“Sei pronta/o ad imparare come Fotografare Paesaggi? Bene, allora dimentica tutto quello che sai e iniziamo quest’avventura!”

Leggendo questa guida capirai come affrontare tutte le situazioni che potrai incontrare, a superare le difficoltà, a settare correttamente la tua macchina anche nelle condizioni più estreme.

Non è che voglio che tu diventi l’Indiana Jones della fotografia eh! Non ti dirò di scalare le rupi per fotografare un tramonto o di arrampicarti su una sequoia per fotografare un’alba (se lo fai, ti prego però di farmi vedere i risultati). Semplicemente, ti darò qualche piccola dritta affinché le tue foto paesaggistiche abbiano quel quid in più.

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L’attrezzatura Necessaria (se non vuoi fare foto di merda) per Fotografare Paesaggi

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Iniziamo da quella che credo sia la base fondamentale per capire come fotografare i paesaggi: l’attrezzatura. Intendiamoci subito: non è che esista un kit del perfetto fotografo di paesaggi, non siamo mica le Giovani Marmotte! Tuttavia ci sono degli strumenti e delle attrezzature che ti converrebbe avere sempre nel tuo zaino… Non hai uno zaino?? Alt, fermi tutti!

Come pensi di andare a fare fotografia di paesaggi senza avere uno zaino fotografico? Obiettivi, cavalletto, giacche, filtri, teli, panini, birretta, acqua (anche i viveri sono importanti)… Dove pensi di metterli? Non puoi partire con il bauletto, a parte che non ci stanno tutti gli accessori che dovresti avere, ma poi è scomodo.

Facciamo un passo indietro. Questa è una guida su come fotografare i paesaggi, giusto? Perfetto, allora si presuppone che se vogliamo fotografare i paesaggi dobbiamo camminare, magari in montagna, magari sui sentieri o sulle spiagge, magari per diverse ore prima di trovare l’angolo giusto in cui fermarci.

E come vogliamo fare senza uno zaino? (… e sopratutto: qual è il miglior zaino fotografico?) Ricorda che lo zaino fotografico è anche la borsa migliore per proteggere la tua attrezzatura contro eventuali urti e contro la pioggia. Ti do un consiglio: risparmia sui filtri (qui trovi una guida con i miei consigli), risparmia sui flash, risparmia sulla birra (se proprio devi) ma non risparmiare mai su uno zaino fotografico: cerca un modello ben imbottito, ricco di scompartimenti, con gli spallacci resistenti ed ergonomici e lo schienale anatomico e sarai pronto per partire comodo e senza pensieri.

Quindi, assodato che lo zaino è fondamentale, cerchiamo di capire cosa dovrai mettere all’interno per una sessione di shooting paesaggistico.

Treppiede

Hai già un treppiede? (Se non ce l’hai, fai finta di sì e appena puoi esci e comprane uno.)

Per essere chiari, non mi riferisco ai treppiedi ballerini da 30€ che trovi dai cinesi, parlo di un treppiede solido e robusto, non troppo pesante, che ti possa garantire la stabilità necessaria anche quando il suolo non è perfettamente pianeggiante.

Non lo sto dicendo perché mi piace farti spendere soldi, sono il primo che cerca sempre il compromesso tra qualità e prezzo. Tuttavia, credo che sia meglio investire qualche decina di euro un più per un buon treppiede piuttosto che correre il rischio che il treppiede si rovesci con tutta l’attrezzatura montata, perché in quel caso sono parecchi gli euro che volano via…

Qui sotto trovi i miei cavalletti preferiti. Il primo lo utilizzo per i viaggi e le lunghe passeggiate, il secondo, più pesante, quando non devo portarlo a lungo in giro con me.

Obiettivi

Adesso passiamo alla nota più dolce e dolente, le lenti! Ta-daa… Preparati a spendere e a strisciare la tua meravigliosa carta di credito se vuoi fare tuoi i migliori obiettivi per paesaggi.

