Usualmente la fotografia macro è definibile come quel genere fotografico che ha il compito di riprendere soggetti piuttosto piccoli che vengono posti in primissimo piano al fine di evidenziarne i particolari e facendoli apparire di grandi dimensioni, “staccandoli” dallo sfondo.

Se ti interessa questo genere fotografico, leggi questo articolo fino in fondo 😉

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Qual è il vero Soggetto della Fotografia Macro?

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Con le fotografie macro si vogliono porre all’attenzione dell’osservatore uno o più aspetti altrimenti poco visibili a occhio nudo.

Un classico esempio riguarda particolari di oggetti, di fiori o di insetti. La foto non può essere scattata in maniera casuale, ma è richiesta una preparazione e una predisposizione della propria attrezzatura, soprattutto in termini di obiettivi, fondamentali per la buona riuscita dello scatto.

La fotografia macro si può definire come un elogio al dettaglio più nascosto, quello maggiormente celato allo sguardo umano. Quelle piccole e apparentemente insignificanti sfumature di un fiore, di un insetto alle prese con un filo d’erba o con il polline.

Tecnicamente l’immagine viene percepita dal sensore della fotocamera nelle stesse dimensioni della realtà, secondo una scala di 1:1 e questo è possibile grazie ad una posizione di scatto molto prossima al soggetto per cercare di far risaltare tutti i migliori particolari.

Sì ma quali? In primo luogo i colori: il giallo delle api, il rosso o il blu delle farfalle, il brillante arancione o verde dei fiori. In secondo luogo è possibile far risaltare gli occhi degli insetti, oppure gli stessi microscopici animali impiegati in azione trasportando cibo e provviste.

Infine si definisce fotografia macro anche quando ci si riferisce a piccoli oggetti, come ad esempio noci, nocciole, monete, dadi, fiches, bottoni. Sono tante le possibilità che sono offerte da questa tecnica fotografica e con un po’ di fantasia è possibile applicarla in diversi contesti, per scopi artistici, di puro diletto, ma anche con finalità commerciali.

Per valorizzare al massimo il Soggetto nella Fotografia Macro è bene conoscere le Regole di Composizione Fotografica ed in particolare la Regola dei Terzi.

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La Corretta Attrezzatura per la Fotografia Macro

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Per poter scattare fotografie macro di livello, è importantissimo disporre della giusta attrezzatura in grado di non deludere le attese. Indichiamo qui una sintesi sommaria di quanto consigliabile, anche se alcuni aspetti meritano un’analisi più approfondita e specifica, come ad esempio gli obiettivi.

Obiettivi

L’esito di una buona foto nasce proprio dall’obiettivo che hai installato. L’ideale sarebbe possederne uno a focale fissa con un fattore di ingrandimento 1:1.

La lunghezza di 50 mm è la minima accettabile anche se potrebbe richiedere alcuni accessori per poter rendere al meglio. Consigliata sarebbe una lunghezza almeno pari a 100 mm.

Utilizzare un obiettivo costruito specificatamente per la fotografia macro significa donare all’immagine non tanto una luminosità accentuata, ma una nitidezza superiore, fattore che dovrebbe sempre contraddistinguere una fotografia macro.

Esistono obiettivi pensati esclusivamente per le macro che si caratterizzano per possedere delle peculiarità progettuali che sono diverse rispetto a quelli normali e utilizzati in altri ambiti.

E’ proprio la nitidezza l’elemento chiave e un obiettivo macro lavora proprio cercando di favorire questa caratteristica.

A volte un eccesso di luce porta ad avere delle aberrazioni cromatiche mentre normali curvature rischiano di generare delle distorsioni. Disponendo di un obiettivo macro con valori di diaframma superiori a f/8 è possibile operare scattando fotografie di qualità, agendo poi sugli altri parametri.

