Quando si tratta di fotografare l’architettura spesso si crede possa essere un’operazione semplice, superficiale e scontata, ma la realtà dice proprio il contrario.

Partendo dal presupposto che nella maggior parte dei casi un edificio, un monumento, una particolare opera architettonica, sono già di per se elementi che rasentano la perfezione geometrica o artistica e che comunque hanno una storia da raccontare, l’immagine che si vuole immortalare deve essere in grado di trasferire tale messaggio all’osservatore. Il tuo scatto deve dunque trasferire l’artisticità, la perfezione e la storicità (o la modernità) che l’oggetto della foto ha nel suo intrinseco.

Se stai pensando che una cosa perfetta e magnifica dal punto di vista stilistico, architettonico o artistico sia sufficiente per realizzare una fotografia memorabile, allora devi, a maggior ragione, leggere le righe seguenti di questo articolo, perché scoprirai come il concetto sia ben diverso da quello che ritieni essere.

Anche perché se per ottenere una fotografia di livello bastasse solo premere un bottone inquadrando perfettamente il Duomo di Milano o un qualsiasi capolavoro di architettura, sarebbero tutti fotografi non trovi?

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Il Ruolo dell’Architettura in una Fotografia

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Iniziamo col dire che per fotografia di architettura si intende, grossolanamente, un’immagine che riprende qualcosa che è stato realizzato dall’uomo: un ponte, una piazza, un monumento, un edificio.

Ciò però non è propriamente sufficiente in quanto è fondamentale conferire un ruolo all’oggetto architettonico. Infatti in molte fotografie compaiono monumenti, piazze, edifici, chiese, ma spesso servono unicamente per arricchire lo sfondo, dedicando il primo piano ad una persona o a qualcosa d’altro.

Una fotografia architettonica prevede uno scatto il cui ruolo dell’architettura è quello di assoluto protagonista.

E’ proprio il monumento in questione che deve catalizzare l’attenzione dell’osservatore, catturando gli sguardi e tu, autore dello scatto, devi saper far rientrare a pieno diritto all’interno dell’inquadratura.

Che sia un monumento storico, oppure un moderno palazzo, un ponte romano o un innovativo sistema di intelaiatura per il sostegno di una copertura, non importa: ciò che più conta è il ruolo che l’oggetto deve avere.

Paradossalmente basterebbe inserire una persona tra l’obiettivo e la costruzione architettonica, che il ruolo di quest’ultima cambia, passando da principale a comparsa.

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Una variabile importante per la Fotografia di Architettura: la creatività

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Un monumento desta sempre curiosità, è meta turistica per eccellenza, così come una basilica, una statua o un edificio ed è necessario proporre quindi un’immagine diversa. Proprio per arrivare a trasmettere all’osservatore della fotografia quella storicità e quell’architettura che traspaiono ammirando dal vivo l’oggetto dello scatto, è fondamentale che ti inventi qualcosa. Insomma, devi saper creare l’effetto wow!

La vera variabile capace di distinguere una foto banale da una artistica è la creatività. Senza di essa il fotografo non avrebbe senso di esistere, la fotografia in genere perderebbe di significato e a maggior ragione quella di architettura.

Devi assolutamente sforzarti di fornire tramite la tua immagine fotografica una chiave di lettura (anzi, di vista) differente, in grado di staccarsi dall’anonimato delle migliaia di foto già scattate da altri. Poniamo qualche esempio pratico per aiutare a comprendere il concetto. Quante foto del Duomo di Milano scattate frontalmente hai visto in vita tua?

E quante del Colosseo, dell’Arena di Verona o della Mole Antonelliana? La risposta sarà un numero infinito.

Fotografare l’architettura significa dare rilievo ai tratti architettonici tipici del periodo fornendo una visione diversa, in modo che vengano poste in risalto le principali caratteristiche artistiche e stilistiche del tempo. Questa è una regola che può valere per qualsiasi periodo storico e in qualsivoglia contesto di fotografia architettonica.

Sarà la tua creatività che saprà guidarti alla composizione dell’immagine, guidandoti passo passo a cogliere le sfumature artistiche che da un punto di scatto posizionato lontano o in posizione scontata non riuscirai ad apprezzare. Come in altri ambiti fotografici, anche in questo caso vale il verbo osare.

Osa, non temere, scatta e prova diverse angolazioni: solo così anche le pietre potranno prendere vita e comunicare qualcosa di fortemente interessante.