Voglio fare una premessa (un’altra) ma è doverosa. La scelta dell’obiettivo dipende dalla tua sensibilità fotografica e sebbene ci siano alcuni dettagli da considerare, non esistono lenti in assoluto migliori di altre per la fotografia paesaggistica. Ci sono semplicemente lenti che sono più idonee per questo scopo, ma tutte, in realtà, possono adattarsi.

Ti do un consiglio: prova la lente prima di acquistarla e vedi l’effetto che fa.

Immagina di dover comprare un pantalone che ti piace tantissimo e che vedresti perfettamente abbinato a quella camicia a fiori (hai una camicia a fiori?) ma poi, quando lo indossi, ti accorgi che non è quello che ti aspettavi.

Lo stesso avviene con le lenti: non acquistare una lente solo per sentito dire. Devi tenerla in mano e verificare tu stesso il feeling. Sì, lo so che detta così sembra una cosa poetica, ma fidati, se è l’obiettivo giusto lo senti subito.

In ogni caso, ci tengo a darti due dritte: porta sempre con te un obiettivo grandangolare e uno a media focale. Personalmente, ti consiglio ti avere due obiettivi differenti a ottica fissa, per la fotografia paesaggistica io non sono un amante degli obiettivi zoom, ma ci sono comunque obiettivi zoom molto buoni come il Nikkor AF-S 16-35 mm f/4.

Per i paesaggi, è anche utilie portare con se il teleobiettivo, sio possono ottenere fotografie di grande impatto.

Metti sempre in borsa il paraluce, anzi, i paraluce, uno per ogni obiettivo in modo tale da ridurre i riflessi del sole sulla lente in alcune circostanze, e abbi sempre con te almeno un polarizzatore circolare.

PS: i primi 2 obiettivi della Samyang sono i miei preferiti in assoluto! Puoi scegliere se acquistarli con attacco Nikon, Canon, Pentax o Sony. Una volta cliccato sull’immagine seleziona su Amazon la marca della tua macchina fotografica!

PPS: non amo i teleobiettivi per le Fotografie di Paesaggio/Tramonto, per questo non te ne ho consigliato nessuno.

Controller per lo Scatto Remoto

Sai cosa ti può davvero essere utile nella fotografia paesaggistica? Il controller per lo scatto da remoto!

Purtroppo questo elemento viene sottovalutato troppo spesso dai fotografi in erba ma quando devi scattare con tempi di esposizione lunghi, anche un minimo movimento, una vibrazione infinitesimale della macchina sul cavalletto (ecco perché devi sempre avere il cavalletto) può rovinarti lo scatto.

È un accessorio talmente piccolo che puoi tenerlo tranquillamente anche in tasca, costa poco ma la sua funzione è importantissima. Pensa, con il comando di scatto remoto, una volta che hai impostato la macchina, puoi avviare lo scatto mentre addenti il tuo fantastico panino davanti a un tramonto mozzafiato: già solo per questo dovresti correre ad acquistarlo.

Io, poi, quando vado a scattare per le valli e le campagne mi porto sempre un telo impermeabile e una custodia idrorepellente per la mia bambina, preferisco esser previdente, che poi non si sa mai. Questa frase l’ho rubata a mia nonna ma rende bene l’idea del mio pensiero.

Ricapitolando

Ricapitolo in maniera chiara quello che, secondo me, non ti deve mancare se decidi di iniziare a fotografare paesaggi:

  • zaino fotografico
  • treppiede resistente
  • obiettivo grandangolare (quasi obbligatorio)
  • obiettivo media focale (consigliato)
  • teleobiettivo (consigliato)
  • filtri fotografici
  • controller remoto
  • paraluce
  • telo impermeabile per la macchina

Per quanto riguarda la tua attrezzatura e il tuo abbigliamento, ovviamente devi vestirti come meglio ti senti (No… Non esiste la divisa ideale per Fotografare Paesaggi!!!).

