Se sentendo parlare di cavalletto fotografico la tua mente corre a pensare al cavalletto di una bicicletta, al supporto della tela di un pittore o ad uno strumento necessario per poggiare i tavoli in legno di una festa di paese, allora il dna fotografico devi ancora scoprirlo pienamente.

Se invece il tuo cuore palpita per la fotografia allora il collegamento diretto avviene immediatamente, in maniera quasi involontaria, portandoti a pensare subito ad un cavalletto fotografico e alle sue funzioni.

Qualcuno lo chiama anche treppiede fotografico o treppiedi fotografico, ma il concetto non cambia, ma soprattutto non mutano le sue funzioni e la sua importanza fondamentale per la realizzazione di determinati stili fotografici, per i quali è addirittura imprescindibile.

Un’attrezzatura fotografica non potrà definirsi completa se dovesse mancare di tale accessorio e quindi non sforzarti di trovare altre soluzioni per evitarne l’acquisto. Anzi, anche se è difficile da credere, un buon supporto per la tua macchina fotografica potrà fare la differenza tra una foto normale o addirittura mossa e una di grande impatto. Vedilo come un investimento sulla tua arte e sulla tua passione fotografica, allo stesso modo di come valuteresti l’acquisto di un obiettivo o di uno zaino (per gli acquisti consigliati ti invito a consultare la pagina dedicata).

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Da quali elementi è composto un Cavalletto Fotografico?

tripode

Per usare al meglio un cavalletto fotografico devi fartelo amico, perché solo così potrai comprenderne le potenzialità e gli utilizzi che ne dovrai fare.

Un treppiede fotografico si compone di alcune parti:

Le Gambe

Appunto tre piedi o tre gambe che solitamente hanno la caratteristica di essere telescopiche e regolabili, almeno nei modelli più evoluti.

L’allungamento può avvenire grazie a diverse sezioni e a diversi sistemi di chiusura, i quali possono essere a morsa o a vite. I primi sono certamente più pratici e immediati, ma si usurano prima, mentre i secondi sono più macchinosi, richiedono un po’ più di tempo, ma riservano una maggior durata nel tempo.

La Base con vite

La base identifica il luogo dove va posizionata la fotocamera, direttamente oppure tramite il montaggio di una testa (se vuoi fare sul serio è assolutamente indispensabile dotare il tuo treppiede con una testa fotografica!), sulla quale andrà poi avvitata la macchina fotografica.

Nei modelli più economici e standard la testa è integrata, ma in altri casi è possibile scegliere la testa che più si confà al proprio mezzo fotografico.

La Testa

Le teste per Cavalletti Fotografici rappresentano un accessorio che non sempre è incluso nell’acquisto del cavalletto e anche se lo fosse, potrebbe essere necessario un nuovo acquisto per trovare una migliore compatibilità con la tua macchina fotografica e per darti qualche regolazione in più.

Sulla testa va montata la fotocamera, affrancandola saldamente. Vi sono diverse tipologie di teste:

  • Testa a Sfera: tra tutti i modelli possibili, quelle a sfera sono tra le più veloci, pratiche e compatte. Una sfera permette la movimentazione della macchina fotografica e una leva consente lo sbloccaggio e il successivo bloccaggio della movimentazione, che avviene manualmente. Esistono versioni che possono portare un peso massimo di 15 kg, rendendo il sistema flessibile e versatile. Tra le varie possibilità di scelta, le teste a sfera sono tra quelle più economiche.
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  • Testa a Pistola: la movimentazione di questa testa avviene tramite un meccanismo a sfera attivabile da un manico “a pistola”. Ritengo questa testa molto comoda e pratica se non si ha bisogno di stabilizzare la macchina fotografica con precisione chirurgica come invece avviene con le teste a 3 assi o a cremagliera.
  • Testa a 3 Assi: la movimentazione avviene sui classici 3 assi (x,y,z) e permette di avere una regolazione molto precisa. Una manopola regola per ciascun asse la movimentazione, incrementando il livello di precisione. Solitamente sono molto robuste, pesanti e la regolazione è molto più lenta e meno immediata rispetto a quelle descritte in precedenza. Sono chiamate anche teste a 3 vie dato che puoi muovere la fotocamera da destra a sinistra, dall’alto al basso oppure inclinarla lateralmente.
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  • Testa a Cremagliera: rappresentano un’ulteriore evoluzione di quelle a 3 assi, in quanto la direzionalità di movimentazione avviene mediante l’ausilio di una cremagliera. In questo modo si aumenta ancora la precisione, procedendo con regolazioni micrometriche, ma come è facilmente immaginabile, ad aumentare sarà anche il prezzo.
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Le teste si compongono anche della piastra di fissaggio della fotocamera.

