“Quante volte ti sei trovato a fotografare bambini in diverse occasioni e le fotografie ti sono uscite mosse?”

La difficoltà principale è proprio questa. Che tu stia per scattare una fotografia con il nuovo smartphone oppure che tu sia provvisto della fotocamera più costosa regalatati da tuo cugino, esistono delle peculiarità che la fotografia ai piccoli richiede.

Risulta sempre importante un concetto chiave che deve fare da filo conduttore quando si decide di fotografare bambini: essi non devono essere mero oggetto della fotografia, ma devono essere trattati con rispetto durante la sessione di scatto, cercando di creare una certa empatia.

Il fotografo deve essere anche un po’ psicologo con i più piccoli per meglio comprendere dove e come agire per poter effettuare una buona sessione.

La fotografia di bambini trova molto spazio ed è un settore in forte crescita grazie soprattutto alla tecnologia digitale.

Fotografare bambini significa avere a che fare con un soggetto in continuo movimento con la possibilità che gli scatti escano mossi o poco a fuoco. Con la pellicola era una pratica che si rivelava fortemente rischiosa mentre con la fotografia moderna digitale è possibile immediatamente rendersi conto del risultato.

La fotografa che ha portato alla ribalta questo genere fotografico è Anne Geddes, probabilmente la fotografa NewBorn (la nicchia fotografica che si pone come obiettivo quello di fotografare bambini appena nati) più famosa al mondo.

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Un Soggetto (quasi sempre) fuori controllo!

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Innanzitutto è importante inquadrare il soggetto non nel senso fotografico del termine, ma comprendere chi si ha davanti, studiarlo, capirlo, osservarlo attentamente per qualche tempo e solo in questo modo potrai poi riuscire in uno scatto d’autore.

Fotografare un bambino appena nato richiede una procedura decisamente diversa rispetto a quella richiesta dalla foto di un bambino di 2 anni oppure di 4 o di 8.

Ciascuna età potrebbe dunque nascondere un’insidia particolare che va tenuta in considerazione sulla base del comportamento del soggetto.

Nel loro percorso di crescita i bambini mutano rapidamente, evolvono nel tempo e anche i loro movimenti variano rendendo a volte impossibile la realizzazione di una bella fotografia. E’ necessario quindi adeguarsi e tenersi pronti a mutare i parametri della fotocamera oppure, addirittura, a rimandare la sessione fotografica per indisponibilità del soggetto.

  • Neonati: fotografare i bambini appena nati risulta abbastanza agevole. Per la maggior parte del tempo dormono e quando sono svegli risultano piuttosto tranquilli. In gergo si chiama NewBorn Photography (o Born Photography) e sta riscuotendo molto successo tra i fotografi professionisti.
  • Bambini fino a 2 anni: anche se in realtà esistono diversi stadi, un bambino da quando inizia a camminare a quando apprende le prime parole e i primi comportamenti, muta più volte stato e quindi dal punto di vista fotografico esistono delle difficoltà da considerare, come ad esempio la possibilità remota di scattare una fotografia in posa.
  • Bambini fino a 4 anni: il bimbo inizia a socializzare con gli altri amichetti e quindi cambiano i contesti in cui è possibile scattare una fotografia. Le prime feste di compleanno, i primi mesi di scuola materna, le prime reazioni. Il fotografo può dunque testare il soggetto in ambienti diversi creando anche delle immagini differenti rispetto a quelle che ritraggono il bambino in ambito casalingo, tipico degli stadi precedenti.
  • Bambini oltre 4 anni: fotografare un bambino di 5-6 anni appare piuttosto semplice in quanto il soggetto è in grado di comprendere cosa sta avvenendo e di conseguenza capisce perfettamente cosa significa mettersi in posa.

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La NewBorn Photography: Creatività a tutta Potenza!

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Come accennato è una specialità che sta assumendo sempre più importanza, un po’ per moda e un po’ per diletto.

Il ruolo del fotografo assume rilevanza centrale: passare da una foto scontata ad una artistica non è compito affatto semplice.

Bisogna tener presente che il pargolo ha visto le prime luci del mondo da pochissimi istanti, da pochi giorni e non è affatto consapevole del luogo in cui sia stato proiettato.

Il concetto di posa non esiste, ma in questo caso non dovrebbe essere un problema dato che un neonato tende a dormire abbastanza spesso e quindi appare come un soggetto tendenzialmente fermo.