Ti coniglio di leggere attentamente questo articolo sulla Composizione Fotografica e quest’altro sulla Regola dei Terzi prima di cimentarti in questo genere di fotografia.

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Gli elementi imprescindibili in una Fotografia di Archietettura

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Prima studia, poi scatta… No, non è un invito a tornare a scuola, quindi puoi proseguire la lettura in maniera tranquilla.

Prima studia e poi scatta è un invito a studiare lo scenario che hai davanti e solo successivamente potrai produrre una bella immagine.

Ecco cosa dovresti analizzare nello specifico in maniera approfondita.

  • Oggetto: studia l’oggetto che vuoi fotografare. Sia esso una piazza, un rudere, una chiesa o una statua, non importa. Ciò che conta è cosa vedi tu e cosa ti viene in mente. Hai un grandissimo vantaggio nella fotografia di architettura, ti sei accorto? Dai prova a pensare. Hai il vantaggio che il tuo protagonista è immobile (così facendo se la foto ti esce mossa non avrai più scuse). Restando fermo hai modo di osservarlo attentamente, di girarci attorno e capire come si presenta nei vari lati e lasciarti guidare dall’ispirazione. Se c’è una parte che dal punto di vista architettonico e costruttivo ritieni possa valer la pena riprendere, allora valuta il contesto.
  • Contesto: l’ambiente è importante. Un monumento che riempie l’intera inquadratura può essere di effetto, ma potrebbe anche risultare noioso e scontato. Meglio quindi dare uno sguardo a cosa ci sta intorno: alberi, fiori, persone, edifici, prato, cielo. Talvolta riprendere qualche elemento di contorno contribuisce maggiormente a valorizzare l’architettura dell’oggetto fotografato, a patto di non perdere mai di vista lo scopo principale del tuo scatto.
  • Luce: come in tutte le fotografie è determinante. Una volta che hai trovato cosa fotografare, devi pensare alla luce. Puoi fotografare lo stesso monumento dalla stessa posizione, impostando scatti a tempo ogni 10 minuti: quando riguarderai le fotografie ti accorgerai come le immagini muteranno di aspetto non solo meramente estetico, ma anche dal punto di vista comunicativo. La luce, quindi, riveste un elemento fondamentale, in grado di valorizzare o meno un’opera. Se non hai la luce che ti soddisfa, prova a spostarti: a volte basta traslare di qualche metro per guadagnare in qualità fotografica, creatività e luce.

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Fotografia di architettura: gli Edifici e il Razionalismo

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Basta che esci di casa con il tuo smartphone e potrai scattare centinaia di fotografie di architettura: la piazza del paese, la chiesa, una fontana. Ma dove realmente l’architettura viene ripresa in tutta la sua massima espressione è l’edificio: un palazzo, un grattacielo, una chiesa, uno stadio e qualunque altra cosa ti possa venire in mente.

Non necessariamente deve esserci uno stretto connubio tra design, stile, storia e arte, quindi anche se fotografi un condominio a parallelepipedo degli Anni ’60 stai fotografando architettura. Questo indubbiamente agevola molto il compito in quanto offre maggiori possibilità anche ai principianti.

Ti sei mai chiesto chi scatta teoricamente più foto di architettura? Il turista. A voler ben vedere il suo percorso tipico dovrebbe essere lo stesso che dovresti fare tu prima di scattare. Il turista arriva nella piazza, guarda la cattedrale da lontano, ci gira intorno, si avvicina, poi entra, alza lo sguardo, osserva e poi si ripete verso il basso.

L’occhio del turista è come fosse uno scanner: in breve tempo ha “vivisezionato” l’edificio, sia esternamente che internamente. Fotografare gli edifici significa proprio compiere un simile percorso perchè l’architettura non è solo al di fuori, ma è anche all’interno. Non fermarti a guardare ad altezza uomo perché spesso gli spunti migliori li trovi altrove. Puoi inquadrare con l’obiettivo a livello generico, ma puoi anche pensare di soffermarti sui particolari, a patto che prima tu sia capace di individuarli.

La fotografia specifica degli edifici non troppo moderni rientra nella fotografia di architettura definita razionalismo. Nello specifico tale definizione richiama l’identificazione di un unico stile che caratterizza un’immagine nella quale rientrano cemento, finestre, pilastri, muri e luce, con linee rette e tese oppure con tratti curvilinei, la cui angolazione di ripresa offre un’impressione di spazialità tendente all’infinito.