Fotocamera

E’ possibile scattare macro anche con una fotocamera compatta o con una bridge, a patto che abbia l’apposito simbolo (solitamente un fiore stilizzato simile a un tulipano).

Così facendo le impostazioni si settano in automatico. L’optimum è rappresentato dalla reflex e dalle mirrorless.

Treppiede

Un solido treppiede consente di dare struttura alla fotocamera posizionandola in maniera salda. Questo serve per impedire l’effetto mosso e per evitare di attendere oltre misura il momento giusto dello scatto stando in posizioni non particolarmente comode per diversi minuti.

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Accessori

Possono essere diversi gli accessori che sono in grado di completare il corredo da macro di un fotografo e alcuni di essi sono facilmente reperibili a prezzi non eccessivi anche da parte di chi si sta avvicinando al mondo macro.

Innanzitutto un telecomando per lo scatto remoto, utile per scattare da lontano una volta posizionata la fotocamera sul treppiede.

Vi sono poi in commercio dei tubi di estensione che hanno il compito, una volta montati sulla fotocamera di ridurre la distanza di messa a fuoco, aumentando così il fattore di ingrandimento. Parimenti vi sono delle speciali lenti che sono capaci di fungere da ingrandimento. Come fossero dei filtri vanno avvitate sull’obiettivo e vengono definite close-up.

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Close-Up, Moltiplicatori e Tubi di Prolunga

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Sono tutti accessori quindi non spaventarti! Essendo opzionali non sei obbligato al loro acquisto ma non si sa mai e quindi è importante sapere la funzione di Close-up, moltiplicatori di focale e tubi di prolunga.

Lenti Close-Up

L’acquisto dipende prevalentemente da cosa intenderai fotografare. Ovvio che non puoi saperlo a priori, ma almeno avere un’idea se ti darai alla macro di fiori, insetti, oggetti, dovrai pure averla, non trovi?

Una lente Close-Up la puoi avvitare al tuo obiettivo al fine di ottimizzarne le prestazioni, col diretto risultato di scatti che possono sorprendere anche il tuo amico più scettico, il quale rimarrà strabiliato.

Il perché è presto spiegato: con questo accessorio potrai divertirti a trovare nuove frontiere della fotografia macro in quanto ti sarà consentito di modificare il rapporto tra la distanza di messa a fuoco e l’ingrandimento che potrai ottenere.

La regola base (sempre valida) è che meno lenti frapponi tra luce e sensore meglio è, ma in questo caso ciò che otterrai sarà davvero incredibile, grazie ad un ingrandimento che potrebbe arrivare fino ad un valore di +10 (il minimo è +1)

La massimizzazione del sistema sarà ottenibile quando potrai scattare il più vicino possibile al soggetto in quanto ridurrai la distanza di messa a fuoco. Attenzione però che ne esistono sul mercato anche di scarsa qualità ottica e questo potrebbe senza dubbio influenzare la qualità dello scatto finale.

Tubi di Prolunga

Ridurre la distanza e incrementare il fattore di ingrandimento è possibile anche con un espediente piuttosto semplice, utilizzando cioè quelli che sono chiamati tubi prolunga.

Altro non sono che dei semplici tubi privi di elementi ottici che vanno applicati prima dell’obiettivo, il quale va avvitato su di essi.

Hanno l’unico scopo di distanziare maggiormente l’obiettivo stesso dal sensore della fotocamera per consentire una messa a fuoco ancor più ravvicinata e sono applicabili anche ai teleobiettivi.

Un fotografo macro abile nell’impiego di questa tecnica è R. Gaubert.

Tali tubi vengono di solito proposti in set da tre con dimensioni diverse per poter così ottenere risultati differenti. La prolunga aiuta molto e rappresenta anche un’alternativa a chi vuole avvicinarsi alla macro senza acquistare obbligatoriamente un obiettivo destinato a tale impiego.

Attenzione che esistono alcune tipologie che non consentono la trasmissione dell’autofocus e quindi dovrai agire manualmente (soluzione molto consigliata).