La differenza tra una fotografia banale e una di qualità la fa la creatività del fotografo, il quale dovrà essere bravo a immortalare il bambino sia nei giorni di festa che nella normale quotidianità. Lo scopo del bravo fotografo è quello di rendersi testimone di un momento unico nel tempo che deve saper trasmettere le medesime emozioni di quell’istante anche ad anni di distanza, quando si riguarderanno le fotografie estratte ad una ad una dal cassetto dei ricordi.

Estrarre i veri sentimenti consente di ottenere delle immagini cariche di forti emozioni che restano nel cuore sia dei genitori ma anche del bambino, il quale sarà in grado di apprezzarle una volta cresciuto. Gli scatti possono essere effettuati a casa oppure in uno studio dove viene allestito un set vero e proprio (come nella foto qui sopra).

Newborn Photography in studio: questa pratica sta riscuotendo un incredibile successo tra le neo mamme e i nuovi papà. In pratica si tratta di foto scattate ai neonati in uno studio fotografico da parte di fotografi professionisti, i quali sono provvisti dell’attrezzatura necessaria per ricreare degli scenari improbabili, di fantasia, studiati sia a tavolino che sul momento, in base alla situazione.

Il fotografo allestisce l’ambiente inserendo anche qualche elemento di contorno che può arricchire la scena anche sotto l’aspetto cromatico.

Appare quindi frequente imbattersi in immagini che ritraggono i piccoli dormienti inseriti all’interno di un fiore, oppure posti sul fondale marino, o ancora immersi magicamente in un campo di girasoli, collocati in una cesta. Le possibilità sono molte e sta a chi scatta decidere come posizionare il soggetto in modo delicato e consono all’effetto che si desidera ottenere.

Una seconda possibilità è quella di riprendere il pargoletto durante la sua attività quotidiana: mentre piange, quando si appresta ad essere cambiato, durante un piccolo riposino pomeridiano nel suo tenero lettino, oppure intento ad essere asciugato dopo il primo bagnetto.

Un servizio di born photography viene svolto solitamente entro i primi 15 giorni dalla nascita proprio per immortalare le prime smorfie, le prime espressioni del piccolo neonato.

Una fotografa molto in voga in tema e riconosciuta a livello mondiale è l’australiana Anne Geddes.

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Fotografare Bambini all’Aperto

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Se la Newborn Photography si svolge prevalentemente al chiuso, fotografare bambini all’aperto è una situazione abbastanza usuale e divertente, soprattutto se i protagonisti hanno già qualche annetto.

Immortalare il primo giorno di scuola o di asilo è un ricordo che si stampa nel cuore dei genitori, così come la prima festicciola per il suo compleanno con gli amici.

Quando un piccolo amico è all’aperto trova suo miglior agio nell’erba, rotolandosi, sporcandosi e giocando con una palla magari più grande di loro. Sono queste le situazioni migliori in cui ritrovare la spontaneità dei bambini e imprimerle nella tua scheda di memoria.

L’ambiente esterno consente di beneficiare della luce naturale: tutti noi sappiamo benissimo come la luce sia l’elemento più importante per un fotografo.

L’ideale è avere a disposizione la luce della prima mattina oppure del tramonto perché genera delle ombre che sono più facilmente controllabili illuminando maggiormente il viso del soggetto. Scattare con il sole laterale al bambino può essere un buon consiglio per ottenere ottimi risultati.

Non disdegnare il flash anche nelle ore del mezzogiorno in quanto aiuta a smorzare le ombre dure tipiche di quel momento, schiarendo di fatto il viso.

Ti sarà d’aiuto leggere i seguenti articoli per fotografare bambini:

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Attrezzatura Fotografica per Fotografare Bambini

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Se decidi di fotografare bambini ti serve un’attrezzatura il cui livello (e prezzo) sarà direttamente proporzionale a ciò che tu vorrai ottenere.

Premesso che è possibile scattare fotografie anche con un normale smartphone o con una fotocamera compatta, disporre di una buona reflex o di una buona mirrorless con un’ottima dotazione ottica è l’ideale.