Un classico esempio è una foto che ritrae un palazzo Anni ’60 ripreso da un’angolazione di circa 30 gradi con una prospettiva che tende a slanciare l’edificio verso il cielo o verso il fondo della foto. L’alternanza vuoto – pieno permette, grazie anche all’azione della luce, di creare una foto di architettura unica e tecnicamente apprezzabile.

Appartengono a tale stile anche fotografie che ritraggono un edificio all’interno di un’immagine perfettamente simmetrica. Se vuoi esercitarti in questa specialità, cerca una grande scuola superiore o media, oppure le classiche case popolari che sono poste alle periferie delle città, o ancora palazzi amministrativi: sono le tipiche costruzioni del dopoguerra, tutte molto simili e con un principio di simmetria molto spiccato.

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Fotografia di architettura moderna

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La fotografia di architettura non è solo quella che ritrae edifici storici, cattedrali o monumenti, ma esiste una parte della specialità che riguarda l’architettura moderna.

Per estremizzare il concetto e rendere meglio l’idea, pensa alle differenze esistenti tra la fotografia che scatti al Colosseo o al Duomo di Milano e un’altra che riporta la struttura di un polo fieristico innovativo fatta di travi in legno che sostengono ampie superfici vetrate.

Capirai bene che l’approccio allo scatto deve obbligatoriamente essere differente. La storicità che dovrai far fuoriuscire dall’ultima immagine in realtà non esiste in quanto stai fotografando un’opera estremamente moderna. Quello che però dovrai essere abile a trasferire all’osservatore della tua fotografia sarà un concetto di dinamicità, di modernità e di innovazione. Come vedi fotografare l’architettura non è quindi operazione semplice perché il ruolo dell’oggetto muta e con esso cambia anche il messaggio.

In una struttura moderna (come anche i più nuovi grattacieli abilmente disegnati da architetti estrosi e costruiti con materiali più innovativi), spesso si trovano contrasti di luci e ombre, riflessi che possono ingannare l’obiettivo della fotocamera, ma che possono dare proprio il senso dinamico che stai cercando. Gioca quindi con le ombre. Il processo è il medesimo di sempre: fase di esplorazione, studio e poi scatto. Ciò che traspare però è un concetto diverso, a seconda dell’architettura.

Anche con l’architettura moderna è possibile scattare una foto che appartiene al razionalismo, anche se, viste le forme innovative di oggi, è forse meno intuitivo rispetto ad un’architettura più classica e simmetrica.

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Parametri di Scatto e dotazione necessaria per la Fotografia di Architettura

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Dato che, come già affermato, una buona fotografia di architettura si basa molto sulla creatività, non è possibile consigliare dei parametri standard di scatto validi per qualunque tipo di contesto architettonico, in quanto molto dipenderà anche dalla cosiddetta fase di studio.

Se non sai utilizzare ancora la macchina fotografia in modalità manuale ti consiglio si scaricare i miei video GRATUITI cliccando qui e di leggere questo articolo.

Le condizioni climatiche di ripresa possono variare da momento a momento ed ecco quindi che riprendere al mattino è nettamente diverso rispetto al tramonto e questo deve essere debitamente considerato quando si va ad impostare la propria fotocamera.

Generalmente si può però affermare che non sono necessari tempi di scatto velocissimi, ma è possibile mediamente scattare una foto di architettura, senza particolari effetti, stando in un tempo compreso tra 1/250 e 1/60 a seconda delle condizioni di luce giornaliera.

Diverso è invece se nella tua immagine dovrà prevalere la creatività con effetti scia o giochi di luce: in questo caso i tempi di esposizione possono allungarsi andando anche a superare diversi secondi, ma questa modalità appartiene già a fotografi più esperti e meglio attrezzati e lo stesso dicasi per le fotografie in notturna (Per la fotografia notturna ti consiglio di leggere i due seguenti articolo: Fotografare le Stelle e Fotografare la Via Lattea).

Riguardo invece alla attrezzatura necessaria, partendo dal presupposto che è possibile fotografare l’architettura anche con un normale smartphone, quello che più conta sono gli accessori: obiettivi e treppiedi possono fare la differenza. Non devi pensare che la fotografia di architettura sia semplicemente uno scatto a mano libera tenendo la macchina in mano, ma vi sono diverse possibilità che possono contemplare anche il supporto e particolari ottiche.

Gli obiettivi più impiegati in questo campo sono il grandangolo o il medio tele (per poter inquadrare determinati particolari architettonici che non si trovano a distanza ravvicinata). Un 24-135 mm potrebbe rappresentare una buona soluzione tecnica per poter coprire diverse situazioni, anche se l’ideale sarebbe arrivare a un 200mm.