Certamente ti sconsiglio di andare a fotografare i paesaggi con gli zoccoletti o le infradito e la camicia appena stirata da mammà (anche perché, ammettiamolo, non sarebbe un bel vedere), anche perché se non vuoi prendere una polmonite alla prima uscita serale, forse dovresti prevedere quantomeno una giacchetta antipioggia o antivento, anche d’estate.

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La Gestione della Profondità di Campo nella Fotografia di Paesaggio

paesaggio-scozia

Eccoci qui al cuore del problema quando si parla di Fotografare Paesaggi.

Adesso che ti ho detto cosa devi portare con te, immagino che tu ti aspetti che ti dica anche come utilizzare tutta questa attrezzatura, dico bene? Sei fortunata/o, sono qui per questo.

Parto subito con la profondità di campo perché, secondo me, è il primo aspetto di cui dovrai curarti quando ti dedicherai alla fotografia paesaggistica. Esiste una regola non scritta, che sei liberissimo di infrangere ma che ti consiglio di seguire come un mantra quando vuoi ottenere il massimo risultato dai tuoi paesaggi: lavora sempre alla massima profondità di campo consentita.

Se stai già affannando perché non sai come fare, stai tranquillo, adesso ti spiego. Hai presente il diaframma? (Dimmi di sì, per favore, altrimenti leggi subito questo articolo sul triangolo dell’esposizione e questo sul diaframma).

Ecco, lui è il tuo alleato per la profondità di campo: quando vuoi fotografare paesaggi ti consiglio di lavorare sempre con diaframma non eccessivamente aperto. Diciamo che se inizi a scattare da f/11 in su è già un buon compromesso per avere la maggior parte della scena nitida e, quindi, una profondità di campo massima.

Se apri troppo il diaframma ti giochi la messa a fuoco nitida della scena nel suo insieme e addio profondità di campo

Ovviamente, ti sto dicendo queste cose perché presuppongo che tu sia in possesso di una macchina digitale reflex o di una mirrorless, ma se lavori con una compatta senza i controlli manuali allora lascia fare alla macchina… Anche se così non c’è molto divertimento 🙁

Tuttavia, anche se hai tra le mani una bella reflex o una mirrorless, ammetto che non è da tutti lavorare con la macchina completamente in manuale, ci vuole molta esperienza se stai leggendo questa guida, probabilmente sei alle prime armi.

Nessun problema, ci sono qua io per aiutarti. Nella tua macchina esiste un programma favoloso che ti permette di dare la priorità ai diaframmi e ti alleggerisce da un bel po’ di lavoro lasciandoti comunque il massimo controllo della macchina.

Vorrei fare un piccolo focus (scusa il gioco di parole) sul concetto di nitidezza e messa a fuoco, perché spesso si genera confusione. Non sono, infatti, la stessa cosa, anzi, sono due parametri completamente differenti tra loro ma in qualche modo strettamente correlati.

Se stai pensando che basta chiudere quanto più possibile il diaframma per avere la messa a fuoco perfetta quando devi fotografare paesaggi, in parte ti sbagli, perché spesso tra due stop di apertura il vantaggio di una profondità di campo maggiore è talmente minima in relazione, invece, alla variazione di nitidezza, che a quel punto è meglio lavorare comunque con lo stop inferiore.

A questo punto ti starai sicuramente chiedendo dove devi mettere a fuoco per ottenere un buon risultato. Ti svelo un piccolo segreto.

L’ideale è puntare il fuoco sempre a una distanza di circa 1 metro da te, perché a grandi linee questa è la distanza standard che può andar bene per gran parte delle fotografie paesaggistiche quando vuoi ottenere un buon risultato in termini di profondità di campo, quando usi un grandangolo.

Adesso, però, ti do un piccolo consiglio da amico se ti stai per accingere a Fotografare Paesaggi. Se vuoi la massima resa di nitidezza e di messa a fuoco, quando lavori a diaframma chiuso metti sempre la macchina sul cavalletto e tira fuori il magico controllo remoto.

Come ben sai (perché lo sai!) lavorando a diaframma chiuso devi necessariamente aumentare i tempi di esposizione e quindi taaac, il telecomandino ti salva lo scatto!

