Fotografare il cibo fino ad oggi era per te un’operazione scontata e divertente, dopo che leggerai questo scritto potrebbe diventare una nuova opportunità in quanto potresti cambiare il modo con cui ti approcci alla fotografia.

Quando ti senti caricato di una responsabilità va da se che sei portato a curare molti aspetti: le fotografie della torta di compleanno del tuo cuginetto Luigino avranno un altro risultato e non ti limiterai a premere un tasto sulla fotocamera o sullo smartphone, ma curerai aspetti differenti.

Non scatterai più a caso, ma dentro di te si scateneranno scopi differenti.
Fotografare il cibo può avere quindi scopi diversi, spaziando dall’artistico al commerciale e non credere sia operazione tanto semplice.

Tutto dipende dal messaggio che vorrai trasferire all’osservatore: un conto è fare una foto ricordo da dare allo zio o da condividere tramite social per far vedere al mondo l’aspetto della tua pizza o del tuo pollo (sempre che sia necessario informare la società di ciò che tu stai mangiando), altro è fare una fotografia da destinare alla brochure di presentazione di un nuovo ristorante, oppure da presentare in occasione di un particolare menù.

Lo scopo quindi decide il tipo di approccio, perché a seconda dei casi può cambiare anche il modo di fotografare.
Particolare approfondimento merita il fine commerciale, in quanto è la tendenza del momento.

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Fotografare il Cibo per fini Commerciali

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In una società dell’immagine come la nostra, la fotografia ha un’importante funzione, anche nel mondo del cibo e della ristorazione.

Quest’ultimo è un campo in cui negli ultimi anni ci sono stati dei forti cambiamenti, sia nel modo di cucinare che nel modo di trattare il cibo, grazie anche alla pubblicità!

Nel mondo pubblicitario, le immagini e le fotografie del cibo sono determinanti e hanno lo scopo di incentivare le vendite e le consumazioni.

Per quanto riguarda il cibo, in qualsiasi libro o menu di ristorazione, vengono proposte delle immagini di meravigliosi ed invitanti piatti: ti sei mai chiesto il perché? Lo scopo è quello di stuzzicare la vista dei commensali con il fine ultimo di esortarli alla consumazione completa del piatto, comunicando quasi in anteprima il gusto.

Nella foto vengono esaltati i colori, grazie anche all’utilizzo di programmi di postproduzione come Photoshop e di filtri, per attirare subito l’attenzione del consumatore, con un’altrettanta descrizione persuasiva dei piatti. Deve quindi passare il messaggio che un bel piatto corrisponde ad un buon piatto.

Devi pensare che coloro i quali compongono le portate lo fanno ad arte e, una volta pronte per il book fotografico, studiano delle vere e proprie composizioni artistiche per colpire ed entusiasmare chi guarda.

Ovunque è possibile trovare immagini di cibo, a partire dai libri di cucina, sui menù, sui tabelloni pubblicitari,sulle riviste, su internet, sui mezzi pubblici. Le fotografie di cibo rappresentano una delle principali fonti impiegate come strumento pubblicitario dalle grandi catene di ristorazione o fast food.

Quando ti approcci alla food photography il tuo obiettivo principale è quello di dar valore al cibo perché è importante che dall’immagine emerga il valore estetico della pietanza, stimolando quell’associazione tra estetica e gusto.

Se ti rechi presso un qualsiasi supermercato potrai trovare in diversi reparti alimenti confezionati che mostrano sul packaging invitanti immagini dei prodotti, le quali devono essere luminose, sprigionare energia, colore e luce per invogliare il cliente all’immediato acquisto.

La fotografia nel contesto del cibo è sicuramente uno strumento fondamentale per il cibo stesso e l’immagine corrisponde ad un altro importante strumento per il business commerciale. Il cibo è diventato ormai (oppure lo è sempre stato) per la nostra società capitalista fonte di primaria importanza e la sua bellezza esaltata dalla fotografia è divenuta pane per la pubblicità per fini commerciali.

La fotografia deve saper valorizzare i contenuti e di conseguenza quella che ha come protagonista il cibo è una delle più difficili in assoluto da realizzare: non si tratta di una semplice immagine da ritrarre, ma se ci pensi bene, deve saper smuovere un pensiero, agendo direttamente nel consumatore, smuovendo idee e stimolando la sua immaginazione, plasmando la scelta, fino ad arrivare a spingere la sua propensione all’acquisto.