Solitamente sono provviste di sistema di aggancio e sgancio rapido per facilitare la collocazione della fotocamera, dandole anche protezione.

Alcune teste consentono il posizionamento verticale della macchina fotografica o addirittura la rotazione a 360 gradi per favorire le riprese panoramiche.

Staffa (o braccio centrale)

Alcuni modelli prevedono una staffa centrale (o braccio centrale) che ha la possibilità di essere estesa, regalandoti qualche possibilità di regolazione in più.

Inoltre questa colonna per alcuni modelli è ribaltabile, il che consente di poter effettuare riprese con la fotocamera posizionata più vicina al suolo oppure di superare alcuni ostacoli laterali, come muretti, paratie o alberi.

Ganci

Esistono cavalletti che dispongono di ganci e di lacci per poter essere portato manualmente senza difficoltà oppure per agganciare dei contrappesi che hanno il compito di conferire maggiore stabilità all’intero sistema.

Può essere utile appesantire il cavalletto tramite contrappesi donandogli maggiore stabilità in caso di giornate particolarmente ventose.

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Come scegliere il giusto Cavalletto Fotografico?

cavalletto-fotografico-in-spalla

Premesse le proprie preferenze fotografiche in tema di stile e di tipologia, che devono sempre essere mantenute ben chiare prima di decidere il da farsi sul cavalletto fotografico, è utile fare qualche valutazione importante su pesi e dimensioni per fare la scelta migliore possibile.

Un esempio aiuterà a chiarire meglio alcuni aspetti: se preferisci la fotografia in studio o still life allora potrai optare per un treppiede più pesante, con una struttura ”importante”, senza badare troppo a pesi e dimensioni, ma se la tua specialità è una fotografia più interattiva e dinamica, come ad esempio quella paesaggistica o sportiva, allora dovrai prestare attenzione a pesi e dimensioni tenendo in considerazione il fatto che sarai costretto a portare spesso con te il tuo fedele amico cavalletto.

Dovendo trasportare il treppiedi (questo suggerimento è valido sopratutto per i fotografi di paesaggio) è preferibile scegliere un prodotto leggero e dalle dimensioni contenute, al fine di risparmiare spazio e ed energie.

Un cavalletto idoneo per un facile trasporto è quello che presenta una lunghezza non superiore a mezzo metro ed è preferibile (se il budget lo consente) una costruzione in carbonio perché leggera e stabile.

Una volta aperto il cavalletto dovrà consentirti di piazzare la tua fotocamera all’altezza dei tuoi occhi, calcolando una dimensione di circa 20 cm inferiore alla misura della tua altezza (ad esempio, se sei alto 175 cm dovrai guardare ai modelli di cavalletto che ti consentano di montare la tua fotocamera ad un’altezza indicativa di 155 cm).

Questo anche perchè dovrai considerare l’altezza della testa che dovrai montare e la grandezza della tua fotocamera.

Meglio comunque avere la possibilità di beneficiare di un’estensione maggiore piuttosto che di una inferiore: in caso di ostacolo o di dislivello potrai ugualmente fotografare regolarmente con un cavalletto la cui altezza massima raggiungibile sia superiore alla tua altezza, diversamente ti troverai in difficoltà se la misura massima possibile sarà inferiore alla tua verticalità.

Mediamente si potrebbe affermare che un cavalletto ideale per riprese paesaggistiche potrebbe avere un’altezza massima raggiungibile di 160-170 cm (a cui sommare l’altezza della testa e della fotocamera).