  • Obiettivo: avendo a che fare difficilmente con uno scatto in posa, è facile trovarsi in situazioni in cui il bambino si posiziona in ombra oppure in aree scure. Disporre di obiettivi particolarmente luminosi può essere sicuramente un grande vantaggio. Se ti poni al suo livello e nei suoi pressi potrebbe non esser necessario un teleobiettivo. Disponendo di un 135 oppure di un 200 potrai avere maggior flessibilità di azione provando a scattare anche ad una certa distanza a sua insaputa per meglio cogliere le diverse espressioni.
  • Fotocamera: con una reflex o con una mirrorless è possibile ottenere risultati qualitativamente ottimali data la possibilità di regolare manualmente molti parametri. Inoltre è possibile beneficiare di un sensore più grande rispetto ad altri tipi di macchine, in grado quindi di catturare più luce, a vantaggio della luminosità dell’immagine. Molte fotocamere bridge oppure anche le più evolute compatte, spesso dispongono di modalità automatizzate per riprendere i bambini: per questo motivo è possibile scattare discrete foto anche con questo tipo di strumentazione.
  • Pazienza: anche se non è un oggetto tangibile, deve fare da corredo a ciascun fotografo, dal professionista a quello amatoriale o improvvisato. Fotografare bambini richiede pazienza perché è necessario cogliere il momento giusto, il quale non è detto che possa avvenire nell’immediato.
    Devi mettere in conto la possibilità di interrompere il lavoro nel caso in cui il tuo piccolo protagonista vada nutrito, cambiato, calmato o riaddormentato. Prima di ottenere una foto accettabile magari devi considerare l’eventualità di sprecarne qualche decina. Questo è il vantaggio delle macchine digitali, ma senza aver fretta.

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Tecnica Fotografica e Parametri di Scatto

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La tecnica fotografica per fotografare bambini da seguire è sostanzialmente quella che richiama alla fotografia ritrattistica, applicando però qualche piccola variazione che risulterà essere determinante per la buona riuscita dell’immagine.

  • Messa a fuoco: l’obiettivo deve essere puntato sugli occhi, proprio come nei ritratti. Non è semplice però focalizzare lo sguardo di un bambino sempre in movimento. Diversamente se il piccolo sta dormendo oppure fosse in posa tale operazione risulterà più semplice (ad esempio quando ha un’età superiore ai 3 anni è possibile).
  • Tempo di scatto: il timing potrà cambiare a seconda della situazione. Le difficoltà maggiori le incontrerai quando i piccoli stanno giocando in quanto saranno sempre in eterno movimento. In questo caso le foto migliori risulteranno essere quelle realizzate con tempi di scatto impostato ad almeno 1/250, premiando quindi tempi di esposizione rapidi. Anche con bambini in movimento è possibile preferire tempi un po’ più lunghi ricreando un effetto mosso, ma attenzione perché non è affatto semplice e si rischia di perdere il focus.
  • Apertura diaframma: un diaframma aperto unito ad un tempo veloce di scatto consente di avere uno sfondo volutamente sfocato ponendo però in risalto il volto del bambino. Diversamente, una foto più statica, può richiedere una profondità di campo omogenea in modo da riprendere in maniera distinta anche lo sfondo (classico esempio di fotografie in studio).
  • Luce: molto importante è la luce, la cui fonte deve provenire preferibilmente da un lato e mai frontale o perpendicolare al bambino. Cerca il più possibile di sfruttare la luce naturale.
  • Flash: l’utilizzo del flash da un lato sicuramente aiuta, ma devi prestare la massima attenzione a smorzare il più possibile la sua luce per non infastidire il bambino e creargli problemi alla vista. Evita quindi i riflettori da stadio accesi nel lettuccio: non stai fotografando nè un calcio di rigore nè una voleè di un abile tennista. Stai scattando fotografie ad un bambino che può avere 2 giorni di vita così come 5 anni e non puoi pensare che abbia già una vista in grado di sopportare la luce di un lampo. Meglio utilizzare flash molto leggeri o meglio illuminare il viso del soggetto grazie ad un pannello riflettente.
  • Sovraesposizione: è un piccolo trucco che permette di compensare una mancanza di luminosità e di dare all’immagine un aspetto più delicato, ottenendo quell’effetto pelle di pesca che non sempre è ottenibile sulla pelle del bambino. Attento a non abusare però: a volte basta incrementare di 1/3.
  • Scatto multiplo: scattare con la raffica attiva è cosa intelligente perchè hai più possibilità di congelare il momento, riducendo la probabilità di ottenere uno spiacevole effetto mosso. Scatta tanto e non stancarti di farlo.
  • Posizione: per la riuscita di una fotografia è determinante la posizione dalla quale essa viene scattata. Uno dei segreti principali della fotografia di bambini è quello di mettersi al loro livello.
    Non temere di abbassarti, di gattonare con loro, di porsi sul loro stesso piano. Così ti vedranno come uno di loro e saranno incuriositi dalla tua fotocamera. Se giochi con lui, non necessiti di teleobiettivi e quindi evita di montarli, ma avvicinati tu al loro con circospezione, cercando di creare la fiducia reciproca necessaria. Il bambino è solo piccolo ma non è stupido. Se lo chiami 5 volte per farlo voltare nel giro di un minuto alla fine capisce e non ti ascolterà più e tu potrai dire addio alle tue foto. Inoltre scattare in piedi indirizzando lo sguardo della fotocamera a terra nell’area in cui gioca il bambino è spesso controproducente e non ti consente di ottenere scatti d’effetto.
  • Scenario: puoi decidere di ricostruire qualcosa di particolare in cui inserire il piccolo. Un contesto speciale oppure fantasioso può aiutarti a creare una fotografia quanto più possibile simpatica e inusuale, ma ricordati che hai a che fare con un bambino e che devi salvaguardare la sua incolumità e sicurezza. Fai in modo che non abbia capelli che coprano disordinatamente il volto e verifica che abbiano il viso pulito. Punta molto sui colori a contrasto, come potrebbe essere un accessorio rosso oppure verde, colori che danno tono e vita all’immagine. Nell’ambientazione in studio è meglio servirsi di fondali in tinta unita e preferibilmente con tinte pastello: grigio, rosa, lilla, azzurro, paglia, blu, verde chiaro sono i colori più gettonati in quanto consentono di non distrarre l’attenzione dal soggetto protagonista.