In generale l’utilizzo di questi tubi permette di inquadrare e di regolare la focale senza variare le condizioni di luce non influenzando la misurazione dell’esposimetro, salvaguardando così la nitidezza tipica dell’obiettivo.

Moltiplicatori di Focale

I moltiplicatori sono elementi che in determinate situazioni possono favorire un netto miglioramento della resa.

Essi aumentano la distanza focale ma non inficiano la distanza minima di messa a fuoco. Ciò significa che applicando un moltiplicatore di focale otterrai un ingrandimento senza doverti obbligatoriamente spostare da dove sei posizionato a scattare.

Volendo ben vendere esistono altri vantaggi che potrai osservare coi tuoi occhi: in primo luogo uno sfondo maggiormente sfocato e in seconda battuta il fatto che potrai operare ad una distanza di lavoro migliore.

Di contro potrai notare una perdita di qualità dell’immagine, a meno che tu non abbia a disposizione un obiettivo di primissimo ordine, nel qual caso riuscirai comunque ad ottenere una fotografia di buona fattura.

Obiettivo Grandangolo (non sono pazzo!)

Non è un obiettivo utilizzato solitamente per le macro ma in alcuni casi, se hai la mente un po’ creativa, potresti provare una strada diversa.

Quello che sarebbe un elemento chiave per la fotografia paesaggistica, potrebbe in questo caso diventare un accessorio interessante. Per rendere al meglio dovresti servirti di un grandangolare quasi estremo (appartenente alla categoria dei super grandangolari), con un rapporto di riproduzione pari almeno a 1:3.

Potresti azzardare addirittura con un obiettivo fisheye.

Dove sta la creatività e che macro otterrai? Potresti provare da te e scoprire il risultato senza leggere le tre righe successive, oppure se sei incuriosito rimani qui e prosegui la lettura del paragrafo.

Siamo nella situazione diametralmente opposta agli zoom e ai teleobiettivi, quindi otterrai uno sfondo nitido e chiaro, non sfocato. Viene a mancare l’elemento chiave della fotografia macro, ma in alcuni casi potrebbe anche avere un senso. Il soggetto non si stacca dallo sfondo dell’immagine e viene contestualizzato in un determinato ambiente, cioè il suo.

A volte questo effetto può sorprendere, stravolgendo, per qualche scatto, la filosofia più ricorrente della fotografia macro.

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Distanza di Messa a Fuoco e Rapporto di Ingrandimento

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Quando scatti una macro devi avvicinarti molto al soggetto e tale operazione è possibile svolgerla fisicamente oppure agendo sullo zoom, aumentando la lunghezza focale.

Un concetto di fondamentale importanza riguarda la distanza minima di messa a fuoco, intesa come la minima misura che permette all’obiettivo, avvicinato al soggetto, di metterlo a fuoco. Significa che avvicinando ancor più l’obiettivo all’elemento da inquadrare, la messa a fuoco sarà impossibile.

Immaginando che tu sia un possesso di un grandangolare 18-55 mm otterrai una distanza minima di fuoco pari a circa 30 cm. Questo vuol dire che se ti posizioni vicino al soggetto a una distanza inferiore non riuscirai ad ottenere una fotografia a fuoco.

Un obiettivo a corta lunghezza focale non consente di scattare una macro in quanto non avrai un ingrandimento capace di rispettare le prerogative richieste da questo genere di foto.

Al contrario, avendo a disposizione un teleobiettivo riuscirai ad avvicinarti di più la soggetto da inquadrare, ma dovrai fare i conti con una distanza minima decisamente superiore che richiederà un allontanamento, perdendo l’ingrandimento.

Una distinzione in materia è doverosa in quanto diversi produttori sul mercato possono creare confusione: un conto è parlare di distanza minima di messa a fuoco, mentre un altro è parlare di distanza minima di lavoro.