Un piccolo consiglio è quello di valutare l’altezza ideale del treppiede senza considerare la possibile estensione data dalla colonna centrale, la quale è come se rappresentasse una ”soluzione di emergenza”.

Nella scelta del cavalletto fotografico non va trascurata l’altezza minima possibile, importante nel caso di fotografia macro oppure di inquadrature dal basso. Alcuni prodotti specificano l’adattabilità in ”modalità macro” permettendoti una configurazione particolarmente adatta per questo genere di fotografia, in alternativa puoi acquistare per pochi euro un cavalletto differente da destinare esclusivamente a quei casi.

Ve ne sono alcuni alti anche pochi centimetri, ma attenzione al massimo peso sostenibile e all’attacco, perché non tutti presenteranno perfetta compatibilità con la tua macchina fotografica.

Dal punto di vista del peso solitamente il cavalletto fotografico viene classificato come pesante se vengono superati gli 1,9-2 kg di peso e solitamente i materiali con cui viene realizzato sono alluminio, titanio e magnesio, diversamente per le costruzioni in carbonio, che appaiono molto più leggere. Ovviamente un treppiedi più pesante ti darà maggior stabilità nelle lunghe esposizione (che possono essere necessarie per fotografare la luna o per fotografare le stelle) e in condizioni di vento, ma farai fatica a portartelo appresso sempre.

Per compiere una scelta sensata non devi tralasciare il dato relativo alla portata sopportabile dal cavalletto.

Considera il peso della tua fotocamera, del tuo obiettivo che potrai immaginare di installare (considera l’obiettivo più pesante che hai), del battery grip se lo hai, dei filtri e poi della testa, quindi moltiplica tutto almeno per 1,5-1,7.

Otterrai così un valore minimo che dovrai ricercare nella scheda tecnica del cavalletto che andrai a scegliere. Se ad esempio la sommatoria di tutto quanto immaginato ammontasse a 2,5 kg, dovrai propendere per un treppiedi il cui valore massimo della portata dovrà essere almeno di circa 4 kg. Andrà meglio se sarà di più, mentre potrebbe essere rischioso se sarà di meno.

Avere un cavalletto robusto, con un valore di portata massima abbondante rispetto al tuo fabbisogno, è sempre un vantaggio in termini di sicurezza.

Considera anche la possibilità di utilizzare un contrappeso per conferire maggior stabilità in caso di vento (se ti è consentito dalla presenza degli appositi ganci) e quindi, a maggior ragione, il valore massimo della portata deve essere quanto più grande possibile.

Quindi cerca di prestare molta attenzione, al momento della scelta, alle tue esigenze fotografiche e alla tua fotocamera.

Materiali

I cavalletti fotografici migliori sono quelli realizzati in carbonio, in quanto si presentano più leggeri, più pratici e garantiscono grande versatilità di utilizzo.

Logicamente un treppiedi pesante, alto e massiccio comporta di per se un ottimo livello di stabilità, ma di contro diventa difficile e complicato il suo trasporto dato che diventa poco maneggevole.

Meglio dunque propendere per un sistema un po’ più pesante nel caso si operasse in studio oppure in una postazione più o meno fissa, diversamente meglio scegliere una struttura più snella e leggera.

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Dimensioni

Le dimensioni di un cavalletto fotografico sono un parametro importante in quanto è da analizzare in una duplice veste. Cavalletto chiuso e aperto possono portare a considerazioni differenti. Un cavalletto fotografico può essere molto piccolo e stare in borsa, oppure più grande ed essere trasportato a mano o agganciato allo zaino. Le dimensioni sono importanti nella scelta, in base anche alla tua altezza.

Se sei altro 2 metri non puoi acquistare un cavalletto che acquisterebbe un fotografo alto 150 cm.

Vedremo più avanti come scegliere il cavalletto fotografico in base a peso e dimensioni, parametri importantissimi e capaci di orientare la scelta di acquisto.

Portata

Non tutti i cavalletti vanno bene per tutte le fotocamere. Prima di orientarti sui modelli che magari ti attirano maggiormente l’occhio, dai uno sguardo al peso sopportabile, determinato dalla sommatoria tra il corpo macchina, l’obiettivo montato, l’eventuale battery grip, filtri e la testa.