Quasi dimenticavo, siccome voglio che le tue foto siano perfettamente nitide e a fuoco, ti svelo un piccolo segreto relativo proprio alla messa a fuoco. Dunque, avrai sicuramente notato che le macchine fotografiche mettono a fuoco di default sull’oggetto più vicino. In alcune occasioni questo può anche farti comodo, ma non sempre, e comunque è giusto che ti insegni alcuni piccoli tips.

Il sensore della macchina è tarato in modo tale da rilevare i soggetti predominanti per aiutarti nella tua composizione ma tu puoi anche decidere autonomamente su quale punto concentrare la tua attenzione e, quindi, il tuo fuoco.

Non voglio dirti di scegliere la messa a fuoco manuale quando Fotografi Paesaggi, perché è piuttosto difficoltosa, però puoi individuare il soggetto su cui vuoi concentrare l’attenzione, puntarlo e premere il pulsante di scatto a metà corsa. Così hai calibrato la tua messa a fuoco.

Per farlo hai dovuto smontare la tua scena, ti basterà inquadrare nuovamente quello che volevi fotografare, così come volevi che fosse et voilà, che ne dici del risultato?

ATTENZIONE: Per una messa a fuoco davvero perfetta ti consiglio di ricorrere alla Distanza Iperfocale. Sono certo che stravolgerà il tuo modo di concepire la fotografia!

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Ecco perché devi dimenticare gli ISO e usare il Cavalletto

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Il tuo obiettivo è Fotografare Paesaggi mozzafiato… E sei proprio davanti ad uno di questi, sai che non puoi perdere l’attimo, tiri fuori la tua macchina e scatti. Ahhhh, che bello scatto!

Dall’anteprima è davvero portentoso, sei fiero di te stesso ma, aspetta, hai guardato bene? Prova un po’ a ingrandire e non fare il furbo. Ecco, lo sapevo! Hai visto quanto rumore? Adesso in sottofondo ci starebbe bene la mitica e mitologica Raffaella Carrà ma andiamo avanti, che è meglio…

Il rumore digitale è quella cosa capace di rovinare anche lo scatto migliore per una piccola disattenzione, una piccola imprecisione sulle impostazioni e ti dico una cosa. Se altri parametri sbagliati in fase di scatto li puoi recuperare in post-produzione, almeno in parte, come l’esposizione per esempio, per il rumore non puoi fare nulla, purtroppo. Capisci bene che quindi devi prestare la massima attenzione e seguire attentamente quello che sto per dirti.

Sai da cosa deriva quel fastidioso effetto granuloso e nebbioso? Dall’impostazione degli ISO troppo elevati.

Ovviamente, quindi, parto dandoti un consiglio: inizia a lavorare sempre con gli ISO più bassi che la tua macchina ti concede. Se hai una macchina fotografica non professionale, solitamente il valore più basso consentito è 100ISO ma alcune camere arrivano fino a 50ISO.

Adesso obietterai che a 100ISO le foto vengono tutte scure e che quindi sei costretto ad alzare i livelli. Bravo, in teoria è così. Ma io sono qui per insegnarti la pratica e posso dirti che puoi ovviare a questo inconveniente. Sai come si dice? Quando non puoi scavalcare l’ostacolo, cerca comunque di aggirarlo.

C’è poca luce? Leva le mani dagli ISO e concentrati sul tempo di esposizione, aumentalo finché trovi le impostazioni migliori. Oh, guarda, sei arrivato ad avere un tempo di esposizione lunghissimo per il tuo scatto. Sai cosa significa? Solo due parole: treppiede e controller e si va a comandare.

Capisci perché il treppiede è fondamentale per fotografare paesaggi? Perché può sempre capitarti la situazione in cui devi necessariamente fare una lunga esposizione e senza questo strumento fantastico rischi, magari, di perdere lo scatto della tua vita.

Leggi a questo proposito anche l’articolo su come fotografare in condizioni di scarsa luminosità.