Quest’ultima rappresenta il punto fino al quale il fotografo può avvicinarsi al soggetto, mentre la prima rappresenta la distanza minima a cui la fotocamera è in grado di mettere a fuoco.

Una seconda variabile è il rapporto di ingrandimento, ossia il rapporto esistente tra le reali dimensioni del soggetto inquadrato e quello che viene impresso sul sensore. Questo rapporto deve essere almeno di 1:1 per poter definire la macro.

Qualcuno ama definire tale valore come rapporto di riproduzione, utilizzando una terminologia analoga al rapporto di ingrandimento.

Alla minima distanza focale, se il sensore registra un’immagine di dimensione veritiera e reale, si otterrà una macro. Se l’ingrandimento fosse invece superiore si otterranno fotografie ancor più accentuate.

Per rendere l’idea al meglio ecco un esempio: immagina che il sensore della tua fotocamera abbia una diagonale pari a 11 mm (ad esempio quello di una compatta o di una bridge) e immagina di inquadrare un oggetto che abbia le medesime dimensioni.

Tu vedrai nello schermo della fotocamera una composizione che mostrerà l’oggetto riempire interamente la scena. Se però andrai a stampare la fotografia otterrai un ingrandimento superiore.

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La Messa a Fuoco è meglio in Manuale

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La scelta della messa a fuoco manuale è un imperativo dal quale è difficile sfuggire in ambito macro, in quanto solo così è possibile decidere la composizione tra aree nitide e altre più sfocate.

La bellezza di una immagine macro dipende proprio da questi aspetti: messa a fuoco e quindi aree nitide e parti sfocate. Prima di scattare devi avere la pazienza di spendere qualche istante a regolare la messa a fuoco più idonea.

Una messa a fuoco manuale può consentirti di ottenere una parte anteriore sfocata, una centrale a fuoco e lo sfondo ancora sfocato.

La messa a fuoco è direttamente correlata con la profondità di campo la quale nella fotografia macro deve essere ridotta, a favore di un diaframma invece molto aperto. Risulta determinante quindi focalizzare l’attenzione unicamente sul soggetto: qualsiasi elemento anche se spostato di pochi millimetri, potrebbe di conseguenza apparire non a fuoco.

Per dare uno spunto artistico all’immagine è anche possibile mettere a fuoco una sola parte dell’insetto (ad esempio gli occhi) sfocando le ali oppure fare al contrario. Come anche in altre situazioni è meglio sempre scattare a livello del soggetto inquadrato per creare una fotografia di maggior effetto.

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L’importanza della Profondità di Campo

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Nella fotografia macro ti troverai a scattare a pochissima distanza dal protagonista della tua immagine e quindi farai bene, prima di cimentarti nell’impresa, a ripassare qualche nozione sulla profondità di campo. Ti consiglio dunque di leggere questo articolo.

Infatti è determinante, per una buona resa, avere qualche zona volutamente sfocata. Ecco come puoi agire per ottenere lo sfocamento dello sfondo più accentuato:

  • Avvicinati al soggetto
  • Riduci il valore dell’apertura del diaframma
  • Aumenta la distanza tra il piano del soggetto e il piano dello sfondo
  • Aumenta la lunghezza focale (agisci con lo zoom)

I punti più importanti sono il primo e l’ultimo in quanto consentono di giocarti le distanze come meglio credi: se stai fotografando un’ape non andarci troppo vicino anche perché potrebbe scappare (oltre che infastidirsi). Dovrai allora stare ad una debita distanza e dovrai lavorare con la ghiera dello zoom per incrementare la lunghezza focale.

L’uso di aperture ampie ed accentuate porta ad ottenere davvero delle foto di sicuro effetto, ma non esiste un valore standardizzato in quanto molto dipende sia da cosa stai apprestandoti a fotografare, che dalla tua posizione di scatto.

