La fotografia HDR è una tecnica fotografica che prevede lo scatto di più fotografie in numero dispari e in rapida sequenza con impostazioni diverse e unite direttamente dal chip elettronico della fotocamera, oppure manualmente con un software di fotoritocco.

Lo scopo è quello di valorizzare alcuni dettagli della fotografia enfatizzando la gamma cromatica e la saturazione dei colori grazie ad una diversa elaborazione della luce, senza stravolgere la composizione dell’immagine.

Per riuscire ad ottenere una buona resa, la macchina fotografica deve rimanere immobile senza essere soggetta a vibrazioni o a movimenti e per questo è consigliabile posizionarla su un cavalletto.

Dal mero punto di vista linguistico HDR è l’acronimo derivante dall’inglese High Dynamic Range, ossia Alta Gamma Dinamica.

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L’HDR nel Dettaglio Tecnico

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Una fotografia HDR è ottenuta mediante una particolare elaborazione della luce che genera il sensore della fotocamera simulando di fatto l’occhio umano.

ATTENZIONE: prima di leggere questo articolo è importante che tu conosca perfettamente come regolare Apertura del Diaframma, Tempo di Scatto e ISO. Qui puoi trovare una guida esaustiva sull’argomento.

Il miglior sensore è proprio l’occhio e non esiste comparto elettronico in grado di raggiungere l’eccellenza tipica di pupilla, retina e cristallino. Semplificando molto il discorso, si può affermare che l’HDR aiuta la fotocamera a migliorare ciò che vede, regalando un’immagine che si avvicina a quella percepita realmente dall’uomo.

Per meglio comprendere è possibile spiegarsi con un esempio. Prova a pensare di essere all’interno di un locale che riceve la luce nelle ore centrali del giorno solamente da una finestra.

Grazie a questa luce tu puoi percepire perfettamente tutti gli oggetti presenti nella stanza e riesci anche a vedere cosa c’è all’esterno, guardando attraverso la finestra nonostante vi sia una forte luminosità.

Con la fotocamera prova a scattare una foto al locale e guarda il risultato immediatamente sullo schermo. Come potrai accorgerti noterai una forte differenza di luce tra il locale e la zona finestra: vedrai delle zone molto buie dell’immagine e vedrai in prossimità dell’apertura una zona molto bianca (in gergo viene definita bruciata).

Troverai dunque aree molto scure e altre invece eccessivamente luminose, a differenza di ciò che vedi realmente con l’occhio umano. Questo esempio ti aiuta a capire come davvero l’occhio sia una macchina perfetta. Tecnicamente una fotocamera ha una gamma dinamica di ben 24 EV rispetto all’occhio dell’uomo.

Questo porta alla conclusione che quella che per la fotocamera potrebbe essere una grande differenza di luminosità, l’occhio umano potrebbe quasi nemmeno percepirla e viceversa.

Infatti la macchina fotografica, anche la più “potente” in assoluto, ha una sensibilità di circa il 40% in meno rispetto all’occhio e genera una fotografia falsata, nel senso che espone correttamente solo una parte di essa. Per riequilibrare la fotografia a volte è utile ricorrere alla tecnica HDR, in grado di smorzare le zone eccessivamente bianche e quelle troppo cupe.

Si può definire la gamma dinamica come il risultato di un rapporto esistente tra il massimo valore di luminosità che il sensore è capace di recepire e quello minimo, parametri che in fotografia vengono identificati con f-stop.

Con la Fotografia HDR si amplifica l’intervallo esistente tra le zone più chiare e quelle più scure grazie a diversi scatti effettuati alla stessa scena realizzati con differenti esposizioni, andando di conseguenza a compensare le aree sottoesposte e quelle sovraesposte, ponendo in risalto dettagli che sarebbero persi.

Il processore della fotocamera oppure un buon programma di elaborazione grafica (Ti consiglio senza dubbio Photoshop e/o Lightroom della Adobe), consentono di poter assemblare le immagini scattate in sequenza e ottenere un’unica fotografia ad una corretta esposizione, con zone chiare più dolci e quelle buie più luminose, ponendo in risalto nuovi colori e nuovi particolari, avvicinandosi alla percezione che avrebbe l’occhio umano.

