Avete mai pensato ad una fotografia mossa? Non è uno scherzo, ma è quello che è possibile fare con la tecnica del Panning, ossia bloccare un oggetto all’interno di uno sfondo mosso.

Detto così parrebbe qualcosa di fuori luogo, ma in realtà è più facile vedere e capire uno scatto realizzato con questa pratica piuttosto che spiegarlo.

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Ti presento il Panning

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Siccome è sconosciuto alla maggior parte delle persone e talvolta anche a chi desidera approcciarsi al mondo della fotografia, è bene chiarire fin da subito che il panning è una tecnica di scatto creativa che prevede un effetto mosso volutamente proposto.

Il nome deriva dal verbo inglese To Pan, che, in ambito fotografico, assume il significato di scattare una panoramica, ma non quella che intendiamo comunemente riferita ad un paesaggio.

Fotografare in panning significa riprendere un soggetto in movimento e scattare fotografie muovendo la fotocamera seguendone la direzione, facendo in modo che l’inquadrato non esca mai dal mirino e rimanga sempre all’interno della scena.

Lo scopo sarà quello di ottenere fotografie in cui il protagonista apparirà fermo, nitido e ben definito, mentre tutto il resto avrà un effetto mosso, con lo scopo di trasmettere dinamicità all’immagine.

L’ideale è che il movimento da seguire sia parallelo rispetto alla tua posizione di scatto, ossia che la tua fotocamera si muova parallelamente al soggetto da riprendere.

Puoi tranquillamente tenere in mano il tuo strumento, aiutandoti con il mirino, ma se necessiti di obiettivi più ingombranti, nel caso di una reflex abbastanza pesante, potrai servirti di un monopiede oppure di un treppiede con la testa rotante.

In questi ultimi casi si è un po’ più vincolati come posizione, ma basta ragionare preventivamente sulla posizione da scegliere in base alla direzionalità del soggetto.

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Quando usare la Tecnica del Panning?

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Il panning ti consente di dare al tuo scatto fotografico un tocco in più di dinamismo e di movimento. E’ una pratica che si utilizza spesso nella fotografia sportiva, soprattutto quando vi sono traiettorie prevedibili e direzionali.

Una corsa podistica, una gara automobilistica, una corsa ciclistica, rappresentano delle situazioni ideali in ambito sportivo per poter mettere in pratica la tecnica del panning: velocità di movimento più o meno costanti, direzionalità univoca e passaggi spesso ripetitivi facilitano l’applicazione pratica del panning e consentono anche un certo margine di errore, nel senso che durante la corsa si ripresentano altre situazioni per poter scattare.

Diversamente riprendere un volo di un gabbiano appare questione piuttosto difficile e con meno margine di errore in quanto non è detto che un altro gabbiano possa ripercorrere la stessa traiettoria. Quindi in questo caso è necessario avere una certa esperienza.

Il panning lo si utilizza anche quando si fotografano le automobili in sede di presentazione e test: hai mai sfogliato le riviste del settore?

Se lo hai fatto almeno una volta in vita tua avrai certamente osservato come in molte fotografie (spesso anche in copertina) l’auto protagonista del servizio sia perfettamente visibile, nitida a fuoco, mentre lo sfondo appare confuso, mosso e striato.

Che l’auto sia in movimento lo capisci osservando le ruote: carrozzeria perfettamente congelata e statica, ma ruote e sfondo mossi, per una fotografia che trasmette dinamismo e attività.

Le stesse caratteristiche puoi pensare di riproporle mediante una fotografia di un cavallo in azione durante una gara ippica o più semplicemente in un maneggio, ma più in generale anche la fotografia degli animali si presta alla tecnica che stiamo descrivendo.

Se il tuo scopo è quello di produrre una fotografia dalla forte connotazione artistica puoi ricorrere sempre all’impiego del panning, cercando magari uno sfondo piuttosto colorato e giocare proprio con l’effetto mosso che otterrai.

Si riescono a impiegare immagini scattate in questo modo per scopi pubblicitari oppure commerciali, ma anche per porre in risalto l’oggetto della foto, staccandolo completamente dallo sfondo.

Quello che muta tra una scena e l’altra è il movimento con cui muoverai la macchina fotografica: esso deve essere conforme alla velocità del soggetto.