E’ consigliabile aprire molto il diaframma solo se si lasciano invariati gli altri parametri di scatto. Infatti, in alcuni casi, a seconda della distanza e del tempo di scatto è possibile anche avere valori f/8 oppure f/16.

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Come impostare la Fotocamera per una Fotografia Macro

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Le fotocamere meno sofisticate come molte compatte o alcune bridge presentano la modalità macro ed è sufficiente porre il selettore nella corretta posizione per beneficiare già di un settaggio più o meno consono allo scatto, rapportato al tipo di strumento a disposizione.

In questo caso, di fatto, basta solamente avvicinarsi all’oggetto protagonista della fotografia e premere il pulsante dopo aver comunque dato una controllata allo schermo digitale.

L’immagine che si otterrà darà un’idea di cosa significa scattare in modalità macro, ma per innalzare il livello qualitativo della foto farai bene a dotarti di una macchina fotografica più prestazionale, munita di un sensore più grande.

Per questo motivo una reflex o una mirrorless sono l’ideale soprattutto se full frame, in quanto si riesce ad avere realmente la percezione delle reali dimensioni del fiore, dell’insetto o del particolare fotografato.

Come avrai certamente compreso, la situazione ideale è ricercare la sfocatura dello sfondo perché aiuta a staccare il soggetto principale della foto dallo scenario circostante, dandogli così più enfasi. Se agirai con l’apertura massima potrai fare entrare più luce e quindi ottenere tempi di scatto più veloci, determinante soprattutto se stai fotografando un insetto che difficilmente si metterà in posa per te.

  • Modalità Manuale (M): la messa a fuoco manuale è determinante e sulla base di questa è possibile scegliere poi i vari parametri manualmente dando una valutazione sommaria dell’immagine dal mirino oppure dallo schermo LCD se si sta lavorando in posizioni scomode e con un basso cavalletto radente il terreno.
  • Modalità Priorità di Diaframma (A): torna utile per coloro i quali faticano a gestire manualmente l’intero settaggio della fotocamera e al tempo stesso aiuta chi si avvicina al genere macro a comprendere meglio alcuni meccanismi. Così facendo avrai da gestire il parametro più importante, ossia l’apertura, mentre il tuo gioiellino avrà il compito di pensare al resto.
  • Valore ISO: il consiglio è quello di impostarlo su automatico. Il periodo ideale per scattare una macro non è certo di sera, ma al massimo al mattino fino al tardo pomeriggio, quindi non dovresti avere necessità di innalzare il valore ISO più di tanto. Hai già troppe cose a cui pensare tra messa a fuoco, tempo di scatto, profondità di campo, quindi almeno l’ISO lascialo decidere alla fotocamera.
  • Tempo di scatto: bel dilemma! Molto dipende da cosa stai fotografando. Se un fiore o un oggetto puoi lavorare anche con un tempo di scatto normale, mentre se sei alle prese con un insetto dovrai essere rapido per evitare che possa scappar via. Allora dovrai velocizzare per congelare il momento chiave.

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Macro: questione di Tempo e di Luce

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Come in ogni tipo di fotografia, in ogni genere fotografico che sia, la luce è determinante per ottenere una buona resa. L’ambito macro non si sottrae a tale regola e quindi è opportuno spendere un po’ di attenzione anche alla luminosità dell’ambiente dove andrai a scattare.

La miglior luce per fotografare in modalità macro è quella naturale del giorno, specialmente quella del mattino in quanto non è eccessivamente forte e gli insetti sono ancora intorpiditi dalla notte. (IMPORTANTISSIMOEssendo al risveglio essi saranno meno attivi e quindi avrai più possibilità di vederli meno dinamici e meno reattivi.

La luce mattutina valorizza le tinte pastello e rende i colori più naturali. Lo stesso vale anche se deciderai di fotografare piante e fiori. Se è vero che la luce del pomeriggio è più forte e decisa, è anche vero che farfalle, api, cavallette sono più in movimento e di conseguenza scattare una bella foto sarà veramente impresa complicata.