Altra caratteristica deve riguardare la luminosità: gli obiettivi scelti devono essere particolarmente luminosi in quanto spesso capita di scattare foto in interni e quindi si rende necessaria una maggior luce.

Il consiglio per ottenere comunque foto di qualità è di procurarsi una reflex o una mirrorless che consentano l’esposizione manuale e la presenza del mirino, in modo di avere una composizione più precisa e fedele alla realtà.

Un consiglio importante in fatto di dotazione è l’acquisto di un vetrino reticolato al posto di quello in dotazione: in questo modo si potranno ottenere linee diritte degli edifici, evitando il classico problema delle foto di architettura. Un altro rimedio è quello di preferire obiettivi decentrabili (definiti tecnicamente tilt shift), in grado di compensare l’effetto prospettico che genera inclinazione alle linee di contorno. Solo le reflex o alcune mirrorless consentono però l’impiego di tali accessori.

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Tempi lunghi di posa: fotografare l’architettura di notte o con effetti speciali

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Lo scatto ad un’opera architettonica non deve essere esclusivamente riservato alla mano libera, ma è possibile anche creare ottime fotografie sfruttando tempi lunghi di posa. Hai mai pensato all’impressione che potrebbe offrire un edificio fotografato di notte?

Sicuramente otterrai un effetto totalmente differente rispetto ad un’immagine scattata in pieno sole, ma per poter essere trasmissiva di qualcosa deve essere composta impostando la macchina fotografica con tempi di posa piuttosto lunghi, pena una foto completamente nera o comunque molto scura.

Un errore che molti fotografi improvvisati commettono riguarda l’impiego del flash: ricordati sempre che il lampo luminoso serve a illuminare un soggetto posto a pochi metri di distanza dall’obiettivo, come una persona, un oggetto di piccole e medie dimensioni.

Fotografare un palazzo o una basilica è cosa ben diversa e il flash non apporterà nulla di migliorativo alla foto perché non riesce a schiarire interamente l’oggetto dello scatto. Meglio quindi agire sul tempo di esposizione, allungandolo anche a diversi secondi in maniera tale che la luce possa entrare e colpire il sensore della fotocamera in quantità sufficiente, cosicchè tu potrai ottenere buone foto anche di notte.

Un altro caso in cui puoi utilizzare lunghi tempi di scatto (anche oltre i 30 secondi) è quando vuoi dare un tocco creativo alla tua immagine. In tale situazione il treppiede è d’obbligo e ponendoti a una certa distanza dall’opera che vuoi immortalare potrai cogliere delle sfumature interessanti dovute ai movimenti di persone che passano frontalmente all’obiettivo (come ad esempio può accadere in una piazza) oppure delle nuvole che possono creare piacevoli effetti a contrasto, dando addirittura maggiore rilevanza al monumento o all’edificio.

In pratica è come se andassi a creare un “mosso” voluto che prende il nome di effetto scia.

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Consigli per fotografare l’architettura

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Arricchire una foto di architettura è possibile cercando di mettere in pratica dei piccoli trucchi: altro non sono che principi di scatto che possono dare un valore aggiunto all’immagine finale.

Cerchiamo dunque di offrire qualche piccolo consiglio a coloro i quali vorranno cimentarsi in questa specialità fotografica che, se ben effettuata, può regalare incredibili soddisfazioni tramutando una foto in vere cartoline da collezione in grado di scatenare quell’effetto wow menzionato all’inizio di questo testo.