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La scelta degli Obiettivi

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L’ottica risulta importante in base a ciò che fotografi.

Puoi fare panning quando hai una certa distanza dal soggetto. Averlo troppo vicino non è consigliabile e difficilmente riuscirai ad ottenere un risultato qualitativamente valido.

Un suggerimento è quello di fare in modo di avere una scena contestualizzata in un determinato contesto dato che nell’inquadratura devono rientrarci sia il soggetto che lo sfondo. Un’immagine senza sfondo non si potrà definire in panning.

E’ intuitivo che se intendi fotografare la migrazione degli uccelli dovrai avere un minimo di zoom a meno che tu non stia realizzando lo scatto da un velivolo o da un deltaplano.

Lo stesso dicasi per un animale in corsa, il quale non potrai certo riprenderlo da pochi metri. In questo caso puoi attrezzare il tuo strumento con uno zoom tale che ti consenta anche di aiutare lo sfondo a sfocarsi (almeno un 200 mm, ma l’ideale sarebbe poter utilizzare anche una focale di 400 mm), riducendo la profondità di campo.

Un obiettivo simile ti semplificherà la vita in caso di fotografia di animali. Per questo genere di fotografia sono da preferire le focali fisse per avere maggiore luminosità e soprattutto più definizione, ma ovviamente il costo appare elevato.

In altri casi la scelta dell’obiettivo dipende sempre dalla distanza in cui ci si apposta. La cosa importante è che il soggetto che si intende riprendere rientri interamente nell’inquadratura e anche in questo caso è utile poter fare delle prove.

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Come impostare la fotocamera per il Panning

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Per effettuare il panning non serve un’attrezzatura speciale ed è infatti una pratica fattibile anche con le normali fotocamere compatte, ma ciò che cambierà sarà la qualità dell’immagine ottenuta.

E’ facile intuire che questa tecnica sarà applicata al meglio qualora si disponga di una macchina fotografica performante, che permetta un certo controllo.

Un suggerimento è quello di impostare la fotocamera sulla modalità di scatto manuale oppure in priorità dei tempi (sigla T, TV o S a seconda dei modelli). Così facendo avrai un maggior controllo sul tempo di esposizione che è poi il parametro principale che serve gestire in caso di panning.

Infatti per poter scattare con qualità dovrai optare per un tempo non troppo veloce in quanto dovrà essere in grado di creare l’effetto mosso relativamente allo sfondo.

Tutto così semplice? Assolutamente no, perché deve esserci anche l’abilità e la manualità del fotografo. Abbiamo scritto che il panning deve ritrarre un soggetto nitido e definito all’interno di uno scenario mosso.

Il difficile consiste nel congelare il movimento del soggetto in primo piano. Per farlo è necessario spostare la fotocamera in direzione del movimento ad una velocità che consenta di “compensare” il tempo di esposizione impostato, in modo da non far risultare mossa anche la parte dell’immagine che dovrebbe apparire nitida.

Con la tecnica del panning, tanto per lasciare un riferimento, nella maggior parte delle situazioni, difficilmente si utilizzeranno tempi di scatto superiori a 1/60 di secondo.

In linea di massima si dovrebbe riuscire a scegliere un tempo di esposizione che sia consono alla velocità con cui il soggetto in movimento si sporta, analizzando inoltre altri fattori, quali la distanza del soggetto rispetto al punto di scatto, la traiettoria di movimento e l’effetto che si vuole donare all’immagine finale.

Nitidezza e movimento solitamente sono inversamente proporzionali: maggior nitidezza corrisponde a minor sensazione di movimento.

Un piccolo trucco per scegliere il timing più giusto è quello di mettere in modalità automatica e vedere cosa propone la fotocamera, poi in modalità manuale ridurre di un paio di stop. Così facendo è possibile anche ottenere ottimi effetti di panning anche con tempo di 1/30 di secondo, valore più o meno ideale per poter partire nell’ambito della fotografia sportiva in panning e poi regolarsi di conseguenza.

Un altro parametro da regolare è la messa a fuoco: meglio scegliere un autofocus che sia continuo, lasciando il compito alla fotocamera di regolarsi sulla base delle impostazioni automatiche preimpostate.