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Le Modalità di Applicazione della Fotografia HDR

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La tecnica HDR va realizzata acquisendo un numero di fotografie dispari, fissando la fotocamera sul treppiede per dare maggiore stabilità e ottenere immagini perfettamente sovrapponibili.

Se ti piace la fotografare paesaggi devi assolutamente conoscere la Fotografia HDR.

Usualmente si imposta tre scatti, ma è possibile anche arrivare a nove, anche se per esperienza ti posso garantire che 3 scatti bastano.

Il numero di immagini dipende dalla differenza di contrasto esistente tra la parte alla luce e quella al buio: più è elevato il contrasto, più ha senso aumentare il numero di fotografie.

Immaginando di scattare tre foto, la prima avrà valori normali, la seconda sarà sottoesposta e la terza sovraesposta: un software elabora le immagini, le sovrappone e ne rilascia una definita ideale, ottenuta appunto con questa tecnica dell’HDR.

Se ti capiterà di osservare alcune fotografie realizzate in HDR potrà capitarti di vedere alcune immagini che appariranno quasi artefatte, nei colori e nella definizione dei contorni degli oggetti o di ciò che è stato fotografato.

In questo caso significa che la fotocamera non ha lavorato in maniera corretta oppure che è stata svolta un’operazione in post produzione per poter dare un effetto cartolina, a volte piacevole, altre esageratamente accentuato.

L’HDR è applicabile sia in automatico, nel caso in cui la tua macchina fotografica ne sia provvista della funzione, sia manualmente, secondo diverse metodologie.

  • Manuale: si scatta una fotografia manualmente è poi si regolano i parametri di esposizione, alzando e abbassando di almeno 1 stop. Se provi a lavorare in priorità di diaframma (A) ti sarà più semplice modificare l’esposizione, sempre in maniera simmetrica.
  • Bracketing Automatico: tale impostazione consente in automatico di scattare tre fotografie in serie con esposizioni diverse, tra cui una sottoesposta e l’altra sovraesposta (consigliabile sempre mantenere 1 stop di differenza).
  • Al computer: appositi programmi (tra i quali Photoshop), partendo da una fotografia in formato RAW, aumentano e diminuiscono la luminosità per poi ipotizzare una sovrapposizione. Essa però non scaturisce da tre immagini distinte, ma dalla generazione di due scatti aggiuntivi e ipotizzati, ottenuti partendo dallo scatto originale.
    Tale sistema è noto anche come Falso HDR o Virtual HDR (FHDR o VHDR). Per l’impiego di questa tecnica è importante partire da una fotografia esposta quasi perfettamente, che si avvicini molto al risultato finale, con poche zone d’ombra e con il minor rumore possibile presente (dai uno sguardo alle aree più scure). Il finto HDR è utile quando si vuole provare a recuperare una foto che appare con zone in netto contrasto tra loro (ad esempio con un cielo che risulta bianco oppure un prato che risulta nero).

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Di cosa hai bisogno per scattare in HDR?

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Non pensare serva chissà cosa per poter utilizzare questa tecnica, che è di natura piuttosto moderna e recente e che ha trovato sviluppo grazie al progresso tecnologico che ha portato alla fotografia digitale. Infatti è un processo tipico di questa tecnologia.

Per poter ottenere una fotografia HDR occorrono pochi strumenti, fondamentalmente quattro.