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La Stabilità del Cavalletto Fotografico

treppiede fotografico per lunghe esposizioni

Un cavalletto viene impiegato per dare maggior stabilità alla fotocamera, ridurre le vibrazioni e quindi scattare fotografie più nitide e meno mosse.

La stabilità quindi è un fattore importantissimo e tale caratteristica dipende da alcune variabili. Vediamo come viene influenzato tale parametro.

  • All’aumentare del peso del treppiede, la stabilità aumenta. Ma vale anche il contrario: treppiedi più leggeri sono tendenzialmente meno stabili.
  • All’aumentare dell’altezza massima, il treppiedi risulterà meno stabile, mentre al diminuire dell’estensione risulterà essere più stabile.
  • L’estensione della colonna centrale fa perdere stabilità al cavalletto fotografico (per questo motivo è sempre consigliato di tenere abbassata la colonna/braccio centrale… Utilizzala alzata solo ed esclusivamente per le situazioni di emergenza).
  • Si avrà un sistema più stabile nel momento in cui le sezioni estensibili delle gambe saranno in numero minore. Vi sono 3-4-5 sezioni corrispondenti a differenti sistemi di estensione e chiusura. Quelli a 5 sezioni saranno cavalletti fotografici che perdono un po’ in stabilità ma guadagnano in dimensioni (essendo più facili da trasportare perché più corti), mentre quelli a 3 sezioni avranno una stabilità migliore, ma comportano anche una dimensione maggiore una volta ripiegati.
  • Agganciando un contrappeso (ti do un consiglio: anche lo stesso tuo zaino fotografico può essere utilizzato come contrappeso) nella parte centrale, la stabilità migliorerà tanto più il baricentro verrà abbassato (porta il contrappeso il più possibile verso il terreno).
  • Piedini appositamente pensati per determinati terreni (accidentati o instabili) possono favorire la stabilità del cavalletto. Esistono infatti in commercio piedini gommati antiscivolo, appuntiti in metallo per trovare stabilità sulla terra, oppure sagomati per garantire una buona presa sul ghiaccio.

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Quando utilizzare il Cavalletto Fotografico?

treppiede-fotografico

Sono diversi gli stili fotografici che richiedono l’impiego del cavalletto fotografico e se per qualcuno è solo vivamente consigliato, per altri è praticamente imposto.

Il treppiede riesce a darti maggiore stabilità, ridurti l’effetto mosso, permetterti tempi di esposizione lunghi e posizioni di scatto altrimenti impossibili da ottenere.

  • Fotografia Paesaggistica: in questo genere fotografico sono possibili differenti tipologie di foto e alcuni non possono prescindere dall’impiego del treppiede. Riprendere un paesaggio con un tempo di esposizione lungo, oppure in condizioni luminose precarie (di notte o al tramonto o all’alba), o semplicemente per ottenere una fotografia senza effetto mosso, sono tutte situazioni in cui il treppiedi è determinante per l’efficacia della resa fotografica.
  • Fotografia Architettonica: anche in questo caso l’uso di un cavalletto fotografico consente di ottenere fotografie di qualità maggiore. Innanzitutto grazie a speciali teste è possibile posizionare la fotocamera in posizioni diverse e particolari, trovando angolazioni in grado di valorizzare le linee stilistiche.
  • Fotografia Still Life: anche in questo contesto di natura morta l’ausilio di un cavalletto può aiutare molto soprattutto quando si desiderano valorizzare gli effetti di luci e ombre ”giocando” con i tempi di scatto.
  • Fotografia Sportiva: nonostante sia una fotografia particolarmente dinamica potrebbe essere impiegato il treppiede semplicemente come base di appoggio, ma anche per trovare angoli di inquadratura speciali (immagina il posizionamento della fotocamera dietro la curva di una strada con l’intento di riprendere l’arrivo delle auto da rally).
  • Fotografia in Studio o Ritrattistica: il cavalletto facilita l’appoggio e la stabilità, sgravando il fotografo dal peso della fotocamera e dandogli anche più libertà di movimento.
  • Fotografia Macro: in alcuni casi può essere fondamentale l’impiego di un cavalletto per concentrarsi maggiormente sull’impostazioni dei parametri di scatto, limitando al massimo l’effetto del mosso.
  • Fotografia Naturalistica: hai presente quando vai a fotografare gli animali appostandoti in capanni appositamente pensati per lo scopo? In queste situazioni il cavalletto fotografico risulta un accessorio che potrà favorire i tuoi scatti.
  • Riprese Video: so che è una parte non prettamente inerente la fotografia, ma è pur vero che moltissime fotocamere hanno oggi anche la possibilità di riprendere dei video in qualità eccelsa. Se ti piacciono le variazioni sul tema e oltre alla fotografia hai anche ambizioni di girare qualche video interessante, sarai praticamente obbligato a scegliere un cavalletto per dare stabilità alle tue riprese.