  • Non tralasciare l’elemento umano: quando si compone una scena che include un elemento di architettura come un monumento o un edificio, è importante inserire anche l’aspetto umano non solo per far capire che ciò che viene riproposto su carta fotografica (o in formato digitale) è stato costruito dall’uomo, ma soprattutto per fornire qualche informazione in più all’osservatore. Infatti la presenza umana posto all’interno di una fotografia di architettura riesce a dare un senso di proporzionalità all’opera, facendo intuire le sue dimensioni e dando anima alla foto. Accostare quindi l’elemento umano a quello architettonico può rivelarsi un consiglio importante per ottenere una fotografia di qualità.
  • Contestualizza lo scatto: elementi collaterali possono dare informazioni su quanto fotografato, sui materiali utilizzati o sull’epoca. Oltre ad una figura umana è possibile inserire nell’inquadratura ciò che sta intorno all’opera architettonica, come ad esempio alberi, oppure scavi nel caso di un contesto storico, o ancora altri edifici (anche se posti magari in maniera marginale rispetto al “protagonista” dell’immagine); così facendo si rende possibile un confronto tra ciò che deve attirare l’attenzione e quanto sta nel suo intorno.
  • Cerca la simmetria: molte fotografie di architettura si caratterizzano per un effetto simmetria che genera solitamente perplessità, ma al tempo stesso stupore. Infatti trovandosi davanti un’immagine perfettamente simmetrica il cervello umano impiega qualche secondo per capire di cosa si tratta e come è stata composta. Hai presente quelle fotografie che quando le guardi non capisci se è ripreso il pavimento o il soffitto? Ne sono esempi edifici di architettura sia moderna che antica, che vedono grandi saloni realizzati in perfetta simmetria, così come soffitti o scale. Sforzati di trovare il punto esatto per metterti al centro di una ambientazione simmetrica, regalando un’immagine che riporta alla perfezione della geometria. Utilizza un treppiede per evitare il movimento della fotocamera e scatta puntando l’obiettivo perpendicolare al pavimento, al soffitto oppure dinanzi a te.
  • Effetti speciali: oltre all’impiego di tempi lunghi di esposizione per creare l’effetto scia valido sia di giorno che di notte, un’altra modalità per ricercare effetti speciali è quello di avvalersi dei riflessi. Prova a cercare contesti che possano aiutarti a donare alla foto un’immagine straordinaria, sfruttando ciò che sta intorno all’opera architettonica che vuoi fotografare. Riflessi di palazzi sul lago, oppure su vetrate di edifici vicini, creano delle geometrie particolari che sanno incuriosire e valorizzare l’architettura fotografata. Trova l’acqua, anche quella di una piccola fontana in centro città e cerca l’angolazione giusta per fotografare l’architettura prendendo spunto dal riflesso che in essa si manifesta.
  • Cerca le curve: l’architettura non è composta solo da linee dritte e rette, ma anche curve. Una composizione fotografica che alterna linee rette a linee curve crea un ottimo contrasto geometrico che può incuriosire. Immagina un palazzo moderno dalle linee ondulate, accanto ad un’azienda costruita negli Anni ’60. L’immagine guadagnerà in armonia ed equilibrio. Utilizzando un obiettivo fisheye, la curva anche se non c’è la potrai creare, mediante una distorsione delle visione tipica di questo accessorio. Quando vuoi valorizzare le linee devi cercare un elemento di contrasto cromatico: un classico esempio è la fotografia scattata dal basso verso l’alto, con il cielo che funge da sfondo per accentuare le forme delle costruzioni.
  • Sfrutta il posizionamento: a seconda dell’architettura che hai davanti puoi “giocare” con le posizioni di scatto e fornire impressioni diverse. Uno scatto frontale di un edificio ne esalta la staticità, peculiarità tipica di costruzioni romane o rinascimentali. Un’immagine dal basso verso l’alto invece andrà a slanciare l’opera, valorizzando la verticalità (ad esempio di una struttura gotica), mentre se hai intenzione di valorizzare i colori, le decorazioni e le forme, ti sarà più facile cercando la giusta angolazione di luce che sbatte contro un’edificio barocco.

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Il fotoritocco nella fotografia di architettura

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Un ultimo paragrafo è giusto dedicarlo al fotoritocco che è impiegabile nella postproduzione della fotografia di architettura.

Nella maggior parte dei casi grazie a questo tipo di software, è possibile andare a eliminare gli errori tipici che questa specialità fotografica genera, come ad esempio la visualizzazione inclinata degli spigoli degli edifici.

Come già accennato in precedenza è possibile risolvere sul nascere il problema mediante l’impiego di obiettivi particolari che però non sono alla portata di tutti; per questo si rende utile il passaggio al fotoritocco dell’immagine, andando a raddrizzare monumenti che quasi per magia appaiono inclinati.

Le linee cadenti si manifestano in maniera tanto più accentuata quanto più la foto è scattata dal basso verso l’alto: linee che nella realtà sono parallele vengono convergenti. In realtà è l’effetto derivante dalle ottiche grandangolari che creano un problema di prospettiva.

Il fotoritocco deve quindi andare a “pulire” linee e luci, valorizzando la prospettiva dell’inquadratura.

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Ci vediamo nei video GRATUITI che ho preparato per te, a presto,
David Adriani

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