Questo trucco della lunga esposizione con ISO ridotti a basse condizioni di luminosità è possibile nella fotografia di paesaggio perché si tratta prevalentemente di fotografie statiche, dove non ci sono significative variazioni di scena che possono compromettere lo scatto. La lunga esposizione, per esempio, è l’ideale quando vuoi fotografare in notturna (ad esempio per fotografare le stelle), sotto un cielo stellato… Lo so, sono un inguaribile romantico della fotografia…

A proposito di lunga esposizione, voglio dare un altro piccolo consiglio, perché oggi mi sento particolarmente generoso. In relazione al tempo di esposizione c’è una piccola regola che potrebbe tornarti utile, soprattutto quando viaggi senza treppiede (non devo aggiungere nulla, vero?): per evitare di ritrovarti tra le mani fotografie mosse e irrecuperabili, imposta un tempo di scatto pari alla focale dell’obiettivo montato in macchina.

Per esempio, stai girando con un bel grandangolo da 28mm? 28mm è la lunghezza della focale della tua lente, quindi per evitare il mosso devi cercare di non andare mai oltre un’esposizione di 1/30 secondi.

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Paesaggi in Controluce

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E a proposito di romanticismo, voglio svelarti qualche trucco per fotografare i paesaggi in controluce.

La bellezza di queste scene è direttamente proporzionale alla semplicità con cui puoi ottenere un bello scatto che renda giustizia al panorama che stai ammirando.

Partiamo dalle basi: qual è l’elemento più caratteristico di un controluce? Esatto, la luce ma non era certo difficile capirlo! E sai qual è il modo migliore per fotografare in queste condizioni? Il manuale!

Non entrare subito nel panico, perché non c’è bisogno: tutti sappiamo che fotografare in manuale è complicato (no, non è vero. Segui il mio Corso e sarà facilissimo fin da subito!), ma quando lavori sul controluce hai bisogno di avere il controllo massimo sull’esposizione, perché viste le condizioni estreme e particolari in cui si lavora, può essere necessario sottoesporre o sovraesporre in maniera esagerata e con altre soluzioni non ci sarebbe questa possibilità.

Se, per esempio, vuoi ottenere l’effetto silhouette, magari su un albero o un qualsiasi altro elemento dell’immagine, allora devi lavorare sottoesponendo l’immagine: segui l’indicazione del mirino ottico e non spaventarti se vedi che tende pericolosamente verso sinistra, è giusto così! Lavora con tempi di scatto molto bassi e diaframma tendenzialmente abbastanza chiuso per ottenere buoni risultati (ovviamente, non devo ripetere che gli ISO vanno lasciati a 100 se possibile, giusto?).

Se, invece, stai lavorando con una brutta luce alle spalle del tuo soggetto e non hai altre possibilità di ripresa, devi necessariamente lavorare in sovraesposizione. Fermo restando che se sposti gli ISO dal 100 di taglio le manine (no, non è vero… A volte sappiamo bene entrambi che è necessario), in base alle necessità dovresti lavorare con tempi non inferiori a 1/500 e diaframma non più chiuso di f/5,6.

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La Composizione Fotografica di Paesaggio

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Conosci la “Regola dei Terzi”? Immagino di si… Se non dovessi conoscerla corri subito a leggere questo articolo e quello sulla composizione fotografica.

Se smanettando nei menù della tua macchina fotografica ti è capitato di impostare una sorta di griglia nel tuo mirino, stai tranquillo che è tutto in regola, anzi, dovresti sempre tenerla così la tua macchina: quella è la griglia dei terzi, è presente in quasi tutte le macchine (purtroppo non nelle reflex più economiche), anche nel tuo smartphone, pensa un po’! Ti aiuta a suddividere idealmente la scena secondo i terzi.

Piccola domanda prima di proseguire: nella costruzione della tua scena ipotetica, dove posizioni il soggetto principale della fotografia? Se mi rispondi che lo metti al centro, hai dato l’unica risposta sbagliata tra le tante possibilità che avevi.