  • Macchina fotografica: la fotocamera deve avere nel suo comparto di impostazioni, la possibilità di scattare in HDR oppure in bracketing. In caso mancassero deve consentirti l’utilizzo in modalità manuale.
    Gli strumenti moderni difficilmente mancano in tutte e tre le possibilità, anche trattandosi di dispositivi entry level di fascia medio bassa di mercato. Le fotocamere più evolute sono in grado in automatico di sovrapporre perfettamente e instantaneamente gli scatti e salvare direttamente un unico file grafico finale che ti ritroverai direttamente sulla scheda di memoria.
  • Treppiede: è un accessorio fondamentale.
    Senza di esso l’applicazione della tecnica risulta essere praticamente impossibile. Le fotografie HDR richiedono che sia la fotocamera che l’oggetto dell’inquadratura siano perfettamente immobili, onde evitare l’effetto mosso o più tecnicamente chiamato ghosting. Nessun software è in grado di correggere un errore di inquadratura.
    Se scatterai a mano libera sarà questo il rischio a cui andrai incontro e basterà muoversi anche di un solo millimetro che avrai sprecato tempo e tre fotografie. Fissando la macchina digitale su un supporto risulterà più salda e non avrai problemi di imperfezioni nella ripresa scenica, oltre a eliminare la possibilità del mosso.
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  • Scatto remoto: sarebbe l’ideale che tu riuscissi a togliere anche il movimento dello scatto. Per questo utilizzare un telecomando oppure l’autoscatto impedirà quel leggero movimento che potrebbe causare un effetto mosso. Inoltre per gli scatti con tempi di esposizione più lunga, servirsi di un comando remoto risulta essere condizione determinante.
  • Software elaborazione fotografica: una volta che avrai i tuoi 3 scatti (oppure 5, 7, 9), dovrai sovrapporli e se tal compito non fosse assolto per te dalla tua fotocamera dovrai aiutarti con un programma di elaborazione grafica tipo Photomatix oppure Photoshop (io ti consiglio Photoshop, ma ve ne sono anche altri). Questo risulta importante per poter eseguire un ottimo lavoro e ottenere una foto qualitativamente valida, meglio se elaborata partendo da un formato RAW.

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Come scattare in HDR

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Per sintetizzare come poter scattare in HDR ottenendo un risultato almeno di buon livello, sono necessari alcuni accorgimenti, soprattutto se ci si affida alla pratica manuale.

  1. Montare la fotocamera su un solido cavalletto al fine evitare che possa muoversi durante il processo.
  2. Impostare il modo A che identifica la Priorità di Apertura Diaframma. Così operando tutti gli scatti saranno caratterizzati dall’avere la medesima profondità di campo e la medesima apertura. Fotografando ad esempio un paesaggio le immagini HDR presentano di solito una profondità di campo dal valore elevato. Chiudere il diaframma consentirà all’intera scena di rimanere perfettamente (e interamente) a fuoco. Attenzione però che chiudendo eccessivamente si tenderà di fatto ad accentuare quella che in gergo è definita diffrazione della luce, che rilascia immagini prive di dettaglio definito e con toni piuttosto tenui e morbidi, non sempre graditi.
  3. Regola l’esposizione. E’ il fattore principale della fotografia HDR. L’esposizione è colei che determina la buona o la cattiva riuscita del lavoro. L’ideale sarebbe di scattare 5 fotografie con una variazione di 1 stop tra una e l’altra, sovraesponendo e sottoesponendo, agendo sul tempo di scatto. Per incrementare o diminuire di uno stop basterà allungare o ridurre il tempo di esposizione. Cos’ facendo raddoppierai o dimezzerai la quantità di luce che entrerà nella fotocamera colpendo il sensore. L’esposimetro è consigliabile impostarlo su una misurazione media pesata o valutativa.
  4. Regola il tempo di scatto. Tempo ed esposizione sono parametri direttamente correlati. Per aiutarti meglio a comprendere ecco un esempio: se con una normale esposizione il tempo fosse di 1/250 di secondo, per ridurre di uno stop dovrai dimezzare il timing, portandolo a 1/500 di secondo. Volendo ancora scendere di un altro stop dovrai portare il tempo a 1/1000 di secondo. In questo modo otterrai due foto sottoesposte con una traslazione di uno stop per volta. Per completare gli ingredienti al fine di poter poi lavorare per avere la fotografia in HDR ti serviranno le due foto sovra esposte. Parti dalla prima, quella con esposizione normale a 1/250 di secondo e sali di uno stop raddoppiando il tempo di scatto, passando quindi a 1/125 di secondo. Salendo ancora di uno stop otterrai un valore di 1/60 di secondo e avrai completato i 5 scatti. Quindi per sottoesporre dimezzerai il tempo di scatto (raddoppiando il valore al denominatore), mentre per sovraesporre lo raddoppierai (dimezzando più o meno il valore al denominatore).