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Luce e Profondità di Campo: due elementi chiave per fotografare il cibo

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Una buona fotografia di cibo si distingue per essere di solito estremamente luminosa e per porre in risalto il primo piano.

Nessuno fotograferebbe mai una lasagna posta a distanza e in ombra, ma tenderà invece a presentarla in tutta la sua fragranza, mostrandola in bella mostra davanti a tutto.

Luce e profondità di campo rappresentano i segreti per fotografare il cibo con qualità e buona definizione.

  • Luce: nella food photography, ossia la fotografia del cibo, la luce riveste fondamentale importanza dato che deve illuminare il protagonista dello scatto. Essa rappresenta la principale componente che è in grado di donare qualità alla foto: fotograferesti mai una persona in un ambiente buio, freddo, triste? Probabilmente no e per il cibo vale la stessa cosa, quindi luce!
    In questo genere fotografico potrebbe risultare una scelta vincente far pervenire la luminosità non con una luce diretta e perpendicolare, ma meglio propendere per una sorgente luminosa posta lateralmente come potrebbe essere ad esempio una finestra.
    Siccome a prevalere deve essere la pietanza posta nel piatto è preferibile optare per una luce soft in grado di generare minori riflessi e tenue ombre. Non ti è necessaria un’illuminazione da stadio per fotografare la meringata di tua mamma, a meno che tu non voglia trasferire un colore diverso dalla realtà.
    Troppa luminosità schiarisce eccessivamente i colori (specie nei dessert), quindi se decidi di usare il flash è bene utilizzare un modificatore di luce in grado di ammorbidirne la luce.
  • Profondità di campo: immagina il sugo di una pasta, oppure il giallo di una gustosa polenta che scioglie una fetta di formaggio. Tutto questo deve essere messo in risalto e quindi l’occhio dell’osservatore deve essere attratto da questa immagine. Niente distrazioni quindi all’interno di una fotografia di cibo. Lo sfondo deve essere comprimario e solitamente viene sfocato agendo sulla profondità di campo.
    Se non sei abile nel controllo manuale della tua fotocamera lascia che la macchina decida i tempi di scatto, mentre tu ti occuperai di agire sull’apertura del diaframma, variando così la profondità di campo.

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Errori Comuni nel Fotografare il Cibo

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Ovviamente luci e sfondi errati possono danneggiare un’immagine e non sempre la post produzione può venire incontro e risolvere ogni tipo di problema, anche se in questo caso aiuta e non poco, contribuendo a migliorare le fotografie.

Semplificando il discorso, nella fotografia del cibo è possibile imbattersi in errori che sono tipici anche della fotografia macro.

Primo fra tutti la resa dei colori. Una fotografia errata può alterare i colori e questo dipende in buona sostanza dal bilanciamento del bianco che non sempre viene calibrato manualmente, ma troppo spesso viene lasciato alla funzione automatica dello strumento fotografico.

Col corretto bilanciamento il bianco avrà una regolazione più precisa, senza trasformarsi in rosato o giallastro e di conseguenza anche tutti gli altri colori daranno effetti fedeli alla realtà.

Un secondo problema in cui potresti imbatterti nel momento in cui tu decida di fotografare il cibo riguarda la messa a fuoco. In questa specialità fotografica che vede il cibo protagonista l’importanza dei dettagli è fondamentale per la resa dell’immagine finale.

Se decidi di soffermarti su un pomodorino pachino appoggiato sulla pizza, quel particolare deve essere perfettamente nitido, se no perde di qualità non solo la fotografia che hai scattato, ma l’intero piatto.

Se non riesci a mettere a fuoco puoi iniziare innanzitutto a regolare la luminosità e successivamente agire sulla profondità di campo.

Comunque sia l’ideale è andare con una messa a fuoco impostata manualmente in un punto preciso dell’inquadratura.

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La Post Produzione della Fotografia del Cibo

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Oltre che per diletto la fotografia del cibo può avere fini commerciali ed è proprio in quest’ultimo settore che la postproduzione si rende operazione determinante per poter correggere le immagini e conferire loro un valore aggiunto.

