarsi su un viso sudato e affaticato senza sapere il motivo? Allora potrai scegliere di aprire un po’ di più il campo, lavorando di zoom e focale, e anziché un close up optare per un mezzo busto o figura intera che ricomprenda anche i dettagli dell’azione. Questi sono i cosiddetti ritratti ambientati.

Posizione di scatto

Uno degli errori più comuni nel fotografare un ritratto è quello di non avere bene idea di dove posizionarsi.

Soprattutto sui social network si vedono primi piani ripresi dall’alto oppure dal basso, ottenendo così tutto quanto non si vorrebbe mostrare. A meno di particolari esigenze, lo scatto ritrattistico dovrebbe essere effettuato con la fotocamera ad altezza viso e sarai facilitato a focalizzare l’attenzione sullo sguardo.

PS: una volta imparata, non aver paura di infrangere questa regola!

Abbaia e forse Morde

Questo vale nel caso degli animali.

La ritrattistica è inerente anche agli animali e ovviamente non potrai certo avvicinarti molto ad un cinghiale che incontrerai nel bosco durante la passeggiata domenicale, oppure al cigno che troverai nel laghetto.

Quindi mantieni la prudenza necessaria per non mettere in pericolo te e la tua attrezzatura fotografica.

Scatta da una zona che ti consente di stare in sicurezza e divertiti a modificare i parametri di scatto per valutare poi le differenze ottenute. Fotografare il ritratto implica l’uso dello zoom e quindi, in queste occasioni, è bene applicare alla lettera questo principio, se no l’arto tagliato potrà essere il tuo.

Animali come Bambini

In un certo senso le caratteristiche di animali e bambini sono simili.

Entrambi si muovono in continuazione, improvvisamente, risultando difficile interpretare le loro azioni.

Difficile che se dici ad un bambino di un anno di mettersi seduto, guardando a terra con direzione dello sguardo a 30° lo faccia e dubito che lo faccia anche il tuo criceto o il tuo gatto.

Per questo, un trucco fondamentale è quello di porsi al loro livello. Non aver paura ad abbassarti e scattare in modo tale che riesci ad inquadrare il piano degli occhi.

Il Dono dell’Obliquità

Non è un errore di scrittura, tranquillo.

Avere la creatività e l’elasticità mentale di scattare un ritratto in obliquo è un dono.

A volte uscire dai canoni dell’orizzontale o del verticale riesce a regalare fotografie incredibilmente varie e interessanti.

Tra l’orizzontale e il verticale ci sono almeno 90 altre posizioni possibili e devi imparare a utilizzarne qualcuna ogni tanto. Lo scatto obliquo riesce a comporre spesso una cornice naturale che sa già di per sè aggiungere valore alla fotografia, rendendola più dinamica e degna di riflessione.

 

L’uso del Bianco e Nero nel Ritratto Fotografico

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Fotografia di Helmut Newton

Un piccolo paragrafo va dedicato anche al bianco e nero: gli amanti di questo effetto hanno modo di dar sfogo alla loro creatività proprio nella fotografia del ritratto.

Nel B/N la luminosità acquisisce ancor più importanza e quindi merita un’ulteriore osservazione da parte del fotografo prima della scatto.

L’immagine B/N oltre a trasmettere un tocco “vintage”, sa passare un messaggio fortemente artistico, proiettando il soggetto indietro nel tempo e coniugandolo solitamente ad un’immagine malinconica e intrisa di ricordi.

Prova però ad osare, proponendo un’immagine allegra con l’effetto monocolore, che ritrae una bella risata, un momento di gioia e di festa o uno sguardo intenso e pieno di passione. E’ un modo per utilizzare il B/N in maniera differente rispetto ai canoni più comuni.

 

La Post Produzione Ritrattistica

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Per fotografare un ritratto la post produzione mediante appositi software è sicuramente cosa da considerare.

Senza stravolgere troppo lo scatto, essa si rende molto utile per eliminare le piccole imperfezioni del viso, come ad esempio pori dilatati, piccole croste, brufoli, schiarendo eventualmente anche qualche zona d’ombra.

Attenzione però che questa non è la panacea di tutti i mali, ma sebbene può aiutare molto, l’ideale è quello di partire da un’immagine quanto più bella e definitiva possibile e, grazie all’elaborazione fotografica, renderla migliore sotto qualche aspetto.

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