Se dovessi fare il professorino e parlarti secondo i tecnicismi e le regole fotografiche, ti direi che il soggetto principale dovrebbe trovarsi sempre lungo una delle linee o dei punti di intersezione della tua griglia. Questa è la composizione ideale, quella utilizzata da moltissimi fotografi in tutto il mondo.

Ma secondo te, loro seguono a capo chino questa regola? Certamente no, perché quando pensi che una foto possa essere affascinante anche se il tuo soggetto si trova in un altro punto dell’immagine, io ti consiglio di provarci, di tentare. Ricorda che conoscere le regole è importante per sapere poi in che modo infrangerle correttamente!

Adesso ti faccio un esempio concreto. Pensiamo a una fotografia bucolica con un bellissimo cielo azzurro, tante nuvole bianche e una distesa di colline verdi al di sotto (prova a immaginare qualcosa di più affascinante dello schermo standard Windows XP, se ci riesci).

Quando ti trovi davanti uno scenario simile non hai che l’imbarazzo della scelta per ciò che puoi e vuoi mettere in rilievo. Vorresti esaltare ogni elemento? Ovviamente impossibile, quindi scegliamo, per esempio, di dare maggiore importanza a quel magnifico cielo.

Come componiamo lo scatto? Secondo la regola di terzi, il cielo deve occupare i 2/3 dell’immagine (in questo caso di consiglio di dedicare al cielo i 2/3 superiori ma se vuoi invertire…) e, quindi, l’orizzonte dovrebbe poggiare sulla seconda linea di intersezione della griglia partendo dall’alto. Non ti è chiaro come concetto? Allora ascoltami, impugna la tua fotocamera, accendila, metti la griglia e inquadra un panorama: ecco, forse ora ti risulta molto più semplice 🙂

Ovviamente questa non è l’unica tecnica di composizione fotografica valida per Fotografare i Paesaggi… Ma è un’ottimo punto di partenza se sei agli inizi!

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Fotografare Paesaggi con i Filtri Fotografici

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All’inizio ti ho parlato dei filtri indispensabili da avere nel tuo zainetto da fotografo, ma ancora non ti ho detto il motivo per il quale ti ho consigliato di averli. Non sei curiosa/o? Anche se non lo sei io te lo spiego lo stesso, perché è inutile che tu li abbia se poi non sai come e quando si utilizzano, non credi?

Quello che sicuramente non devi mai dimenticare è il polarizzatore, ossia il trucco che tantissimi fotografi utilizzano per fare foto spettacolari ai paesaggi con ampia predominanza di cielo o di elementi architettonici.

Sai che questo è l’unico filtro che non puoi ricreare in maniera artefatta in post-produzione? Solo per questo motivo dovrebbe essere immancabile nello zaino.

Ora non serve che io ti spieghi come funziona un polarizzatore, ma sappi che grazie a questo filtro puoi aumentare la saturazione e i contrasti dell’immagine già in fase di scatto, riducendo anche i riflessi (o esaltandoli, in base alle necessità). Ti sconsiglio ti utilizzarli su grandangolari troppo spinti perché otterresti un effetto poco naturale, viste le caratteristiche di quest’ottica, ma dal 24mm in su direi che è una soluzione più che praticabile.

I filtri ND, acronimo di Neutral Density, riducono la quantità di luce che colpisce il sensore: sono semplicemente “affumicati” in diverse tonalità di grigio e ti permettono di lavorare comodamente con tempi di scatto ampi anche in presenza di luce abbondante senza sovraesporre.

In questi filtri la colorazione è regolare e costante su tutta la lente, a differenza dei GND che, invece, sono graduati e permettono di calibrare con maggiore cura l’esposizione delle diverse parti della composizione (sostanzialmente cielo e terra). Se ti stai chiedendo se è indispensabile avere un Filtro ND la risposta è… Si!

Dei buoni filtri a prezzi abbordabili sono gli Hoya. Puoi trovarli su Amazon!

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A presto, Rock ‘n’ Roll,
David Adriani

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2 commenti su “Fotografare Paesaggi è Facile… Se sai come farlo!”

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