Esse infatti devono essere perfette perché devono convincere il consumatore all’acquisto e hanno il compito di presentare il prodotto dando un senso di perfezione: ecco perché l’elaborazione tramite un software fotografico si rende utile per intensificare colori e contrasti.

Inoltre capita di lavorare con delle immagini che si presentano di grandi dimensioni e quindi un’operazione che si è soliti effettuare è il ritaglio. In questo modo tutto ciò che disturba la visione, tutto ciò che sposta la concentrazione viene eliminato facendo in modo che l’occhio e la mente si direzionino in maniera univoca sul piatto principale, solitamente posto al centro dell’immagine o comunque in spiccato primo piano.

Un effetto postproduttivo che può venire utilizzato è quello che tecnicamente viene chiamato vignettatura, grazie alla quale i bordi della foto vengono oscurati o schiariti facendoli tendere al nero o al bianco: un modo per dare rilievo all’immagine centrale, per nascondere parte dello sfondo e per “isolare” il contenuto della fotografia.

Chi è bravo con questi programmi riesce anche a creare delle situazioni personalizzate e realizzate su misura, andando a ricostruire scenari diversi da quelli in cui le fotografie sono state scattate: così avere una grigliata o un pesce al forno su un tavolo imbandito diventa un gioco da ragazzi. Basta fondere insieme due immagini differenti e comporre il tutto tramite computer.

Nella fase di post produzione è importante donare maggiore luce al cibo posto nel piatto in modo tale che possa essere ben visibile e presentato nella maniera migliore possibile illuminando anche le parti più in ombra.

Un altro utilizzo importante che potresti fare di Photoshop riguarda la pulizia delle stoviglie. Se stai fotografando una minestra all’interno della pentola, oppure un risotto impiattato alla perfezione, i contenitori devono essere perfettamente puliti ai fini fotografici. Niente sbavature, niente segni di grasso o di unto.

Un buon fotoritocco, impiegando il timbro clone oppure il comando di correzione imperfezioni è in grado di fungere da lavastoviglie, andando a pulire le imperfezioni riscontrate.

Meglio scattare in modalità raw in modo da lavorare poi su files che contengono maggiori informazioni. Non tutte le fotocamere lo consentono, ma se appena riesci è meglio propendere per questa tipologia di file.

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Idee di scatto

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A volte basta davvero poco per creare un set fotografico in casa e rendere una foto di grande effetto nonostante ritragga cose semplici di tutti i giorni.

Questo paragrafo vuole darti qualche idea in più per poterti esercitare con la fotografia del cibo, ma dovrai usare inventiva e soprattutto dovrai aver voglia di metterti in gioco e di divertirti.