Uno scenario sicuramente affascinante è la brina invernale o del tardo autunno, dove insetti e micro goccioline di acqua creano un contesto magnifico e interessante.

Il sole potrai averlo alle spalle, di lato oppure davanti, non fa molta importanza e sta a te capire la migliore angolazione per sfruttare appieno la sua luce.

In caso si dovesse scattare foto macro in un ambiente poco luminoso oppure in interni, esiste la possibilità di risolvere il problema grazie all’utilizzo di speciali flash definiti anulari o bilaterali.

Il primo è una luce ad anello che ha il compito di illuminare intorno al soggetto a 360°, mentre il secondo rilascia due luci opposte al fine di dar luce da due angolazioni differenti. L’impiego di questi flash riduce al massimo la possibilità di formazione di zone d’ombra.

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Macro e Fotoritocco

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Il fotoritocco ormai è presente in ogni ambito e anche la fotografia macro non esula da tale contesto.

Una prerogativa della fotografia ingrandita è la nitidezza, la quale può essere migliorata in post produzione, soprattutto se non hai l’attrezzatura necessaria per scattare una macro d’autore. Più facile fare uso del software fotografico in caso di immagini ottenute con fotocamere compatte oppure bridge, almeno per correggere i principali difetti.

Col fotoritocco puoi anche pulire la foto da qualche presenza sgradita, come ad esempio della polvere, oppure qualche riflesso luminoso poco gradito, ma puoi anche agire sulla saturazione dei colori.

Ingrandendo un soggetto si possono cogliere le migliori sfumature cromatiche tipiche della specie fotografata, sia essa un fiore, un animale o un oggetto.

La post produzione serve per valorizzare i colori, per dar loro una cromia più netta e sgargiante, facendo leva proprio sulle sfumature oppure sui passaggi netti di tinte. Immagina i colori di una farfalla, oppure quelli di una libellula, o ancora quelli di un magnifico fiore.

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Alcuni consigli utili per le Fotografie Macro

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Per cercare di ottimizzare le immagini che vorrai ottenere con la fotografia macro, bastano alcuni consigli che potrebbero aiutarti a migliorare sensibilmente la tua tecnica.

  • Utilizza il Live View: consumerai batteria ed è vero, ma riuscirai ad ottenere foto tendenzialmente migliori. Infatti dallo schermo LCD della fotocamera potrai ingrandire l’immagine che stai inquadrando rendendoti conto del grado di precisione della messa a fuoco, della nitidezza e della sfocatura del fondo.
  • Porta una coperta o un asciugamano: se fotografi fiori o insetti ti potrà capitare di doverti sdraiare a terra, quindi attrezzati
  • Autoscatto: se non hai il telecomando per lo scatto remoto, utilizza la modalità autoscatto per evitare il mosso della fotocamera nel momento del click.
  • Non aver fretta: se hai fretta difficilmente riuscirai a scattare una buona fotografia. Attendi il tempo giusto, appostati e cerca di mantenere il silenzio e la calma perché gli insetti sono molto rapidi e volano al primo movimento o rumore.
  • Cambia soggetto: per migliorare e prendere dimestichezza con il genere, prova a scattare diverse fotografie a soggetti differenti. Non focalizzarti sulle api, ma prova le formiche, le lucertole, le libellule, i fiori, le foglie, i frutti, gli oggetti. Poi confronta i tuoi scatti e vedi dove riesci meglio e dove puoi migliorare.
  • Inizia da casa: se ti approcci per le prime volte alla macro inizia a fotografare i piccoli oggetti che hai in casa. Puoi utilizzare qualsiasi cosa, da una noce a una moneta, da una molletta per i panni a una chiavetta usb. Sperimenta diverse profondità di campo e poi riguarda le immagini al computer per vedere la messa a fuoco e la resa finale.

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