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I Prezzi dei Cavalletti Fotografici

treppiedi fotografico

Quando si affronta l’argomento prezzo diviene sempre difficile perché spesso la risposta alla domanda ”Quanto costa?” è ”dipende!”.

Anche i treppiedi non esulano da questa risposta. Vale però la pena fare alcune valutazioni in merito, soprattutto perché potrebbe essere che tu nemmeno abbia idea di quanto dovrai spendere qualora decidessi di acquistare un cavalletto fotografico.

Iniziamo subito dalle ”cattive notizie”: esistono cavalletti che possono arrivare a costare alcune centinaia di euro. Passando però alle buone notizie, potrai trovare anche dei modelli da 20 euro… Sto scherzando, i cavalletti che costano 20€ fanno schifo!

Le differenze sono date prevalentemente dal materiale di costruzione, dal numero di estensioni, dalle caratteristiche tecniche del prodotto.

Tra un treppiede realizzato in alluminio e uno in carbonio vi è un abisso e il secondo, a parità di caratteristiche, potrebbe anche costare il doppio.

A tale prezzo è necessario aggiungerci il costo della testa, magari un kit di piedini di scorta oppure da mettere nel caso in cui si renda necessario un appoggio su fondi più instabili e la custodia per il trasporto.

Possiamo affermare che investendo una cifra compresa tra 80 e 150 euro è possibile disporre di un prodotto dalle caratteristiche apprezzabili e mediamente valide, almeno per chi si approccia all’acquisto e a qualche genere fotografico particolare.

Se desideri alzare il livello e guadagnare in caratteristiche tecniche, o magari dedicarti maggiormente alle fotografie di paesaggio oppure di montagna, dovrai anche alzare il tuo budget di spesa e potrai così trovare buone soluzioni a cifre comprese tra 150 e 200 euro.

Oltre al prezzo del cavalletto dovrai considerare anche il costo della testa: considera almeno 80-100 euro, ma sappi, solo per tua informazione, che ve ne sono anche da 500 e più euro.

Completando la dotazione accessoristica del cavalletto, metti in conto circa 30-40 euro per i piedini speciali (comunque facoltativi e non obbligatori) e altrettanti per la custodia contenitiva del treppiede (anche se in molti casi questa è compresa nell’acquisto del nuovo).

Vedi perché inizialmente la risposta più corretta alla domanda ”Quanto costa?” è ”dipende”? Dipende da te, dalle tue attese, dalle tue preferenze di foto, dal tuo fisico (non sembra ma trasportare in montagna 2,4 kg e 1,8 kg comporta una bella differenza di fatica), dal tuo budget di spesa, dalla tua fotocamera e dagli usi che vorrai fare del cavalletto fotografico.

Ricordati che un buon cavalletto è la base per poter scattare immagini di qualità soprattutto relative a certi stili fotografici, per i quali farne a meno sarebbe praticamente impossibile. Non vedere dunque il suo acquisto come una forzatura, ma vedilo come un investimento che ti porterà a migliorare le tue fotografie.

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Cavalletti fotografici speciali

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Il termine cavalletto fotografico racchiude in sè un mondo apparentemente facile ma che nasconde molta complessità e tecnologia.