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Che foto scattare in HDR?

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Viste le caratteristiche richieste dallo scatto HDR ribadendo che l’oggetto della fotografia deve rimanere immobile, ti chiederai quando potrai pensare di scattare in HDR.

Hai appreso la tecnica e hai capito il concetto.

Ora ti starai chiedendo dove potrai mettere in pratica ciò che hai imparato. A livello generale l’HDR ha senso in presenza di un forte contrasto luminoso, riprese in controluce, scenari notturni che contemplino la presenza delle luci di una città in forte contrasto con il buio del cielo, fotografare tramonti, fotografie in interni con luce proveniente da una finestra, interni di chiese, fotografie che ritraggono riflessi del sole sul mare o di distese innevate, oppure quando ci si trova davanti alla presenza di molti dettagli.

Per iniziare il consiglio è quello di partire dalla strada più semplice e ovvia: se lo scenario che devi riprendere non deve muoversi, incomincia da ciò che ha impossibilità a farlo, ossia i paesaggi.

Nella fotografia paesaggistica la tecnica dell’HDR trova molto spazio in quanto si giocano forti contrasti tra il colore del cielo e quello della terra. Ci sono foto che rischiano di vedere il cielo bianco oppure il terreno quasi nero.

E’ proprio in queste situazioni che vale la pena provare a fare Fotografia HDR. Inoltre se scatti di giorno con un bracketing automatico potrai beneficiare di tempi di scatto molto rapidi, tipici della luce del sole.

L’HDR è applicabile anche ai tramonti, dove potresti avere zone piuttosto scure. In questi casi potresti anche provare allungando i tempi di esposizione, servendoti, come consigliato, di un treppiede di sostegno alla fotocamera.

Un’ulteriore possibilità te le offrono anche le macro, ma solo in alcuni casi. La macro è una fotografia che ti permette di avvicinare molto il soggetto per poter cogliere le sfumature di colore e le ore più indicate sono quelle mattutine.

Se però sei impossibilitato e ti trovi a scattare in pieno giorno, allora potresti avere delle zone d’ombra che contrastano altre di forte illuminazione e in questi casi potresti tentare un HDR con tempi di scatto molto veloci (attenzione che in questo caso è solamente un metodo per cercare di recuperare una fotografia che altrimenti, non ti uscirebbe al meglio e non una tecnica da applicare alla fotografia macro).

Non ha invece alcun senso utilizzare la tecnica della fotografia HDR per scattare fotografie di ritratto. Difficilmente la persona riuscirà a restare completamente immobile per un lasso di tempo lungo da permetterci di eseguire più scatti.

L’ideale sarebbe quello di evitare di riprendere elementi in movimento: in presenza di vento, di acqua, di mare agitato, di veicoli che passano, persone che camminano lascia perdere la fotografia HDR perché non otterrai ciò che vorresti.

Un’eccezione la puoi considerare per il mare (o per il lago), quando inquadri un panorama, ossia quanto la distesa di acqua è talmente lontana che pare ferma anche se in realtà si muove.

Una ripresa invece dalla spiaggia, con il mare in vicinanza e in primo piano, è sconsigliabile proprio perché il movimento sarebbe accentuato. Diversamente è cosa fattibile qualora si utilizzino tempi di esposizione più lunghi, dove le onde assumeranno un effetto setoso e unificato.

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L’Elaborazione Fotografica nelle Fotografie HDR

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Un software fotografico risulta un elemento di fondamentale importanza qualora si desideri ottenere una foto in HDR.