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I Principali Errori da evitare nel Fotografare Bambini

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Il bambino sa anche essere dispettoso: se non ti rendi simpatico e interessante allora il tuo lavoro di fotografo con lui troverà molto filo da torcere e risulterà essere molto difficile.
Esistono alcuni errori in cui è facile incappare durante una sessione fotografica a bambini e il tuo obiettivo è quello di evitarli il più possibile. Guadagnerai in tempo e in qualità delle immagini.

  • Nervosismo: non devi apparire nervoso e iracondo. Se oggi è per te una giornata storta, allora evita di fotografare bambini. Lui non c’entra nulla col tuo nervosismo e quindi merita di essere lasciato in pace. I bimbi, soprattutto piccoli, avvertono lo stato d’animo delle persone che gli stanno accanto. Scatta domani piuttosto!
  • Genitori: lasciali a margine. Un conto è scattare le fotografie a loro con in braccio il bambino, altro è inquadrare unicamente il piccolo e dedicarsi a lui. Non lasciare che essi possano interferire con il tuo agire. E’ giusto che stiano in zona, ma unicamente come osservatori. Il bambino non deve essere distratto ma deve muoversi ed esser libero di esprimersi senza forzature e tu, fotografo provetto, devi fare lo stesso.
  • Evita troppi dialoghi: “Girati”, “Ehi piccolino”, “Ridi”. Lascia perdere. Non è un robot il tuo protagonista, ma un bambino che non sempre è in grado di comprendere il significato di ciò che tu gli stai dicendo e continuando a stimolarlo in questo modo, con queste piccole parole pronunciate con tono di voce infantile o troppo grave, altro non farai che infastidirlo. Chiamalo poche volte, dialoga con lui in modo intelligente cercando di metterlo a proprio agio.
  • Non porsi al suo livello: errore gravissimo, forse il più grave possibile. Piegati e scendi alla sua altezza, gioca con i suoi pelouches e fallo ridere. Otterrai delle fotografie stupende. Il protagonista e lui ma per valorizzarlo tu devi prender parte alla scena.
  • Non rispettare le regole: in fotografia ci sono delle regole basilari che anche in questo caso vanno rispettate. Fotografare bambini sarà divertente e stancante al tempo stesso, ma potrai ottenere grandi risultati se sarai capace di scattare con spontaneità nel rispetto di alcuni principi, come ad esempio la regola dei terzi. Questa vale sia per immagini statiche che per immagini in movimento. Pretendere che la creatura guardi fissa nell’obiettivo della tua macchina fotografica sarà la principale via per ottenere una fotografia spenta e costruita a discapito della spontaneità. Regola dei terzi e sguardo rivolto verso i 2/3 rimanenti dell’inquadratura è una regola che a grandi linee vale sempre. Puoi azzardare scatti diversi, anche in controtendenza, ma attenzione a come li costruisci.

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La Post-Produzione

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Servirsi di software (come Lightroom e Photoshop) in grado di consentire modifiche alle fotografie in post produzione significa avere a disposizione un ottimo sistema per poter correggere alcuni errori di inquadratura e di esposizione.

Inoltre nelle immagini di bambini è possibile riscontrare delle zone particolarmente in ombra, modificabili proprio grazie a uno di questi programmi in grado di schiarire le parti più scure. L’ideale sarebbe di avere soggetto e sfondo illuminato dalla stessa fonte di luce ma non sempre ciò è possibile. In post-produzione si possono correggere le immagini agendo su contrasto e luminosità.