Un consiglio che risulta essere determinante per la resa della fotografia è il seguente: per la messa a fuoco selezionare un’area singola e dinamica che permetta di seguire costantemente l’oggetto in movimento, mantenendolo sempre inquadrato in quella porzione di spazio (ad esempio un’automobile oppure un gabbiano, o un centometrista).

Nel panning l’effetto mosso è voluto, quindi è utile disabilitare i sistemi di stabilizzazione per evitare la compensazione che la fotocamera tenterà di fare nel caso in cui fossero attivati.

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Come fare Panning

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Ora che hai impostato il tuo mezzo fotografico, puoi iniziare a provare a mettere in pratica quanto hai appreso.

  • Posizionamento: scegli innanzitutto una buona posizione, che possa darti ampio raggio d’azione, che ti consenta una visuale aperta, ma che ti lasci anche al riparo da pericoli. Infatti se lo scopo è fotografare soggetti oppure oggetti in movimento, non dovrai trovarti in traiettoria. Quindi il segreto è: mettiti al sicuro, protetto, ma al tempo stesso in una posizione che ti permetta di avere la piena visuale della scena. Se vedi il soggetto arrivare hai più tempo per capire la sua velocità, la sua direzione, la sua traiettoria e di conseguenza anche inquadrarlo. Se sei in un posto dove invece giunge improvvisamente, il tuo panning avrà pochissime probabilità di uscire bene e se lo sarà significa che in quel momento la fortuna è stata tua alleata.
  • Prove: se la posizione che hai scelto è buona allora potrai iniziare a fare delle prove, anche senza scattare. Puoi testare la tua velocità di reazione e di movimento della fotocamera e dovrai andare alla stessa velocità del soggetto per averlo sempre inquadrato nella scena. Puoi premere a metà il pulsante di scatto per capire la messa a fuoco e valutare se hai un movimento consono allo scopo.
  • Scatto multiplo: un singolo scatto sarebbe rischioso in quanto è praticamente impossibile, a meno che tu non sia un grande esperto di panning, ottenere al primo colpo una foto degna di menzione sulle più importanti riviste di settore. Quindi meglio propendere per la sequenza a raffica e premere con decisione il pulsante fino a fine corsa.
  • Movimento: meglio farlo roteando il busto mantenendo fermi i piedi e le gambe, generando una rotazione fluida. Questo consente di limitare le vibrazioni verticali dettate dal movimento. Piedi ben piantati a terra in posizione solida e il più possibile stabile. Fotocamera ben appoggiata al volto con presa salda e sicura, che rappresenti un tutt’uno con il busto. L’ideale sarebbe avere unicamente mobile lo snodo rappresentato dall’articolazione del bacino.
  • Chiusura: non credere che una volta che il soggetto stia uscendo dalla scena il tuo compito sia finito. Ricorda che hai un tempo di scatto piuttosto lento quindi meglio sprecare un paio di scatti in più ma aver la certezza che l’otturatore si sia poi chiuso prima di staccare e guardare sullo schermo i tuoi capolavori. Un centometrista non deve assolutamente rallentare a 5 metri dalla linea del traguardo e tu dovrai fare lo stesso anche quando stai perdendo l’inquadratura.

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Perché scattare in Panning

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Scattare in panning è difficile ma la resa di una immagine di qualità è direttamente proporzionale alle difficoltà che si incontrano. In poche parole vale la pena provare a gestire e superare le difficoltà perché ciò che si ottiene potrà essere realmente di grande effetto.

Se hai acquistato obiettivi super tecnologici, costosissimi, con tutti i sistemi di stabilizzazione per ridurre o eliminare l’effetto mosso, mettili da parte perché in questa occasione non ti saranno di grande aiuto, ma anzi, peggioreranno l’esito del tuo lavoro.

Allora ti starai chiedendo il motivo per il quale in generale uno cerca di ridurre il più possibile l’effetto mosso, mentre in questa situazione tale effetto è proprio voluto, desiderato, ambìto e sono certo che ti arrabbierai se non dovessi riuscire ad ottenerlo.

La risposta a questo tuo lecito quesito è subito intuitiva e immediata: il panning serve per dare un senso estremamente dinamico alla fotografia.