Utilizzare programmi come Photomatix, Photoshop, Lightroom o simili risultano essere a volte le uniche vie alternative per poter creare un’immagine avente ambia gamma dinamica.

Talvolta capita di imbattersi in lavori che possono non piacere, in quanto tale tecnica viene accentuata, sia per le condizioni iniziale delle fotografie, sia per volere del fotografo.

Non dimenticare che hai a che vedere con qualcosa che l’occhio umano percepisce diversamente rispetto alla fotocamera e dunque potrebbe capitare di osservare delle foto che sembrano artefatte e portate all’eccesso.

La difficoltà è quella di capire cosa stai proponendo all’osservatore e quando stai esagerando nella costruzione dell’effetto: ricorda sempre che la tecnologia applicata ad una particolare tecnica, seppur la più nuova e strabiliante, non è detto che possa sempre generare un effetto migliorativo.

Il passaggio principale per ottenere al computer una fotografia HDR riguarda l’unione degli scatti ottenuti: questa operazione rappresenta il cuore del processo e viene anche definita merging.

Prima però è utile e logico che tu dia uno sguardo alle singole immagini per vedere se compaiono problematiche di sorta, come ad esempio la presenza di rumore nelle zone tendenzialmente scure o parti non perfettamente a fuoco.

In caso di presenza di effetto ghosting sarà difficile riuscire a eliminare completamente il problema, così come difficilissimo (anzi, praticamente impossibile) sarà riuscire a sovrapporre manualmente alla perfezione eventuali fotografie che non abbiano la medesima inquadratura.

Utilizzando Photoshop è possibile ottenere una fotografia HDR sovrapponendo fotografie che presentano esposizioni diverse semplicemente grazie al comando apposito (Unisci come HDR).

Una caratteristica delle fotografie HDR e dei software di elaborazione immagini riguarda la possibilità di regolarsi con l’anteprima: questo è importante in quanto la luminosità che si genererà nella fotografia finale sarà di fatto superiore a quella visibile nei classici monitor impostati a 24 bit. Infatti è possibile convertire una fotografia a 32 bit portandola a 16 o a 8 bit.

L’effetto finale sarà tanto più bello quanto più partirai da fotografie ben realizzate, preferibilmente in formato RAW. Infatti è bene precisare che le immagini HDR sono realizzate dal software grazie all’impiego di algoritmi e formule in grado di ottenere determinati risultati e questi processi saranno più veloci e migliori qualora abbiano più informazioni possibili a disposizione. Lo scatto in formato RAW ha la particolarità di non tralasciare alcuna informazione, cosa invece usuale con un file jpeg.

Un altro fine per poter utilizzare un programma di fotoritocco in caso di fotografia HDR è per aumentare la nitidezza. Essa consente di visualizzare più dettagli possibili e quindi vi sono diverse possibilità per poter intervenire in questa direzione.

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HDR: Fotografie alla portata di Tutti

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La tecnologia moderna della Fotografia HDR si sta diffondendo a dismisura, al punto tale che talvolta se ne abusa pure (…Il 99% degli HDR che si vedono sul web fanno schifo).

Grazie all’HDR e al software che è in grado di generare l’effetto, anche i più piccoli sensori possono regalare fotografie di un certo impatto ed essere alla portata di tutti i quasi, data la loro presenza anche sugli smartphone di tutti i giorni.

Usando a sproposito la funzione, si rischia però di ottenere l’effetto contrario a quanto desiderato, il che porta a fotografie sfocate, con aberrazioni cromatiche e prive di valido dettaglio.

La funzione per fare Fotografia HDR è presente quindi anche nelle fotocamere che si collocano in una fascia medio bassa di mercato e consentono di ottenere buoni risultati immediatamente, grazie all’elaborazione istantanea della fotocamera o del telefonino.

In questi casi però non ti illudere, in quanto il controllo sull’immagine finale sarà minimo se non inesistente, rispetto a quello che ti garantisce una fotocamera reflex o mirrorless.

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David Adriani

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