Sistemi brevettati di chiusura e di serraggio, teste particolari, sistemi di sgancio rapido, materiali di costruzione, sono solo alcuni degli aspetti che riconducono a nozioni di tecnologia applicata alla meccanica.

Ma un cavalletto semplice esiste? Se non ho una fotocamera super professionale oppure se la mia intenzione è quella di utilizzare solo saltuariamente il cavalletto sono obbligato a comprare sistemi mastodontici e costosi?

La risposta la si trova in cavalletti molto semplici ed estensibili oppure nei cosiddetti sistemi mini, idonei ad esempio per fotocamere compatte, bridge o piccole mirrorless.

Non che queste non possano montarsi su treppiedi più impegnativi, ma un piccolo investimento di 20-30 euro potrebbe giustificare l’acquisto di un cavalletto semplice, magari da tenere in casa per fotografare le stelle oppure di un mini treppiede per fotocamere più piccole.

Questi non hanno grandi portate e solitamente arrivano fino a un paio di chilogrammi, ma rappresentano una discreta soluzione per poter dare un pizzico in più di stabilità alla tua fotocamera quando dovrai fare la foto di famiglia al compleanno di nonna, oppure se vorrai riprendere lo spettacolo di danza della tua nipotina, o ancora un bellissimo tramonto dal tuo balcone.

Uno strumento particolare è il monopiede: esso rientra nei cavalletti, ma non ha la stabilità di un treppiede in quando è una singola colonna che consente di avere una certa stabilità istantanea.

Viene utilizzato molto nell’ambito della fotografia sportiva, si appoggia a terra, ma necessita di essere sostenuto. Avendo minore stabilità è indicato per foto che richiedono tempi rapidi di scatto e si compone di una testa a cui agganciare la fotocamera oltre che dell’asta di sostegno.

Se ne fa buon uso anche nella fotografia di strada o di reportage, oppure nel caso di riprese video piuttosto brevi, per eliminare l’effetto del micromosso.

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Riassunto

treppiede o cavalletto fotografico

Tranquillo, non è un esame, ma quest’ultimo paragrafo serve per farti meglio comprendere alcuni punti e metterti al riparo da eventuali scelte sbagliate, facendoti capire l’importanza dell’utilizzo di un cavalletto fotografico.

Innanzitutto è bene tracciare una sintesi di come non scegliere il cavalletto fotografico:

  • Non comprare il primo che trovi.
  • Non comprarlo dagli ambulanti che passano in spiaggia.
  • Non comprare quello che costa meno.
  • Non comprare quello che ha più possibilità di estensione telescopica.
  • Non comprare quello che ti sembra più robusto.
  • Non comprare quello più grande o quello più piccolo.
  • Non comprare quello più colorato o esteticamente più bello.
  • Non comprare quello che hai visto usare da un altro fotografo.

Se uno di questi punti ti appartiene e ti coinvolge, allora dovrai quasi certamente acquistare un altro treppiede perché nella maggior parte dei casi la scelta fatta in precedenza è stata sbagliata.

Un cavalletto fotografico si compone di gambe, base e testa, può essere costruito in diversi materiali metallici, può avere diverse sezioni estensibili con sistemi di chiusura che possono variare a seconda del modello e della marca.

Parametri importanti da valutare sono il peso, la dimensione e la portata massima ammissibile.

Ecco quindi come scegliere il cavalletto fotografico, tenendo conto di alcuni fattori:

  • Considera le tue attitudini fotografiche.
  • Calcola il peso che andrai a installare sul cavalletto.
  • Valuta l’altezza raggiungibile dal cavalletto in piena estensione, senza contare il possibile prolungamento della colonna centrale.
  • Valuta il peso del cavalletto sulla base dell’utilizzo che dovrai farne.
  • Scegli una testa che sia compatibile con la tua fotocamera.
  • Segui le indicazioni del venditore relativamente al tipo di fotografia per il quale quello specifico cavalletto è stato pensato (cavalletto da trekking, da paesaggio, da ritratto, da riprese video).
  • Valuta il budget di spesa che intendi mettere a disposizione.

Ricordati che non c’è in assoluto un treppiedi migliore di un altro, ma tutto va comparato e analizzato in base alle esigenze di ciascun fotografo.

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