La foto è qualcosa di statico, che si ottiene congelando un movimento. Ma se l’azione che si è ripresa fosse talmente bella, come si fa a renderla più viva agli occhi di chi la osserverà grazie ad un’immagine? Il panning rappresenta un modo per assolvere a questo difficile compito, ossia quello di trasformare un’immagine statica in una dinamica.

Se stai riprendendo una corsa ciclistica oppure automobilistica, con il panning puoi trasmettere il movimento, la velocità del veicolo o del soggetto.

In buona sostanza, ogni qual volta tu vorrai esprimere un movimento, potrai farlo scattando con la tecnica del panning, utile per aiutare l’osservatore a comprendere l’istante precedente e quello successivo all’immagine, suggerendo proprio alcune particolarità che aiutano l’immaginazione di chi guarda la fotografia.

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Panning in Movimento

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Se uno dei tuoi sogni nella vita è quello di andare a fare un safari fotografico, potrai trovarti in diverse situazioni ideali per poter esprimere in tutto il proprio splendore la tua tecnica di panning (e forse un pochino sarà pure merito di questo articolo che stai leggendo).

Ti troverai nella situazione di poter fotografare gli animali in corsa mentre tu non sarai fermo, ma starai sopra ad una vecchia jeep fuoristrada che sta lasciando dietro di sé della gran polvere.

Ma a te interessa ciò che starà al tuo fianco, ovvero quella gazzella che vedi correre proprio accanto alla jeep. all’interno di questo scenario sei già avvantaggiato perché tu già sarai in movimento e lo sfondo della tua fotografia verrà automaticamente mosso.

Quindi ti basterà puntare la gazzella e scattare cercando però di compensare eventualmente la differenza di velocità tra il mezzo motorizzato e il quadrupede.

Un altro esempio di panning in movimento può riguardare uno scatto da un treno oppure da una barca. Anche in queste situazioni è importante valutare le differenze di velocità, ma basterà un pizzico di pratica che potrai certamente ottenere risultati fantastici.

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Doppio mosso sì, ma…non vale il contrario!

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Non fare il furbo: non potrai definire di aver fatto una foto in panning se terrai la fotocamera ferma e fotograferai il movimento del soggetto lasciando che esso attraversi l’inquadratura.

Questo non è panning. Così facendo otterrai l’esatto contrario, ossia lo sfondo perfettamente fermo e la scia del movimento del soggetto che caratterizzerà la fotografia.

Questo è un altro effetto e un’altra tecnica (detta anche immobilità), ma attenzione, perché con i parametri del panning è possibile che nemmeno riuscirai a capire se chi ti ha attraversato la scena sia un ufo oppure una moto.

Quindi concentrati sul movimento della fotocamera.

A proposito di movimento, puoi trovare una via di mezzo: se muovi la fotocamera ad una velocità non consona al soggetto, potrai ottenere un doppio effetto mosso. Una lieve scia dell’inquadrato è ammessa, così come è ammesso considerare un’immagine lievemente mossa, a patto che però l’effetto sia differente rispetto allo sfondo.

Vi sono esempi di fotografie che ritraggono un bambino che si dondola in altalena che appare leggermente mosso, mentre lo sfondo è fortemente mosso. Questa tecnica rientra nel panning fintanto che il doppio mosso sia percepibile e distinguibile da chi osserva.

Per migliorare la tecnica e soprattutto la resa, se sei abbastanza vicino al soggetto da fotografare, potrai aiutarti con un piccolo colpo di flash sulla seconda tendina, ossia dare una leggera luminosità in più al soggetto in avvicinamento in maniera tale che questo possa risultare più nitido e a fuoco.

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Panning e Post-Produzione

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La post produzione per le fotografie scattate in panning è importante ma non certo determinante. Premettendo che con alcuni software di elaborazione grafica è possibile fare un panning falso, ovvero partendo da una fotografia normale e trasformandola totalmente, quando la sorgente è un’immagine ottenuta con la tecnica del panning tali tipi di programmi intervengono solamente in ottica migliorativa, ma non di trasformazione.

Sono fondamentalmente due gli interventi che sono maggiormente richiesti, uno per lo sfondo e l’altro per il soggetto inquadrato.