Un altro intervento sicuramente comodo e pratico riguarda il perfezionamento dello sfondo o la “pulizia” del bambino.

La logica richiede un soggetto che sia vestito in modo pulito, senza macchie sui vestitini e senza il viso imbrattato. Osservando la fotografia al computer è facile accorgersi di imperfezioni eliminabili con un semplice click di mouse.

Un fotografo abile con programmi in stile Photoshop può essere in grado di creare delle sovrapposizioni di immagini improbabili e di conseguenza divertenti: un bambino che spunta da un vaso, oppure posto all’interno di una rosa gigante o ancora alle prese con oggetti speciali. L’elaborazione fotografica trova riscontro in più situazioni.

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Alcuni Esempi ed Idee per Fotografare Bambini

Parti da un presupposto importante: anche se la tua fotografia non sarà d’autore e non riscuoterà tecnicamente pareri perfetti, con un bimbo nella scena strapperà certamente qualche sorriso e qualche like sui social network se deciderai di condividerla.

Questo perché il tema bambino attira la curiosità delle persone, smuove sentimenti e intenerisce i cuori. Quindi diciamo che hai un certo margine di errore che ti verrà perdonato. Ma non montarti la testa che allora vada bene tutto perché così non è. L’uomo non perdona in eterno.

Sforzati sempre quindi di trovare nuovi contesti per poter generare nel pargolo sempre espressioni buffe e simpatiche in grado di catturare l’attenzione delle persone che guarderanno il tuo scatto. Così facendo si concentreranno sul bambino e ti perdoneranno se dovessi aver realizzato una foto non perfetta.

Ecco alcune idee che possono aiutarti per ricreare un bel set fotografico, anche in casa:

  • La cesta: munisciti di una cesta a misura di bambino, foderala con una morbida copertina e deponi il piccolo al suo interno mentre dorme, vestito con un colore a contrasto con il rivestimento utilizzato. Scatta fotografie ravvicinate ponendoti al suo livello e cambia angolazioni. Non perdere di vista il volto del piccolo perché sono interessanti le diverse espressioni che si materializzano durante il sonno.
  • Cuscini: poni diversi cuscini sovrapposti a terra e lascia che il bambino si rotoli o giochi con essi. Riprendilo nelle diverse situazioni. Sarà divertente.
  • Lo sfondo: gioca con lo sfondo inserendo piccoli particolari a lui familiari. Uno sfondo interamente di pupazzetti colorati, utilizzando un diaframma molto aperto contribuiranno a generare un effetto vivo e multicolore con il viso del bambino in primo piano. Devi saper creare un ambiente divertente e allegro.
  • All’aperto: se il bambino è un po più grandicello puoi scegliere una location all’aperto in un parco oppure nei pressi di un albero o ancora in mezzo ai giochi quali altalene, scivoli e simili. Così facendo la fotografia risulterà estremamente dinamica e in grado di stupire. Prova a focalizzarti prima sul volto immaginando le espressioni dei viso del bimbo mentre scende dallo scivolo oppure mentre ondeggia sull’altalena, poi amplia lo spazio e riprendi anche parte dello sfondo.
  • In gruppo: prova a riprendere i bambini in gruppo trovando situazioni e angolazioni particolari che possano porre a confronto diverse espressioni. Lo stupore dei piccoli davanti ad una torta, oppure alle prese con un gioco, o mentre mangiano tutti insieme all’asilo. Le diverse reazioni davanti alla stessa pietanza che qualcuno avvertirà più dolce o più amara costituiranno un eccellente campionario simpatico, buffo e divertente.
  • Controluce: può essere un’idea da provare, anche se servono esperienza e attrezzatura valida. Un bel controluce cercato, voluto e controllato sa offrire immagini di un certo effetto, valorizzando determinati aspetti del soggetto.

corso di fotografiaAl prossimo articolo, Rock ‘n’ Roll,
David Adriani

Commenti

2 commenti su “Fotografare Bambini non è mai stato così Semplice! Ecco la guida Completa”

  1. Anna Melegari

    Guida veramente completa e molto utile! Mesi fa ho realizzato un servizio fotografico ad una bimba di 3 anni e devo dire che ho riscontrato tutti i problemi da te illustrati. Credo che fotografare i bambini sia forse il genere più estenuante a livello fisico e mentale. Bisogna veramente entrare in comunicazione con loro e muoversi tanto. Per fortuna conoscevo la mamma e mi sono fatta dare qualche suggerimento, così mi sono premunita di palloncini colorati e bolle di sapone; da quel momento sono diventata la sua migliore amica…! 😀
    Grande come sempre David ! 😉

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