  • Ambientazione rustica: puoi contestualizzare una pietanza semplice all’interno di uno scenario rustico. Castagne o crema di castagne oppure una torta casereccia disposta su un tagliere in legno o direttamente su un tavolo in legno grezzo, con qualche riccio o foglia autunnale. Potresti attrezzarti anche con della polenta disposta sul suo classico vassoio in legno con della farina intorno. In questo caso stai trasmettendo un messaggio di genuinità, di richiamo alle antiche tradizioni e potrai arricchire la scena con della frutta secca. La stessa cosa puoi destinarla nel caso in cui vorrai fotografare un tiramisù o della focaccia prodotta autonomamente in casa. Forme e superfici irregolari sapranno integrarsi alla perfezione in un’ambientazione rustica e semplice.
    Un’altra idea che mantiene un contesto rustico potrebbe riguardare le spezie: munisciti di un tavolo marrone scuro, meglio se opaco (anche un pezzo di legno va benissimo) e disponi alcune spezie in maniera ordinata in modo da ricreare una cromia accattivante e logica.
  • Ambientazione moderna: il contesto è opposto rispetto al precedente. Fai prevalere colori neutri o chiari e svuota la scena riducendo la fotografia all’essenziale. Piatti di portata semplici con forme squadrate ed eleganti, tendenzialmente bianchi oppure neri (oggi vanno di moda nei ristoranti di alta cucina), dove il cibo può risaltare nella forma e nel colore. Ricerca piccole porzioni (cucina gourmet) ben disposte, che possono infondere un senso di eleganza.
  • Composizione astratta: inventa e crea composizioni apparentemente senza logica e sforzati, grazie alla fotografia, di donar loro un significato. Abbinamenti improbabili che però trovano spazio nei menù di ristoranti stranieri (forse non lo sai ma in Olanda va di moda la polenta con la crema di nocciola). Un’alternativa è un panino fatto con i bomboloni (i krapfen) nel cui interno vi è il classico hamburger con il bacon e le salse, o ancora il gelato con le cipolle fritte. Ti assicuro che sono vere e proprie composizioni astratte di piatti che esistono realmente. Non saprei dirti se è più difficile fare una bella fotografia di questo cibo oppure mangiarlo, ma possiamo fare un patto: se realizzi una bella immagine sarai dispensato dall’assaggiare un panino fatto con burro di arachidi, banane e bacon al cioccolato.
  • Composizione curiosa: questa deve stimolare la curiosità della gente. Il cibo deve essere succulento e gustoso, ma se nello scenario aggiungi un particolare curioso, fuori dal coro, allora il gioco è fatto e il consumatore riceverà un impulso a testare l’abbinamento. Ad esempio, una bella macedonia di frutta e intorno una spruzzata di polvere di cannella, oppure delle rossissime ciliegie con del formaggio sullo sfondo, o ancora il colore delle patate, quello del rosmarino e il giallo dello zafferano a far da contorno. La parola d’ordine è osare e potrai testare diverse tipologie di fotografie creando tu stesso degli abbinamenti apparentemente improbabili, ma che sanno dare non solo colore, ma anche un certo gusto.
  • Composizione ordinata: l’ordine rappresenta una chiave di lettura fondamentale per una buona fotografia di cibo. Non solo è importante l’ordine della disposizione della pietanza sul piatto o nella composizione della scenografia, ma anche nella logica. Se stai fotografando una fetta di torta, significa che probabilmente hai raggiunto la fine del pranzo e quindi lascia intravvedere sullo sfondo un frutto (magari lo stesso con cui hai fatto la torta che stai riprendendo). L’osservatore capirà che hai mangiato bene e in maniera completa. Lo stesso vale se inserisci nel contesto anche qualche chicco di caffè, elemento che solitamente va a chiudere il pasto. Dai così un ordine logico alle portate e inserisci il cibo fotografato all’interno di un contesto ben più grande e non fine a se stesso.

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Riassunto: alcuni Consigli per fare ottima Food Photography

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Siccome la specialità fotografica richiede esperienza e giusto approccio, è fondamentale migliorare passo dopo passo, partendo dal presupposto che addirittura la resa può cambiare se si fotografano i primi piatti, i secondi o un dolce.

Ecco alcuni interessanti consigli per aumentare lo spessore qualitativo dei tuoi scatti. Ma non credere che se fotografi bene hai il diritto di mangiare ciò che hai ripreso, perché potrebbe esserci il trucco.