Photoshop o simili possono essere d’aiuto per donare un po’ più di nitidezza alla figura in primo piano, offrendo un effetto capace di conferire alla fotografia una certa tridimensionalità. Parimenti è possibile sfocare ancor più lo sfondo, condizione tipica del panning.

In poche parole devi esser bravo tu a dare a Photoshop uno scatto già di buona qualità per poi cercare al computer di poter migliorare i dettagli grazie all’ausilio di maschere apposite. Partendo invece da una foto che ritrae l’oggetto eccessivamente mosso, non è possibile agire in chissà che forma, quindi non farti troppe illusioni.

Nell’applicazione della tecnica del panning non vale pensare di scattare la foto in qualche modo per poi correggerla con il software dedicato, in quanto spesso non è praticamente possibile. Il tempo speso sarebbe comunque superiore al tentativo di scatto di un’altra fotografia, con la probabilità di ottenere un risultato migliore con quest’ultima.

E’ possibile invece, da due foto, ricavarne una con effetto panning, sovrapponendo, a uno sfondo che andrai a sfocare con il programma di fotoritocco, un soggetto nitido e fermo, ritagliando perfettamente il contorni.

Un esempio è quello di una macchina in corsa che viene presa e inserita all’interno di una fotografia nuova che presenta uno sfondo ampiamente sfocato con l’ausilio del programma.

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Riassunto e Consigli

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Se vuoi diventare un ottimo panner, ovvero colui il quale sa fotografare in panning con ottima padronanza della tecnica, devi procedere con ordine e con precisione senza tralasciare nulla, soprattutto se hai la percezione che l’occasione che stai aspettando difficilmente potrà ripetersi a breve.

Ecco una sintesi della tecnica e alcuni consigli pratici da seguire affinché tu possa incrementare la tua esperienza e acquisire maggior praticità.

  • Scegli bene la posizione perché è determinante per la riuscita della fotografia. In sicurezza, visuale aperta e postura ben salda e stabile.
  • Scegli l’ottica più idonea in base al tipo di fotografia che vorrai ottenere e sulla base della distanza del soggetto.
  • Disattiva lo stabilizzatore e imposta la macchina secondo la modalità manuale oppure in priorità di tempi in quanto sarà proprio l’esposizione il parametro principale che dovrai variare.
  • Messa a fuoco automatica mediante autofocus e punto di messa a fuoco dinamico (alcune fotocamere lo indicano con Tracking tale modalità).
  • Sforzati di intuire velocità e direzione di movimento del soggetto da riprendere.
  • Imposta la fotocamera sullo scatto a raffica.
  • Una volta inquadrato fai in modo che questo rimanga il più possibile all’interno della scena ripresa, ruotando il busto in modo fluido nella direzione parallela al movimento che vuoi riprendere.
  • Non farti facili illusioni rivedendo le foto sul minuscolo schermo della tua fotocamera. Le dimensioni dello schermo di fatto migliorano l’impatto visivo, ma una volta che andrai ad inserire la scheda di memoria nel tuo computer potrai accorgerti che quello che hai visto sulla macchina fotografica come perfettamente fermo, in realtà mostra chiari segni di mosso. Questo deve incentivarti ad andare avanti a scattare e a fare alcuni tentativi. Un panning che potrai giudicare perfetto dallo schermo LCD della fotocamera, potrà risultare invece mediocre dallo schermo di un tablet o del computer di casa.

Mettendo in pratica questi suggerimenti potrai avere una buona base di partenza per poter divertirti a scattare fotografie con la tecnica del panning.

Se ti approcci a questo mondo, il consiglio è quello di iniziare dalle situazioni più semplici, come ad esempio una corsa podistica o una gara ciclistica. In alternativa puoi recarti in un luogo ove vi sono i cavalli in corsa oppure metterti a fotografare le auto che passano lungo la strada (e se qualcuno ti scambierà per un autovelox, poco male).

Prova a scattare e non essere timido, ma soprattutto non ti scoraggiare se il risultato fosse sotto le tue attese: il panning è una pratica difficile e complessa che non si risolve in breve tempo e soprattutto non è detto che vi siano sempre le condizioni per poterlo praticare.

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