  • Il cibo: un buon fotografo deve saper scindere l’aspetto reale da quello fotografico. Cibo e fotografia non vanno sempre di pari passo e seppur l’immagine che bisogna lasciare è quella di una pietanza gustosa e succulenta, in realtà non è detto sia proprio così. Infatti talvolta c’è il trucco: così come un soggetto prima di un ritratto può venire truccato appositamente per l’occasione, così vale anche per il cibo. Spesso per ottenere colori vivaci e buona consistenza la cottura deve essere ridotta.
    Meglio quindi fotografare un pollo poco cotto (o addirittura non cotto) piuttosto che uno cotto giusto, così come è meglio una patata al forno estratta con 10 minuti di anticipo. A sistemare le cose poi ci pensa Photoshop, che ridona colori ed effetti.
    Un ulteriore espediente riguarda la spalmatura di oli speciali sulle carni per darle un aspetto più lucido e grasso, così da far sembrare il prodotto appena sfornato (ovviamente poi la bistecca non te la potrai mangiare).
  • Il contesto: che senso avrebbe fotografare una pizza appoggiata su un fondale bianco? Prova a posizionarla nel piatto, posto su un tavolo, con un coltello affilato e una forchetta, con dietro un bel bicchiere di birra, posto in uno spazio intermedio tra il fondo e la pizza. Meglio sempre contestualizzare il piatto e il cibo per dare un senso più ampio all’osservatore.
    Agendo sulla profondità di campo otterrai la pizza ben visibile in primo piano e il boccale di birra leggermente sfocato, ma che comunque lascerà intendere la sua funzione. Associa magari qualche elemento della ricetta di quel piatto da inserire nella composizione. A proposito di piatti, nel vero senso del termine: non impiegare piatti troppo colorati o lavorati che possono distogliere l’attenzione dal cibo.
  • Angolo di ripresa: per fotografare il cibo evita le riprese frontali, ma cerca una giusta angolazione che sappia dare delle informazioni aggiuntive sul cibo servito. Lo spessore, il sugo, la consistenza, gli ingredienti, l’accompagnamento, la decorazione. Solitamente esistono due tipologie di riprese che vanno per la maggiore: quella dall’alto e quella a livello cibo. La prima è quella che rispecchia la visione umana perché quando viene servito il cibo al tavolo il primo impatto visivo che si ha è proprio dall’alto verso il basso, la seconda serve per dare maggiori informazione su quello che sarà il piatto (porre in evidenza un ripieno oppure gli strati di una parmigiana). Per la ripresa dall’alto è fortemente consigliabile servirsi di un treppiede di sostegno con testa rotabile.
  • Regole di composizione: nemmeno il cibo sfugge alla regola dei terzi a patto che trovi la giusta contestualizzazione. Se proprio vuoi essere più scontato, devi ricercare la creatività: ciò si traduce con un “sì” alla foto centrale del cibo, a patto che poni attenzione ai particolari. Un fungo porcino adagiato sul risotto, oppure un ravanello rosso all’interno di un’insalata verde. Devi saper governare anche i contrasti cromatici perché possono darti soddisfazione e qualità fotografica. Attento a due particolari tecnicismi che possono però dare la differenza nella composizione fotografica: come ben sai puoi riprendere in verticale oppure in orizzontale. Nel primo caso il cibo verrà proiettato verso l’alto, apparirà più slanciato ed è tipico di sorbetti, vini, composizioni particolari, mentre nella seconda ipotesi tenderà ad appiattirsi ma avrai modo di inserire più elementi accessori.
  • Osare con la dinamicità: questo può essere un buon motto che ti permetterà di creare fotografie di grande effetto. Il cibo solitamente viene ritratto con una fotografia che produce un’immagine statica. Ma se provassi a rendere lo scatto più intrigante? Osa creando delle ulteriori sensazioni: immagina la presenza di piccolissime gocce di acqua sull’insalata, in grado di trasmettere senso di estrema freschezza, oppure su una bottiglia di bibita. Prova a riprendere anche il fumo emesso da un piatto di lasagne appena estratto dal forno, indice di calore e di dinamicità, così come il grasso che cola da una cottura alla griglia. Passare da una foto passiva ad una attiva è davvero un attimo e il risultato è garantito.
  • I parametri di scatto: profondità di campo ridotta, diaframmi tendenzialmente aperti con obiettivi luminosi. Queste sono le due principali caratteristiche per ottenere fantastiche fotografie di cibi. Non disdegnare un cavalletto per ridurre al massimo l’effetto del mosso dato che la fotografia dovrà essere quanto più possibile nitida. Dato che spesso si scatta in interno, puoi agire sugli ISO per innalzare la luminosità della fotografia, prestando attenzione al rumore che potrebbe verificarsi in foto (che potresti poi limitare con il fotoritocco).
    Alcune fotocamere hanno addirittura tra le scene preimpostabili la modalità cibo, segno che davvero questa tecnica sta ricoprendo sempre più spazio all’interno della fotografia moderna.
  • Provaci: quando ti viene detto che fotografare il cibo non è cosa semplice fidati! Quindi potrai migliorare tanto se vorrai dedicare qualche tempo ai test. Il bello è che non è una tecnica costosa, non ti richiede grandi accessori e nemmeno grandi spazi. Serviti di ciò che hai a casa, da il tonno messo nel piatto, agli spaghetti alla carbonara serviti da tua mamma, per arrivare alla cotoletta con le patatine fritte. Creati uno spazio che ti permetta di avere uno sfondo omogeneo, ma che al tempo stesso possa consentirti di contestualizzare il cibo.

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